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lunedì 15 luglio 2013

ATLETICA LEGGERA: L'ENNESIMA PAGINA NERA DEL DOPING

Il 14 luglio non verra' piu' ricordato solo per la presa della Bastille, ma anche come la domenica piu' nera che il mondo dell' atletica abbia mai vissuto.
Cinque atleti giamaicani sono risultati positivi ad un test antidoping effettuato dopo i campionati nazionali di Kingston un mese fa. Tra questi nomi spiccano quelli di Asafa Powell e Nesta Carter, campioni olimpici della staffetta 4x100 alle olimpiadi di Londra, e Sheron Simpson, ex campionessa mondiale dei 200 metri.
Ma non finisce qua. E' stato trovato positivo anche
Tyson Gay, velocista statunitente ed ex primatista del mondo, uno dei principali sfidanti di Usain Bolt.
Lo tsunami del doping si abbatte sul mondo dell' atletica in maniera devastante. Questa volta non si tratta di un singolo caso isolato, adesso tutto il "modello" giamaicano e' sotto accusa. Gay e Powell erano da sempre due icone del mondo dello sport pulito, al contrario dei vari Montgomery, Gatlin e Ben Johnson, gente che con il doping e' sempre andata a braccetto.
A Mosca vedremo Bolt correre senza avversari, con Yohann Blake ancora infortunato. Bolt, il piu' forte, e' ancora pulito.
Durerà? Alcuni se lo chiedono speranzosi, altri pensano che sia solo questione di tempo. Ed in effetti, la risposta non e' cosi' importante in questo caso. Basta un "durera'?" per sapere che oramai questo sport di "sportivo" ha davvero ben poco?.
Come si suol dire speriamo che la giustizia faccia il suo corso perchè qui c'è in gioco la credibilità di uno sport e di una nazione, di una disciplina che fonda le sue radici nell'Antica Grecia e arriva fino ai nostri giorni mantenendo lo stesso minimo comun denominatore: la sana competizione sportiva.
Tutto il contrario del doping.


MARCO CESARIO.

mercoledì 3 luglio 2013

CONFEDERATION CUP: IL BILANCIO AZZURRO AD UN ANNO DAL MONDIALE

E' indubbiamente positivo, tenendo conto anche del grande Europeo di un anno fa, il bilancio dell'avventura della nazionale alla Confederation Cup appena conclusa. L'Italia ha confermato di potersela giocare con chiunque, è un avversario rispettato da tutti e, siamo pronti a scommetterci, è una nazionale che ormai nessuno si augura di incontrare, soprattutto in una gara ad eliminazione diretta. E' la nostra storia d'altronde: stentiamo con le piccole squadre, ma quando arrivano i match importanti con squadre blasonate, difficilmente ci facciamo cogliere impreparati. Questo è già un traguardo ed ovviamente un merito di Prandelli: aver restituito alla nazionale italiana quella caratura mondiale che era andata scemando dopo il pessimo Mondiale de 2010 e dopo gli ultimi anni deludenti a livello di vittorie dei club italiani in Europa. Per questo motivo gli azzurri tra un anno hanno l'obbligo di puntare solo ad un piazzamento: il primo. Bisognerà vincere la concorrenza della Spagna, che nonostante tutto rimane la nazionale più forte al mondo. Bisognerà arginare il Brasile, che sarà caricato a mille dalla possibilità di vincere la Coppa del Mondo in casa propria. Bisongerà fare attenzione alla Germania, alla nuova Francia dei giovani, all'Argentina di Leo Messi e a tante altre mine vaganti. E' difficile, ma non impossibile e per farlo Prandelli dovrà lavorare in modo meticoloso per limare i pochi punti deboli della squadra.
Innanzitutto va definito il modulo: 3-5-2 o difesa a 4? E' indubbio che con il primo modulo la difesa funziona meglio (anche perchè i 3 difensori della Juve giocano tutto l'anno con questo modulo) mentre lo schieramento a 4 da più garanzie in attacco. L'Italia ha dimostrato di saper giocare bene con entrambi i moduli soprattutto all'Europeo (il pareggio con la Spagna è arrivato con la difesa a 3 mentre la grande vittoria con la Germania  arrivò con i 4 dietro). Va trovato però un equilibrio tra queste due soluzioni perchè troppi stravolgimenti possono portare ad una confusione tattica che in una partita secca può essere decisiva. La questione del modulo è una coperta corta, se si perde qualcosa da un lato del campo la si riguadagna dall'altro lato. Starà a Prandelli trovare la soluzione migliore.
Passiamo ai singoli: Buffon non sarà più quello di una volta, ma è uno dei migliori portieri al mondo, e in una competizione come il Mondiale uno della sua esperienza deve giocare. Bonucci, Barzagli e Chiellini sono tre ottimi difensori, che diventano grandi difensori con la difesa a 3, e sono meno grandi con quella a 4. E' giusto che imparino a giocare con entrambi i moduli. De Sciglio ha confermato di essere un giovane di grandi prospettive su entrambe le fasce della difesa, Abate e Maggio non saranno Dani Alves e Maicon, ma sulla destra fanno il loro dovere. Il primo meglio nella difesa a 4, il secondo meglio esterno nel centrocampo a 5. Proprio il centrocampo è il reparto più importante di questa squadra: fuoriclasse come Pirlo, o giocatori come Marchisio, De Rossi, Verratti e Montolivo in pochi ce li hanno. A prescindere dal modulo, se c'è la condizione fisica giusta, in mediana possiamo giocarcela con tutti. Una menzione sempre a centrocampo va fatta per Giaccherini e Candreva: soprattutto il primo è stato criticato ancor prima di mettere piede in campo, ma poi grazie alla voglia e alla determinazione è risultato forse il migliore azzurro della Confederation. Staremo a vedere se tra un anno ripeterà queste prestazioni, oppure se deluderà come all'Europeo scorso, dove Prandelli lo bocciò dopo solo una partita. In attacco il dilemma è chi affiancare a Balotelli, se El Sharaawy, Diamanti o qualcun'altro. SuperMario è intoccabile, ma gli va trovato un partner adeguato, da solo non può reggere contro una difesa ben organizzata.
Il contro alla rovescia è iniziato, tra meno di un anno l'Italia si ritroverà a lottare per quella Coppa che ha conquistato già quattro volte nella propria storia, diventando la seconda nazionale di sempre con più mondiali vinti, dopo il Brasile. Già il Brasile, il paese ospitante dei prossimi campionati del mondo. Agganciarli a vincendo a casa loro sarebbe un'impresa doppiamente storica. E allora Forza Azzurri!.

giovedì 27 giugno 2013

CONFEDERATION CUP: L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

“Non porsi limiti” questo è il messaggio che emerge nello spot pubblicitario della FIFA (Fédération Internationale de Football Association) ovvero l’associazione che controlla il calcio mondiale. Oggettivamente il messaggio è lodevole, d’altronde nello spot si vedono delle donne di tutte le nazioni, che perseguono il sogno di giocare a calcio, e in questo caso il gioco più bello del mondo viene inteso come ciò che realmente è: uno splendido tramite per l’integrazione, per la cultura, per la vita. Come disse una volta Zdenek Zeman : “La grande popolarità del calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi.”
Ma purtroppo non è questo il caso del calcio moderno, perché ormai ci troviamo in un mondo in cui l’apparire conta più dell’essere, la forma più della sostanza e soprattutto dove il denaro delle varie lobby e sponsor vince su tutto. Per cui se da una parte l’intento della FIFA è quello di far apparire la Confederation Cup una manifestazione che porta con sé gioia e felicità in Brasile e i tutto il mondo, la realtà è ben diversa. La realtà è che in Brasile a causa delle ingenti somme di soldi spese per ristrutturare gli stadi le tasse sono aumentate vertiginosamente, e gran parte dei cittadini sono sul lastrico. La folla non si capacita di fronte alla presenza di fiori di miliardi di reiais sborsati per mandare avanti le macchine organizzative di Fifa con soldi che sbucano all'improvviso in un sistema che fa acqua nelle più basilari e vitali necessità delle persone. Carenza di scuole ed ospedali, sanità al collasso, mancanza di politiche di welfare: tutti aspetti che trascinano verso il basso la parte della popolazione che, in difficoltà economiche, acuisce ancor di più il gap con la forte ostentazione nel realizzare nuovi impianti, ristrutturarne altri, demolire o distruggere parti delle città per far bene figurare il Brasile agli occhi del Mondo. Tutto ciò non serve alla gente che è scesa in piazza la quale non ne vuol sapere di pagare qualcosa che non avrà un ritorno sulle proprie necessità. La manifestazioni per dire "no" a questa ondata di investimenti sportivi sono sfociate anche in disordini, assalti, atti di vandalismo con appendici violente e la presidente Dilma Rousseff si è vista costretta a rimanere in patria anullando la visita istituzionale prevista in Giappone per indire una riunione urgente con il suo Esecutivo. Il bilancio è salito a 3 morti, l’ultima vittima risale a ieri. Un manifestante è morto, in seguito alle gravi ferite riportate dalla caduta in un viadotto a Belo Horizonte, durante il corteo di protesta nei pressi dello stadio 'Mineirao', dove si stava giocando Brasile-Uruguay, prima semifinale della Confederations Cup. Il giovane, Douglas Henrique de Oliveira Sousa, aveva appena 21 anni.
Circa una settimana fa’ erano iniziate a circolare voci insistenti su un’imminente sospensione della Confederation , voci che arano state anche confermate in parte anche dal ritiro della Nazionale italiana. Ovviamente è stato tutto smentito nel giro di qualche ora, d’altronde quando ci sono di mezzo i soldi degli sponsor il buonsenso passa in secondo piano, e così sarà bastata qualche telefonata per far capire a chi di dovere che la “macchina” non si può fermare,  “the show must go on” come diceva qualcuno.
Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti, ognuno la pensi come vuole, a patto che però non ci riempiate ancora di spot sul fair play e sull’integrazione, perché avrete pure il diritto di fare come vi pare, ma non avete il diritto di prenderci in giro.

MICHELE NOCE

giovedì 20 giugno 2013

LA GIUSTIZIA ITALIANA E L'ODIOSA DIFFERENZA

È successo un'altra volta, é successo ancora, non doveva succedere... La cosa brutta é che ormai neanche ci stupiamo più, ormai é come se fosse una tassa da pagare, dolorosa ma allo stesso tempo abitudinaria. L'altro ieri sera nel quartiere San Basilio di Roma, ha perso la vita Maurizio un ultras della Lazio, colpito alla nuca da una pallottola esplosa a freddo da Luciano Coppi, professione guardia giurata. Il tutto è nato per futili motivi, Maurizio stava litigando per strada con Coppi e suo figlio a causa di un incidente stradale, il padre avendo paura, potesse accadere qualcosa ha premuto il grilletto. Già tutti i giornali si sono precipitati a scrivere cose non vere, che lui avesse minacciato i due con un coltello, che fosse una persona violenta...tutte bugie, come per giustificare la sua morte. Maurizio forse non sarà stato un pezzo di pane ma non meritava di morire, non meritava di morire, come non lo meritavano tanti altri; i vari Sandri, Pianzino, Uva, Aldrovandi. Tutte vittime giovani e  innocenti a cui è stata negata la vita. La guardia giurata non pagherà, lo sappiamo bene, ne abbiamo appena avuto la prova la settimana scorsa, quando la corte d'appello ha praticamente assolto gli assassini di Stefano Cucchi, in barba alla povera sorella che da anni si batte per ottenere giustizia. Ma é proprio qui che si crea la distanza tra Noi, e Loro, proprio qui, all'interno del sentimento più nobile al mondo: La Giustizia. Perché é vero che gli errori possono capitare a chiunque, ma non é possibile che la legge del "chi sbaglia paga" valga solo per qualcuno. La distanza tra Noi e Loro si amplia quando sentiamo l'ex ministro Giovanardi che afferma che la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, abbia sfruttato la tragedia del fratello per aumentare la sua popolarità. La distanza aumenta quando il sindacato della polizia il COISP, va a manifestare sotto la sede di lavoro della madre di Federico Aldrovandi, ragazzo brutalmente ucciso da alcuni agenti, gridando che aveva cresciuto un maiale al posto di un figlio. La distanza diventa più grande quando ascoltiamo le dichiarazioni becere della Santanché su Spaccarotella. Ed é proprio questa distanza che crea quel disagio sociale che poi porta allo scontro. Come la sera dell'11 aprile 2007 quando ultras di Roma e Lazio assaltarono le questure dopo la morte di Gabriele, con la consapevolezza che tanto il colpevole non avrebbe pagato, che la giustizia non avrebbe fatto il suo corso. Ormai la distanza che ci separa é troppo grande, e  finché le cose continueranno ad andare in questo verso esisterà, sempre un NOI, ed un LORO, ci saranno sempre una "Parte della Ragione" e "del Torto" già prestabilite. E noi tutti, anche se non toccati in prima persona da ciò che accade dobbiamo fare una scelta,  perché alle volte restare in mezzo é ancora peggio che schierarsi, affinché ciò che é successo e  continua a succedere non accada più.

MICHELE NOCE

giovedì 13 giugno 2013

FAIR PLAY FINANZIARIO: COS'E' E COME FUNZIONA

E' di un paio di giorni fa la notizia che la Uefa ha escluso dalle prossime competizioni europee il Malaga, colpevole di aver violato il fair play finanziario. Molti hanno accusato Platini di fare la voce grossa solo con le società medio-piccole e di "sorvolare" sulle spese folli di altre squadre, alcune delle quali francesi (Monaco e Psg) proprio come il fuoriclasse transalpino. Ma che cosa è veramente questo fair play finanziario e come funziona? Cerchiamo di dare una risposta.

COS'E'?

L'idea di Fair play finanziario nasce dal fatto che le disparità tra le società, nel calcio moderno, sono sempre più spesso dovute a un fattore economico piuttosto che a uno sportivo. Approvato all'unanimità nel settembre 2009, il Comitato Esecutivo Uefa ha prefisso diversi obiettivi: 

• Introdurre più disciplina e razionalità nelle finanze dei club calcistici;
• Ridurre la pressione su salari e trasferimenti e limitare gli effetti dell’inflazione;
• Incoraggiare i club a contare solo sui propri profitti;
• Incoraggiare investimenti a lungo termine sul settore giovanile e sulle infrastrutture;
• Tutelare la sostenibilità a lungo termine nel calcio europeo;
• Assicurare il tempestivo pagamento dei debiti da parte dei club.

COME FUNZIONA?

Le società verranno controllate dalla UEFA a partire dal 2011 fino ad arrivare ad inizio stagione 2014, sulla base di tre punti fondamentali:

1)Nessuna presenza di debiti arretrati verso altre società, dipendenti e/o autorità (il caso Malaga)
2)Fornitura di informazioni finanziarie che riguardano il futuro
3)Obbligo di pareggio del bilancio

Le società che non avranno raggiunto gli obiettivi nel 2014 rischieranno di non poter più partecipare alle competizioni UEFA. Michel Platinì e altri dirigenti UEFA si sono più volte soffermati sul punto 3, ritenendo fondamentale che le società non investano più di quanto non permettono gli introiti. Dunque i club non possono spendere ripetutamente più di quanto guadagnino e sono obbligati a pagare dipendenti e trasferimenti in modo tempestivo. Le misure di fair play finanziario comprendono una valutazione pluriennale, per consentire ai club di avere più tempo per ripianare i debiti dovuti alla crisi economica mondiale che ha inevitabilmente colpito il calcio. 

IL F.P.F. VERRA' APPLICATO ALLA LETTERA?

Ormai ci siamo, il 2014 è vicino e, stando alle norme Uefa le squadre che non rispetteranno i punti prefissati dal regolamento del F.P.F. verranno escluse dalle competizioni europee. Sarà veramente cosi? Platinì applicherà alla lettera i dettami che ha tanto difeso in questi anni oppure chiuderà uno o tutte e due gli occhi come ha fatto spesso in questi anni?. Molti suoi detrattori già affermano che la disparità di trattamento tra squadre piccole e grandi sarà all'ordine del giorno. Se questo accadrà o meno ce lo dirà solo il tempo. Nel frattempo la sola speranza è che questo benedetto Fair Play Finanziario venga applicato nella maniera più giusta possibile. Perchè le regole, se ci sono, vanno rispettate e soprattutto vanno fatte rispettare.  

lunedì 10 giugno 2013

PAGELLE SERIE A (PARTE 2)

Juve: Voto 9.5
Grande stagione quella dei bianconeri, con uno scudetto vinto con tranquillità a 4 giornate dal termine. Gli uomini di Conte sono riusciti a collezionare addirittura più punti dell'anno scorso. Buona anche la champions dei bianconeri mentre in Coppa Italia hanno deluso perdendo la semifinale contro la Lazio. 
IL MIGLIORE: Arturo Vidal
IL PEGGIORE: Sebastian Giovinco

Napoli: Voto 9 
I Partenopei si sono riconfermati tra le grandi d'Italia, qualificandosi 2 anni dopo per la Champions League. Gli uomini di Mazzarri sono stati a lungo gli unici contendenti allo scudetto della Juve salvo poi arrendersi quando è venuta a mancare la condizione. Mezzo punto in meno per la brutta eliminazione dall'Europa League. 
IL MIGLIORE: Edinson Cavani 
IL PEGGIORE: Gokan Inler

Milan: Voto 8 
Una media tra il 4 delle prime 14 partite e il 10 del girone di ritorno. Dopo un inizio da incubo, Allegri ha saputo risvegliare una squadra che sembrava morta guidandola ad una rimonta inaspettata, addirittura fino al terzo posto. Grandioso l'apporto di Balotelli nel momento decisivo e quello di El Sharawii nel guidare la rimonta. 
IL MIGLIORE: Stephan El Sharaawi 
IL PEGGIORE: Antonio Nocerino

Fiorentina: Voto 8.5 
Vera rivelazione della stagione. Erano ben 12 i giocatori nuovi a Settembre, ma sotto la sapiente guida di Montella la Viola ha dato spettacolo arrivando ad insidiare il Milan per il terzo posto, conquistando comunque l'ingresso in Europa League. Se non ci fosse stato quel rigore a Siena staremo parlando di una vera e propria impresa...
IL MIGLIORE: Juan Cuadrado 
IL PEGGIORE: Emiliano Viviano

Udinese: voto 8 
Alla fine in Europa ci va sempre. Nonostante le tante cessioni e l'obiettivo salvezza i friulani riescono a terminare la stagione al quinto posto grazie ad 8 vittorie consecutive nelle ultime 8 giornate. Ancora una volta gli artefici del miracolo sono: Antonio Di Natale e Francesco Guidolin, fenomenali anche quest'anno. 
IL MIGLIORE: Antonio Di Natale
IL PEGGIORE: Maicosuel

Roma: Voto 5.5 
Brutta stagione dei giallorossi, addirittura peggiore della passata. Ancora una volta la dirigenza ha sbagliato la scelta dell'allenatore per poi affidarsi ad un traghettatore inadeguato. Troppe prime donne in spogliatoio e poche partite veramente all'altezza per una squadra che non ha niente da invidiare al Napoli. La sconfitta in finale con la Lazio ha reso il tutto una disfatta completa che difficilmente verrà dimenticata. 
IL MIGLIORE: Francesco Totti
IL PEGGIORE: Daniele De Rossi

Lazio: voto 6.5 
Dopo un inizio scoppiettante i biancocelesti si sono persi, perdendo prima l'Europa che conta poi quella minore. Ma questa stagione per i tifosi laziale resterà impressa nella memoria a vita grazie ad una sola partita: la finale di coppa Italia. La vittoria contro gli odiati cugini ha reso una stagione mediocre una vera e proprio festa ed il nome di Senad Lulic sarà ricordato come un vero e proprio eroe biancoceleste
IL MIGLIORE: Antonio Candreva
IL PEGGIORE: Michael Ciani

Catania: Voto 7 
Altra stagione da incorniciare per i siciliani. Il record di punti è stato migliorato ed il pubblico rossoazzurro si è divertito grazie a prestazione di ottimo livello. Peccato per il mancato raggiungimento dell'Europa anche se la rosa non era fatta per arrivare quinti.
IL MIGLIORE: Pablo Barrientos
IL PEGGIORE: Adrian Ricchiuti

Inter: Voto 4.5 
Fuori dall'Europa, fuori dalle prime otto, maggior numero di sconfitte, la stagione dei neroazzurri non può che essere stata pessima. Eppure i tifosi si erano illusi di poter ritornare in Europa grazie alle prime 10 giornate in cui l'Inter sembrava una squadra. Poi i molti infortuni e una scellerata gestione di Strama hanno portato al 9 posto ed all'esonero di quest'ultimo.
IL MIGLIORE: Samir Handanovic 
IL PEGGIORE: Matias Silvestre

Parma: Voto 6.5 
Donadoni ha nuovamente  confermato di essere un ottimo allenatore guidando il Parma ad una tranquilla salvezza mostrando a tratti un bel gioco. Ottimo girone d'andata, un po meno quello di ritorno anche se era logico aspettarsi un calo. 
IL MIGLIORE: Gabriel Paletta
IL PEGGIORE: Djamel Mesbah


mercoledì 5 giugno 2013

PAGELLE SERIE A (PARTE 1)

Cagliari: Voto 7

Gran bella stagione quella dei Sardi. Ottimo il gioco di espresso dai ragazzi di Pulga e Lopez. Nel girone di ritorno poi oltre le prestazioni sono arrivati anche i punti. La scoperta di Sau e l'ottimo Ibarbo hanno reso la permanenza in serie A molto più semplice.
IL MIGLIORE: Marco Sau
Il PEGGIORE: Nenè

Chievo: Voto 7

Ennesima salvezza raggiunta per i clivensi. Il chievo dopo un'inizio non facile, ha reagito grazie anche all'arrivo di Corini. Squadra ben messa in campo dall'ex regista, che è riuscito a trovare l'alchimia giusta in una squadra non certo strabiliante ma solida e unita.
IL MIGLIORE: Cyril Thereau
IL PEGGIORE: Mario Sampirisi

Bologna: Voto 6

I Rossoblù sono riusciti a raggiungere l'obiettivo prefissato, con una squadra che non ha risentito troppo della partenza del gioiellino Ramirez. In cambio ha trovato in Gila un grande goleador e Diamanti si è riconfermato uno dei migliori trequartisti d'Italia. Ancora una volta ottimo il lavoro di Pioli, uno degli allenatori più sottovalutati d'Italia.
IL MIGLIORE: Alessandro Diamanti
IL PEGGIORE: Federico Agliardi

Sampdoria: Voto 5.5

Un'inizio strepitoso quello dei doriani, poi ben 7 sconfitte di fila. Solo a gennaio con l'arrivo di Delio Rossi la squadra si è rialzata conquistando la salvezza con 3 giornate d'anticipo, grazie anche alla scoperta di Mauro Icardi.
IL MIGLIORE: Mauro Icardi
IL PEGGIORE: Sergio Romero

Atalanta: Voto 5.5

Anche a Bergamo l'obiettivo era la salvezza, visti i 2 punti di penalizzazione iniziale. I neroazzurri partivano con una rosa collaudata e un allenatore esperto della piazza ma hanno avuto più difficoltà del previsto. Denis si è riconfermato sui livelli dell'anno scorso e con Bonaventura ha formato un tandem formidabile.
IL MIGLIORE: Giacomo bonaventua
IL PEGGIORE: Maxi Moralez

Torino: Voto 6

I granata hanno espresso un gran bel gioco ma i risultati spesso non sono stati all'altezza.
La squadra di Ventura ha sofferto l'assenza di una punta centrale di peso che potesse concretizzare le sortite di Cerci, grande rivelazione della stagione. Salvezza raggiunta comunque con 2 giornate d'anticipo.
IL MIGLIORE: Alessio Cerci
IL PEGGIORE: Paulo Barreto

Genoa: Voto 3

Pessima la stagione del grifone. Partito per affrontare un campionato tranquillo è finito invischiato nella lotta per non retrocedere fino alle ultime giornate e solo la debacle rosanero e la penalizzazione del Siena hanno salvato una squadra allo sbaraglio. Preziosi deve rifondare daccapo la squadra.
IL MIGLIORE: Marco Borriello
IL PEGGIORE:  Cesare Bovo

Palermo: Voto 2

Un campionato da incubo per i rosanero. Dopo 9 anni di Serie A, i siciliani tornano nella serie cadetta. La squadra non era strepitosa ma nemmeno da retrocessione. Zamparini poi ha fatto di tutto per rendere l'incubo reale, cambiando 5 volte l'allenatore e per 3 il direttore sportivo. Potrebbe scrivere un manuale su come non gestire una società.
IL MIGLIORE: Josiph Ilicic
IL PEGGIORE: Maurizio Zamparini

Siena: Voto 5.5

Partito con 6 punti di penalizzazione, sembrava spacciato e invece a 5 giornate dalla fine era salvo. Troppo grande lo sforzo degli uomini di Iachini per reggere fino alla fine del campionato. Onore ai senesi che hanno dato tutto fino all'ultimo rientrando prepotentemente nella lotta salvezza con Palermo e Genoa.
IL MIGLIORE: Innocent Emeghara
IL PEGGIORE: Michele Paolucci


Pescara: Voto 4

La squadra più debole della serie A alla fine non ce l'ha fatta. Colpa di una società che non ha attrezzato una squadra per la categoria, cambiando troppi allenatori in corsa. Dopo un girone di andata da 20 punti  il ritorno è stato disastroso con 2 soli punti conquistati e una retrocessione inevitabile.
IL MIGLIORE: Vladimir Weiss
IL PEGGIORE: La società