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venerdì 14 dicembre 2012

CALCIO ESTERO: LO UNITED VUOLE CONFERMARSI, CITY IN CERCA DI RISCATTO, IN FRANCIA BIG MATCH TRA PSG E LIONE

Premier League

Dopo settimane e settimane, dopo mesi e mesi, pare esser apparse la vera leader del campionato, infatti lo United domina la premier a ben sei lunghezze sui cugini del City.
Quindi ormai sarà una rincorsa fra le due di Manchester a cominciare da questo weekend, che però vedrà i Red Devils impegnati in casa, mentre i Citizens affronteranno la squadra soppressa dell'anno scorso lontano dalle mura amiche: il Newcastle.
Difatti gli uomini di Mancini saranno ospiti al St. James' Park, e dovranno disputare una gara di cruciale importanza. 
L'attuale seconda in classifica si deve riprendere dopo la dura batosta della scorsa settimana, ma per farlo saranno costretti a superare una formazione compatta e con giocatori di qualità, sebbene quest'anno sembrino un po' senza fiato. Quest'avversario non va affatto sottovalutato, poiché vanta uomini del calibro di Ba, Papiss Cissé e il francese Ben Arfa. Appunto per queste ragioni sarà una gara fondamentale, sia per il futuro di Mancini, che per il futuro della premier, visto che il Manchester United si ritrova difronte ad una partita più che abbordabile.
Infatti gli uomini di Ferguson se la vedranno con il Sunderland di Martin O'Neill, fra le mura dell'Old Trafford, dove hanno perso solamente una volta. È difficile pensare che i Black Cats possano impensierire più di tanto i padroni di casa, che hanno vinto cinque delle ultime sei partite, visto anche il loro andamento in trasferta, ma mai dire mai nel calcio.
Tra le altre partite di giornata sono da tener d'occhio le sfide di Tottenham e Everton, appaiate agli stessi punti, che affronteranno ,rispettivamente, lo Swansea dello scatenato Michu a White Hart Lane , e lo Stoke City dal pareggio "facile" al Britannia Stadium.
Tutto ciò con il Chelsea di Benitez lontano dall'Inghilterra a giocare il mondiale per club, e che quindi guarderà da spettatore questa giornata, aspettando poi di poterla recuperare.


Ligue 1

La diciottesima giornata del campionato francese è caratterizzata dallo scontro al vertice fra Lione e PSG. 
Difatti domenica al Parco dei Principi si svolgerà quello che potrebbe è da considerare un match fra grandi, poiché il Lione è il leader, e i parigini sono il principale inseguitore. Gli uomini di Ancelotti sono a soli tre punti dalla capolista, e quindi con questa partita potrebbero raggiungere la prima posizione, oppure finire ancor più lontano da quello che è il principale obiettivo stagionale. Sarà milioni contro storia (il Lione anni fa era il leader indiscusso di questo campionato).
Ad approfittare di questa sfida, ci potrebbe pensare il Marsiglia, anch'esso a tre lunghezze sotto la vetta, che quindi questo weekend dovrà assolutamente vincere lontano dal Vélodrome contro il Tolosa.


Superliga

È sempre di più Benfica contro Porto nella Superliga, e potrebbe, almeno per questa settimana, continuare ad esserlo.
Infatti entrambe le squadre in vetta affronteranno formazioni non insuperabili. Da una parte nell'anticipo di questa sera i "Dragoes" giocheranno contro il Vitoria Setubal, dall'altra a Lisbona arriverà il Maritimo.
Si sbloccherà prima o poi questo campionato, o dovremo dire sempre le solite cose?


Solo un appunto sul campionato russo che è andato ufficialmente in vacanza per ripararsi dal freddo glaciale e che riprenderà solamente quando le temperature permetteranno di stare all'aria aperta: a Marzo.

CALCIO ESTERO: MESSI CONTRO FALCAO IN LIGA, IN GERMANIA IL BAYERN VUOLE CONTINUARE LA FUGA

 LA LIGA

Il match clou della 16a in Spagna non può che essere la sfida tra le prime due della classe, il Barca capolista e l'Atletico di Madrid che insegue a -6 i Catalani. Partita che si preannuncia spettacolare al Camp Nou, che metterà di fronte due mostri sacri dell'attacco come Lionel Messi, fresco di record per i goal segnati in un anno solare (ben 88), e Radamel Falcao. Il colombiano deve dimostrare di valere palcoscenici prestigiosi mentre la sua squadra di poter fronteggiare le big come Real e appunto Barcellona. Il Real Madrid affronta l'Espanyol dopo la sconfitta in Coppa del Re con il solo imperativo di vincere sperando in un favore dei cugini per provare a rendere la Liga più interessante. Malaga e Betis ( quarte in classifica ) affrontano in trasferta Siviglia e Celta Vigo, mentre il Levante va a Saragozza e il Getafe ospita l'Osasuna. Il Valencia riceve il Rayo, una vittoria potrebbe rilanciare la squadra di Pellegrino in chiave Europa, stesso discorso per Valladolid, impegnato a La Coruna, e la Real Sociedad che va a Granada. Chiude il programma la sfida tra Maiorca e i baschi del Bilbao.

  LA BUNDESLIGA

In Germania, lo scudetto sembra essersi avviato verso Monaco, in casa Bayern. I bavaresi sono primi a +11 sul Leverkusen e ospitano, prima della lunga pausa invernale, il Borussia Monenchengladbach per chiudere un percorso quasi perfetto. Per non perdere le residue chance di lasciare andare il Bayern,  il Leverkusen deve battere tra le mure casalinghe l'Amburgo in piena corsa per un posto in Europa. Il Dortmund prova a ripartite dopo il k.o. della scorsa giornata e vuole vincere in trasferta ad Hoffenheim, mentre l'Eintracht se la vedra' contro il Wolfsburg. Lo Stoccarda, per riprendere il treno champions, va a Mainz, mentre lo Schalke che ospita il Friburgo. Si sfidano anche le ultime della classe, ossia il Furth e l'Ausburg, mentre il Fortuna Dussendorf ospita l'Hannover e il Werder Brema il Norimberga.

giovedì 13 dicembre 2012

BORUSSIA DORTMUND: NON CHIAMATELA MINA VAGANTE

E' sin troppo facile guardare una squadra non troppo blasonata che gioca bene al calcio e chiamarla "rivelazione". E' ripetitivo e anche abbastanza monotono classificare come "mina vagante" una squadra di giovani dopo averla vista mettere sotto scacco alcune delle piu' grandi squadre d'Europa. Quando si parla del Borussia Dortmund visto in questa fase a gironi della Champions se si usano termini come "rivelazione" o "mina vagante" non si fa altro che sminuire il valore di questa magnifica squadra e tutto il duro lavoro che c'è dietro. Vediamo nel dettaglio tutti i segreti, le qualita' ed anche i limiti dei campioni di Germania in carica.

L'ALLENATORE: IL MAGO JURGEN KLOPP

E' l'artefice principale di questo capolavoro, un vero stratega della tattica, ed ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza. Vuole un gran ritmo ed un' altissima intensita', il suo credo e' proporre gioco senza mai buttare il pallone. L'azione deve iniziare palla a terra sin dai due centrali di difesa, ruolo cardine nella sua squadra. E' un allenatore eccellente nella crescita dei giovani e cerca di praticare un gioco sempre propositivo, e' destinato ad allenare una grande squadra. Per molti addetti ai lavori gia' la allena.

LA CHIAVE TATTICA: IL MODULO E' UN 4-2-3-1 CON GIOCATORI MOLTO DUTTILI

L'allenatore come detto e' molto bravo ma in campo ci vanno pur sempre i giocatori, e anche loro non sono da meno. L'undici titolare e' schierato con un 4-2-3-1 dove in porta troviamo l'esperto Weidenfeller, uno dei pochi anziani della squadra ma elemento di grande carisma ed esperienza, e' il vicecapitano. I centrali di difesa, Hummels e Subotic, sono gia' tra i piu' richiesti d'Europa nonostante la giovane eta'. Hanno piedi sopraffini per essere due difensori, e questa loro qualita' permette di iniziare subito l'azione palla a terra come vuole il buon Klopp. Sulle fasce troviamo Piszczek e Schmelzer, anche loro molto giovani, sono terzini che forniscono una spinta offensiva costante permettendo ai due esterni d'attacco situazioni di superiorita' numerica. Davanti alla difesa, a mo' di schermo, troviamo il capitano Sebastian Kehl e Gundoghan (classe 1991). Sono due mediani "ibridi" perche' praticano molto bene sia la fase di impostazione che la fase di rottura del gioco avversario, cio' permette al Dortmund di avere una certa imprevedibilita' tattica poiche' e' difficile per gli avversari individuare la vera fonte di gioco dei tedeschi e piazzarci una marcatura a uomo.
Il reparto offensivo e' la punta di diamante di questa squadra. Dietro all'unica punta Lewandoski si muovono tre funanboli come Blaszczykowski, Reus e Gotze. Per uscire dal primo pressing uno schema classico usato dai gialloneri e' affidare la palla a Lewandoski che viene incontro al pallone per favorire l'inserimento dei tre trequartisti (vedasi i due gol al Bernabeu contro il Real). Reus, Gotze e "Kuba" spaziano su tutto il fronte d'attacco senza dare punti di riferimento, ulteriore elemeno di imprevedibilita', soprattutto quest'anno dove sembra che i tre (insieme a Lewandoski) abbiano trovato un'intesa ai limiti della perfezione. Se poi si pensa che questo eccezionale trio di fantasisti ha anche la volonta' di farsi tutta la fascia per aiutare in fase difensiva allora si capisce lo straordinario affiatamento di questo team.

I LIMITI: LA GIOVANE ETA' IN EUROPA PUO' COSTARE CARA

Sul piano del gioco e' indubbio che questa squadra puo' mettere in difficolta' chiunque, ma in Champions, soprattutto nella fase ad eliminazione diretta l'inesperienza puo' costare cara. L'anno scorso il Dortmund l'ha dimostrata tutta uscendo subito nella fase a gironi, che invece quest'anno ha superato alla grande. Le potenzialita' ci sono tutte per arrivare fino alla finale di Wembley, ma l' inesperienza dovuta all' eta' media incredibilmente bassa puo' essere nociva, soprattutto contro squadre che sono abituate a giocare questo tipo di partite. Staremo a vedere se i tedeschi riusciranno a superare l'esame di maturita' della fase ad eliminazione diretta.

MOLTO DI PIU' DI UNA SEMPLICE RIVELAZIONE

Le grandi notti di Champions si stanno facendo sentire in campionato, poiche' i gialloneri sono precipitati a -14 dal Bayern e quindi il terzo titolo consecutivo sembra gia' sfumato. In Europa pero' i ragazzi di Klopp sono arrivati primi in un girone di ferro, costituito da Real Madrid, Manchester City e Ajax, senza peraltro perdere mai una partita (4 vittorie e 2 pareggi). Al sorteggio del 20 dicembre il Dortmund si presenterà dunque come testa di serie insieme alle altre grandi d'Europa e conoscerà la sua avversaria negli ottavi di finale, sperando di superarli ed andare piu' avanti possibile. La vittoria finale rimane un sogno, ma Real e City possono testimoniare che questa banda di ragazzini (costruita non con i petrodollari ma con molta sagacia ed intelligenza) puo' mettere in difficolta' chiunque, anche sua Maestà il Barcellona.
Non vi azzardate pero' a chiamarla mina vagante.



mercoledì 12 dicembre 2012

TESSERA DEL TIFOSO? NO GRAZIE

Negli ultimi anni si sente spesso parlare nell’ambito del tifo della tessera del tifoso. La suddetta tessera nasce non con una legge, bensì attraverso una circolare amministrativa (n°555 del 14/08/09), ed ha come scopo quello di limitare le violenze negli stadi e di mantenere l’ordine pubblico. Appena vista, la luce la tdt ha subito aperto una controversia: da una parte vi sono i tifosi delle curve, o meglio di quasi tutte le curve, che la contestano mentre dall’altro si trova l’ex ministro dell’interno Maroni, quella che l’ha creata e voluta, l’osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive e gran parte dell’opinione pubblica. Maroni dal canto suo cita alcuni dati: nei primi 2 anni ci sono state ben 500mila persone che hanno aderito al progetto e rispetto agli anni precedenti la percentuale degli incidenti allo stadio è diminuita vertiginosamente. Ma come si sa, i numeri spesso vengono letti a proprio piacimento e questo è il caso. Primo punto perché il dato delle 500mila tessere è tutto tranne che positivo dato che, per farsi l’abbonamento è necessaria la tessera, e  se si  confrontano i dati sugli abbonamenti di  tutte le squadre di serie A,B e Lega Pro prima dell’anno 2010/11 (anno di introduzione della tdt) con quelli del’anno prima, i numeri sono vertiginosamente in calo, secondo punto, quello riguardante gli incidenti, è pur vero che gli incidenti sono diminuiti ma se il 90% delle tifoserie organizzate ha deciso di non tesserarsi e quindi di non andare in trasferta, i settori ospiti sono diventati vuoti e quindi è chiaro che gli incidenti non si siano verificati. Ma perché esiste qualcuno che contesta il provvedimento, d’altronde per ritornare ad andare in trasferta e abbonarsi basta solamente farsi questa benedetta tesserina. La risposta a questa domanda è tanto semplice quanto sorprendente. La tessera non serve a niente, quindi perché farla? È proprio questo il punto, la tessera del tifoso non ha nulla a che fare con l’ordine pubblico! A questo punto una volta sentita questa affermazione si rimane un po’ spiazzati, ma se si va realmente ad analizzare lo stato delle cose è realmente così:
 1)Se i violenti (perché purtroppo allo stadio a volte vanno i violenti) volessero farsi la tessera potrebbero, nessuno glielo impedirebbe. Dato che chi ha già avuto una condanna per reati da stadio non potrebbe comunque andarci aldilà della tessera, mentre chi non ha ancora compiuto atti di violenza ma è intenzionato a compierli può ricevere la tdt senza problemi
2) Senza tessera non si può fare l’abbonamento ma si possono comprare i singoli biglietti, anche per tutte le partite in casa! Ma se un violento invece di entrare allo stadio con un abbonamento ci entra con un biglietto cambia qualcosa??
3) Nelle partite in trasferta il meccanismo funziona così: es. per inter-Roma la tessera del tifoso è necessaria per i tifosi della Roma perché la squadra si trova in trasferta. Ma come fare per capire di che squadra sia chi acquista il biglietto? La soluzione è questa si vieta la vendita (tranne per i possessori della tdt) ai residenti nelle regione da cui parte la trasferta, in questo caso ai residenti della regione Lazio. Ma mi chiedo ma se io sono un tifoso della Roma, nato a Roma ma residente a Napoli, magari per motivi di lavoro, sono meno pericoloso di un tifoso romanista residente a Roma???
Ma allora perché si è messo su tutto questo polverone per niente? Beh in molti pensano che la vera ragione sia un’altra tutt’altro che sportiva. Basti pensare che chi aderisce al suddetto programma si mette in tasca una bellissima carta di credito revolving che comporta il 14% di interesse(quasi la stessa percentuale che pretenderebbe un usuraio)   e che il progetto iniziale, quello di maroni&co, era quello di rendere obbligatorio l’acquisto degli abbonamenti utilizzando la tessera come carta di credito e quindi di costringere i tifosi a pagare gli interessi esorbitanti (progetto andato in fumo  a causa della sentenza emanata dal Consiglio di Stato che ha giudicato illegittimo questo passaggio). In secondo luogo va analizzato ciò che sta succedendo negli ultimi anni nell’ambito del tifo all’interno del quale la tessera del tifoso può essere collocata solo come la punta di un iceberg. Il concetto è semplice: mentre fino a vent’anni fa’ gli introiti che finivano nelle tasche delle società sportive erano derivanti dai biglietti dello stadio che venivano acquistati dai tifosi, ora tutto è cambiato, infatti i 2/3 degli incassi provengono dalle pay tv. Per cui il processo che si sta attuando tacitamente è quello di scoraggiare il tifoso a seguire dal vivo la propria squadra invitandolo a starsene seduto sul divano guardando la partita più comodamente e pagando meno. Tant’è che negli ultimi anni si sono susseguiti diversi provvedimenti: biglietti nominativi, chiusura dei botteghini il giorno della partita, daspo per ogni tifoso che minimante non rispetta le regole, prezzi dei biglietti esorbitanti e infine la tessera del tifoso. Perché oltre ad essere inutile questa tessera è anche scomoda! Per ottenerla è necessario presentare 2 fotocopie di un documento, 4 fototessere in formato passaporto USA, e tanta pazienza dato che sono necessari almeno 60 giorni prima che arrivi. Tutto questo atto a sfavorire la presenza sugli spalti.
Dopo tutta questa spiegazione ancora però non si riesce bene a comprendere bene il motivo della protesta da parte dei tifosi più accesi. D’altronde nonostante l’inutilità del provvedimento dal punto di vista dell’ordine pubblico, al contrario è indubbiamente necessaria per andare in trasferta e abbonarsi. Il motivo non è facilmente comprensibile e si aggancia concetti più ampi. Il ragionamento che è stato fatto è questo: ma perché per fare qualcosa che io considero normale mi devo mettere in tasca una carta di credito?, perché devo dare tutti i miei dati alla questura( che tanto nella maggioranza dei casi già li ha)?, perché devo dire si a tutto ciò che non ha assolutamente attinenza con l’ordine pubblico?. Inoltre già sapendo che accettando tra qualche anno si penserà ad un altro provvedimento più invasivo, e poi ad un altro si ne corrisponderà un ulteriore provvedimento e così via. Ma quante volte sentiamo di accoltellamenti in discoteca, ma per caso si è mai sentito parlare di tessera del discotecaro? Per questo si è deciso di rifiutare, di dire “no grazie” anche a costo di rinunciare a qualcosa di veramente caro come seguire la propria squadra lontano da casa, “io non voglio una carta di credito per andare allo stadio, non ne ho bisogno” per cui si resiste senza accettare compromessi perché in un momento così dove tutti si fanno passare sopra ogni sorta di abusi, soprusi e violenze abbassando la testa c’è chi dice no, a provvedimenti stupidi che coprono solo  sporchi interessi economici, anche a costo di rimetterci.

MICHELE NOCE

martedì 11 dicembre 2012

SERIE A: LA JUVE RITROVA CONTE E VINCE A PALERMO, L'INTER BATTE E SCAVALCA IL NAPOLI, E' SPETTACOLO TRA ROMA E FIORENTINA

E' una giornata ricca di gol in Serie A che segna svolte importanti nella lotta per lo scudetto ma anche nella lotta all' Europa e per non retrocedere. Partiamo dalle prime della classe: la Juve ritrova il suo condottiero Antonio Conte ed espugna Palermo grazie al gol di Lichsteiner, centrando una vittoria importantissima. Risultato che sta stretto ai bianconeri per la mole di occasioni create, lo ha ribadito anche Conte a fine gara. I bianconeri in ogni caso si confermano prima forza del campionato e questa volta sono stati in grado di mantenere alta la tensione dopo l'impegno infrasettimanale di Champions, cosa che non era successa ad esempio contro il Milan dopo il 3-0 al Chelsea. Questa squadra e' riuscita nell'impresa di migliorarsi rispetto allo straordinario campionato dell'anno scorso (5 punti in piu' rispetto allo scorso campionato) e puo' lottare per vincere su ogni fronte, si su ogni fronte avete capito bene. Anche la Champions League.
Questa era soprattutto la giornata che in teoria avrebbe dovuto consegnarci la fatidica "anti-Juve", poichè a San Siro nel posticipo andava in scena Inter-Napoli. Vincono i nerazzurri 2-1 grazie ad una gara pragmatica decisa da un super Guarin e dal Principe Milito, uno che queste partite non le ha mai sbagliate. Al Napoli non basta l'ennesimo gol del Matador Cavani per rimontare lo svantaggio, i partenopei pero' escono a testa alta dal match, hanno fatto la partita per la maggior parte del tempo ma come con la Juventus hanno pagato due grosse distrazioni difensive, e in queste partite non te lo puoi assolutamente permettere. La sensazione e' che, nonostante la vittoria dell'Inter, il match non abbia consegnato al campionato una vera anti-Juve, poiche' entrambe hanno dimostrato di potersela giocare fino in fondo per il titolo.
Questa giornata sara' sicuramente ricordata perche e' stata teatro di una delle piu' belle partite del campionato. Allo Stadio Olimpico nell'anticipo di sabato sera si sono affrontate Roma e Fiorentina, forse le due squadre piu' divertenti del campionato. Leggendo i nomi dei due allenatori nessuno si e' stupito di questo spettacolo ma e' sempre un piacere poter assistere a queste partite. Alla fine la spunta la Roma che vince 4-2 e centra la quarta vittoria consecutiva. Le due squadre hanno giocato splendidamente ma alla fine ha prevalso la qualita' straordinaria dei singoli giallorossi, con l'immenso Capitan Totti (2 gol e un assist per lui) a guidare una banda di giovani ragazzi che praticano a tratti un calcio sublime. La viola ha pagato non poco le assenze dei suoi due giocatori cardine, Jovetic e Pizarro, e non esce assolutamente ridimensionata dal confronto. Non sara' stata una partita da far vedere ad una lezione tattica di fase difensiva, pero' che spettacolo quando si incontrano due squadre cosi'.
La Lazio invece non approfitta di questi risultati e pareggia a Bologna per 0-0. L'assenza di Klose si e' fatta sentire la davanti, Kozak non vale assolutamente il tedesco (ma chi altro vale come lui?), ma a latitare e' stato il gioco dei biancocelesti non fluido e deciso come al solito. Il Bologna ha dimostrato di essere un avversario molto ostico tra le mura amiche, infatti gli emiliani alla fine si sono resi anche piu' pericolosi rispetto agli avversari. I biancocelesti comunque ora sono quarti da soli a +1 su Roma e Fiorentina e sabato prossimo affronteranno l'Inter all'Olimpico nel match clou di giornata.
Continua il suo gran periodo il Milan arrivato alla terza vittoria consecutiva. I rossoneri espugnano Torino al termine di una partita scoppiettante. Il Toro passa in vantaggio con Santana su errorissimo di Nocerino, poi la squadra di Allegri si scatena: Robinho pareggia, Nocerino si riscatta siglando il gol del 1-2 e poi ci pensano Pazzini ed il solito El Sharaawy (il faraone ormai e' una tassa e stavolta e' il Torino a pagarla) a mettere in ghiaccio la partita, inutile il gol della bandiera di Bianchi. Finisce 4-2 ed il Milan continua la sua rimonta nella corsa per un posto in Europa.
Nelle altre partite il Catania si risolleva battendo per 3-1 il Siena in trasferta. Bianconeri in vantaggio con Rosina, rimontati poi da Castro e superati dalla doppietta di un ritrovato Bergessio. Il Catania e' un ottima squadra e la sensazione e' che con un rendimento in trasferta migliore e qualche torto arbitrale in meno l'Europa non sarebbe un miraggio per gli etnei. Vittorie in trasferta anche per Udinese e Chievo, rispettivamente contro Sampdoria e Cagliari. I complimenti per Guidolin sono doverosissimi, ogni anno riesce a far rendere al meglio la propria squadra anche con pochissimi mezzi a disposizione (soprattutto quest'anno). Per i friulani timbrano Danilo ed il solito intramontabile Di Natale, per il clivensi Paloschi ancora protagonista, il giovane ex-Milan sigla lo 0-1 e poi Thereau chiude la partita. Si risolleva dopo tre sconfitte consecutive l'Atalanta che batte il Parma 2-1 grazie ai gol di Denis e Peluso. Inutile il gol di Amauri per i gialloblù che comunque rimangono, come del resto l'Atalanta, in una posizione tranquilla di classifica.
Chiudiamo con la sfida salvezza tra Pescara e Genoa: Abbruscato e Vukusic regalano agli abruzzesi tre punti importantissimi per la lotta salvezza, per il Genoa ora e' notte fonda, lo spogliatoio e' una polveriera e Del Neri e' sempre piu' in bilico, la salvezza davvero ora sembra un impresa non alla portata dei rossoblù.

CALCIO ESTERO: UNITED ALL'ULTIMO RESPIRO, VINCE IL DERBY E VOLA A +6, PRIMA VITTORIA PER IL CHELSEA DI BENITEZ

PREMIER LEAGUE

Un'intera città si è fermata domenica per assistere alla partita più attesa dell'anno. Domenica, infatti, è andato in scena all'Ethiad il derby di Manchester, tra City e United. Partita spettacolare che non ha tradito le aspettative. Inizia bene il City ma a passare è lo United che, alla prima occasione, supera Hart grazie al goal del solito Rooney. Il City accusa il colpo e Rooney raddoppia. Nella ripresa Mancio sostituisce Balo con Tevez, ed è proprio l'Apache a servire  il pallone a Yaya Tourè che dal limite dell'area insacca. Il City pressa e trova il pari grazie ad un tiro di Zabaleta, ma a vincere è lo United. Al 90' infatti i Red Devils passano grazie ad una punizione dal limite di RVP leggermente deviata. United a +6 e Premier in mano ai regazzi di Ferguson, il City perde un derby dominato a tratti ed esce malconcio dal match, più nello spirito che nel gioco.
Si risolleva il Chelsea di Benitez che vince 3-1 a Sunderland, una doppietta di Torres e un goal  Mata regalano ai Blues i 3 punti. Perde il WBA contro l'Arsenal, Gunners che trovano i 3 punti grazie alla doppietta dagli 11 metri di Arteta, vince invece l'Everton contro il Tottenham di AVB e aggancia gli Hotspurs a quota 26, 2-1 il punteggio finale. Vince il Liverpool con il West Ham , 3-2 grazie ad un autogoal di Collins, perde lo Swansea in casa contro il Norwich 3 a 4 e perde la chance di agguantare il 4 posto.
Pareggiano Aston Villa e Stoke City per 0-0 e Wigan e QPR per 2-2. Vince il Southampton 1-0 con il Reading, e l'Everton, che nel monday night, supera 2-1 il Newcastle.

 LIGUE 1

In Francia il Psg torna alla vittoria. Finisce 4-0 al Parco dei Principi con i goal di Ibra, Lavezzi, Motta e Gameiro, Psg  che sale al secondo posto in concomitanza del Marsiglia a -5 dal Lione. Lione che vince 1-0 a Saint-Etienne contro la 4 quarta forza del campionato, decide un goal di Bastos. Marsiglia che invece perde malissimo in casa con il Lorient per 3-0, e permette al Lione di andare in fuga.
Bagarre invece per il quarto posto, insieme al Saint-Etienne a quota 26 si trovano Valenciennes, 1-1 a Nancy, Bordeaux, 0-0 a Reims, e Rennes 2-2 con il Brest. Risale il Montpellier, 3-0 contro l'Ajaccio, pareggiano Tolosa e Basta, Troyes e Nizza, Sochaux e Lille.

 SUPERLIGA

L'undicesima giornata è stata aperta, come al solito, con l'anticipo di venerdì che ha visto il Praia trionfare per 3-0 contro il Setubal, vittorie casalinghe anche per Maritimo, 2-0 sul Nacional, e Guimares 2-0 contro l'Olhanense. Vittoria in chiave salvezza del Beira Mar sul Vicente, pareggiano Rio Ave e Ferreira. Continua il Porto nella sua marcia trionfale, con l'1-0 sul Moreirense e sale in testa a quota 29, in concomitanza però del Benifca. Benfica, che nell'attesissimo derby di Lisbona, sconfigge 3-1 lo Sporting. Al josè Avelade è ancora una volta decisivo Cardozo che trascina i suoi con una doppietta. Ormai è una lotta a due per lo scudetto e a questo punto potrebbe succedere di tutto. Tiene il terzo posto il Braga grazie alla vittoria per 4-1 a Coimbra.

 PREMER LIGUE RUSSA

In Russia tutti aspettavano il big match tra Zenit e Anzhi. 1-1 il risultato finale e pareggio che permette al Cska di riguadagnare la testa della graduatoria. Cska che vince 2-1 contro il Saransk grazie ai goal di Honda e Mamaev e sale a quota 43. Giornata ricchisima di vittorie esterne: il krsnodar espugna Rostov, il Krylia Perm, il Volga sconfigge la Lokomotiv, la Dinamo vince a Terek e lo Spartak a kazan contro un Rubin sempre più in crisi. Pareggiano Kuban e Alania 0-0.

                                     

CALCIO ESTERO: MESSI ENTRA NELLA STORIA, MA REAL E ATLETICO NON MOLLANO, IN GERMANIA E' SEMPRE PIU' FUGA BAYERN

BUNDESLIGA

Week end tedesco all'insegna dei gol e del divertimento.
Va forte la capolista, vincendo per 2-0 in trasferta, contro un Augsburg sempre più in crisi nera. I mattatori della partita sono Muller, che si conferma sempre più giocatore chiave per gli schemi dei bavaresi, e Gomez, punta sempre affidabile per quanto riguarda le palle da buttare dentro.
Vittoria quindi importante, soprattutto alla luce dei risultati delle dirette inseguitrici. Infatti si ferma la macchina perfetta del Borussia, che esce dal proprio stadio battuto per 3-2 da un Wolfsburg che disputa la partita della vita. Inutili e illusorie le reti del solito Reus e di Blaszczykowskisu rigore. Diego, Naldo e Dost firmano le reti per la squadra in trasferta, che trova tre punti importanti per il morale e per la classifica.
Cada anche il Leverkusen, in casa di un ottimo Hannover, che con il punteggio di 3-2 tronca le speranze degli ospiti. Casto porta in vantaggio i suoi, raggiunti però poco dopo dal gol di Hustzi, da calcio di rigore. Trama invertita nel secondo tempo, dove prima Diouf e poi Kiessling fermano il punteggio in temporanea parità. Decide la partita un altro rigore di Huszti, che non fallisce dal dischetto.
Il Borussia Moenchengladbach vince una partita non facile in casa contro un buon Mainz, risultato finale di 2 a 0. Vince anche il Francoforte, un 4-1 che taglia le gambe ad un Werder Brema irriconoscibile. Vincono Friburgo e Norimberga, mentre cade rovinosamente lo Schalke in casa dello Stoccarda per 3-1.

LA LIGA

Giorni di leggende e di eroi, di grandi campioni e record incredibili nel campionato spagnolo. Giorni di Radamen Falcao e Lionel Messi.
Cominciamo dal primo, che da solo, in una partita da incorniciare, regala i tre punti ad un Atletico Madrid onorato e pieno d'ammirazione per il suo campione, il suo gioiello. 5 gol, di uno su rigore, che mostrano la caratteristica più incredibile di questo giocatore, la sua capacità di segnare con tutte le parti del corpo, da ovunque, trovando angoli impossibili e inventandosi colpi da grande campione. 6-0 ad un Deportivo senza alcuna speranza, ma in effetti quando incontri uno così, può solo sperare di limitare la figuraccia.
Il secondo, con la doppietta al Betis, raggiunge quota 86 gol in un solo anno solare, ed in 66 partite. Numeri incredibili, ma non se parliamo del giocatore più forte al mondo, e forse, di tutti i tempi insieme al suo mito, Diego Armando Maradona. L'argentino di oggi è senza dubbio l'uomo più decisivo per i blaugrana, che vincono 2-1, con appunto doppietta del campioncino. Data la tenera età, e una squadra attrezzata e fortissima come il barcellona, siamo pronti a scommettere che Messi romperà qualsiasi record, e, per sfortuna di coloro che verranno dopo, difficilmente sarà battuto da altri.
Anche il Real Madrid conquista i 3 punti, ma non è una passeggiata la partita contro il Valladolid. Infatti i padroni di casa entrano decisi in campo, e mettono sotto le merengues. Soltanto il genio di Ozil, partita importante per lui, riesce a togliere le castagne dal fuoco, e portare i 3 punti in casa Blanca con una punizione pennellata sotto il sette. Si dimostra squadra il Madrid, che sotto gli occhi di un Mourinho sempre più vicino ad altre panchine prestigiosa, non fallisce una partita che poteva definitivamente mettere la sua squadra fuori dai giochi.
Vince il Malaga, con un convincente 4 a 0, vincono Saragoza, Bilbao, Levante e Valencia, grazie al solito Soldado. Unici pareggi tra Espanyol e Siviglia, e Getafe contro il Real Sociedad.

PIERO ZAMPARELLI