Ancora una volta, tutte le grandi hanno vinto. Anzi no, tutte tranne una, la migliore, la più in forma, che dopo dieci vittorie consecutive si assesta a quota 31. C'è voluto un ex, Alessio Cerci, che in teoria sarebbe un centrocampista, ma in pratica segna più lui di Higuain e Tevez, per fermare la corazzata giallorossa. Non è bastata questa volta la zampata di Strootman alla squadra di Garcia, che pure avrebbe meritato di più, ma è stata questa volta punita dall'unico errore di Benatia dall'inizio della stagione. Esultano in coro i tifosi di Napoli e Juve, che domenica prossima si affronteranno in un match ad alta tensione. Entrambe vincono, ma non convincono del tutto. Napoli bello dal centrocampo in su, ma che pecca ancora di qualche amnesia difensiva di troppo. Splendidi i due gol dei partenopei, trascinati dalla coppia del goal Hamsik e Callejon, veri e propri leader della squadra di Benitez.
Vittoria da grande squadra per la Juve sul campo ostico di Parma, decide Pogba al 75', ma il vero protagonista è Fabio Quagliarella, ancora una volta in panchina ed ancora una volta decisivo a modo suo. Contro il Real Madrid potrebbe davvero essere la partita della consacrazione definitiva per lui.
Terza imbattibilità consecutiva per i bianconeri, che invertono così il trend iniziale negativo, che li aveva visti subire dieci goal nelle prime otto partite.
Importante il successo dell'Inter a Udine, un 3-0 che lascia spazio a poche repliche. Friulani mai in partita, ed Inter padrona del campo per tutta la durata della gara, trascinata dal solito Palacio, davvero insostituibile. Ottima partita anche di Cambiasso. Ritornato in auge, il Cuchu sembra vivere una seconda giovinezza.
La notizia di giornata viene però dal Meazza, dove la bella e concreta (questa volta) Fiorentina di Monella ha ragione di un Milan spaccato dentro e fuori dal campo. La partita termina 0-2, ma quello che più preoccupa è l'atteggiamento passivo dei rossoneri, quasi mai pericolosi. La classifica adesso dice che i rossoneri sono a meno 16 dal terzo posto, ma solo a tre punti dalla zona retrocessione.
Male Allegri , e male Barbara Berlusconi, che in un momento così delicato mette in discussione l'operato di uno dei dirigenti sportivi più acuti ed intelligenti degli ultimi decenni, Adriano Galliani.
Tutto si può dire, ma non criticare l'uomo capace di riportare Kakà a Milano praticamente gratis ed il più grande talento italiano degli ultimi dieci anni, Mario Balotelli, a cifre non proibitive.
Ora arriva il Barcellona, o meglio, si va a Barcellona. Una valigia con molte incertezze e poche convinzioni, non certo il miglior momento per affrontare un match di questa importanza.
Inutile girarci attorno, senza Balotelli il Milan è poca cosa. E adesso è arrivato il momento che Mario si carichi la squadra sulle spalle, e dimostri di essere un campione.
Ah , dimenticavo. Doveva essere il campionato delle sette sorelle, ma strada facendo due hanno perso il treno giusto. Le ha rimpiazzate più che degnamente un Verona da 10 e lode, alla sesta vittoria consecutiva in casa, guidata da un ragazzetto da 36 anni, che calcia il pallone come se ne avesse ancora 10, con la luce negli occhi. Campioni non si nasce, si diventa.
Marco Cesario
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"Parliamo di calcio" e' un blog che si propone di discutere in modo serio e approfondito dello sport piu bello del mondo, attraverso articoli, approfondimenti e sondaggi sugli avvenimenti calcistici del momento, dalla Serie A alla Premier League, passando per il resoconto delle giornate di Champions ed Europa League, senza trascurare il calciomercato e gli altri campionati stranieri, cercando di mantenere obiettività e serietà in tutte le discussioni, buon calcio a tutti...
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martedì 5 novembre 2013
venerdì 1 novembre 2013
Danze, polemiche e magie: è la nostra amata serie A
Partiamo dall’inizio, da martedì sera, quando a Bergamo abbiamo aperto le danze di questo turno infrasettimanale all’insegna del tango argentino. Alvarez prima e Denis poi, fissano il risultato di una partita divertente sull’1-1. Se questo era un esame di maturità, i nerazzurri non possono di certo essere promossi col massimo dei voti. Oltre al risultato lascia spazio a parecchi dubbi anche la scelta tecnica di Mazzarri, che lascia Palacio troppo solo la davanti, preferendo un inconcludente Kovacic ad Icardi, che pure soffre di pubalgia e non può permettersi i 90 minuti. Alla fine l’amaro in bocca rimane forse più ai bergamaschi, che hanno di che recriminare dopo l’occasione fallita da Yepes( super Carrizo) e un mani di Rolando in area. Colantuomo si può ritenere soddisfatto.
Uno a uno anche sull’altra sponda del Naviglio, dove non basta la luce di un redivivo Kakà per accendere un Milan opaco e fragile. Rossoneri incapaci di reagire all’1-1 di Ciani, e fortunati nel finale, dopo aver più volte rischiato l’imbarcata in contropiede. Si ha l’impressione di una squadra i cui reparti sono poco legati tra loro. Non tutti sembrano tenere a mente il proprio compito. Balotelli è una lampadina ad intermittenza, Birsa rimane comunque un giocatore che l’anno scorso era riserva nel Genoa. Aspettando il rientro di El Shaarawy Allegri non passa di certo un periodo tranquillo. Non è ancora Natale, ma già qualcuno si chiede se mangerà o no il panettone quest’anno.
Una Juve schiacciante ha ragione di un Catania fiacco, con quattro gol che sono però una punizione eccessiva per gli etnei. D’altronde la Juve ha giocato una partita inferiore per ritmo ed intensità rispetto a quella vista domenica contro il Genoa. Solo uno, tra tutti, ha sempre fame. Si chiama Tevez, Carlos di nome, ed è un giocatore fantastico. Cancellati tutti i dubbi riguardo le possibili controversie di tipo caratteriale che hanno un po’ contraddistinto la storia di questo fenomeno, l’Apache ha preso per mano la Vecchia Signora e a sta aiutado ad attraversare la strada in fretta, visto che là davanti si corre ad una velocità mai vista prima.
Si affretta dunque anche il Napoli, che trionfa tra mille polemiche a Firenze e porta a casa tre punti di un’importanza cruciale per il cammino dei partenopei. Splendida la partita del duo Mertens-Callejon, coadiuvati alla perfezione da Higuain, protagonista di due assist, il primo da antologia. La partita è stata però macchiata da un errore grossolano dell’arbitro, che espelle Cuadrado per simulazione al 91’, dopo che il colombiano era stato falciato in area da Inler con un intervento che francamente lasciava spazio a pochissimi dubbi. La decisione di certo è stata influenzata dal rigore generoso fischiato nel primo tempo ai viola per una spinta ai danni di Savic, e da un rigore non dato al Napoli per fallo su Mertens, anche questo dubbio.
Polemiche a Sky Calcio Show, quando un imbufalito della Valle si presenta ai microfoni per ribadire a suo modo l’importanza di quel rigore non fischiato. Da elogiare in ogni caso la partita di entrambe le squadre, ed un plauso a Montella, che sorvola sull’episodio contestato ed applaude alla prestazione dei suoi. Bravo.
Fiorentina che con questa sconfitta viene superata dal Verona, alla quinta vittoria consecutiva in serie A, mai così bene nella storia dei Veneti. Mandorlini meglio di Bagnoli, la città sogna ad occhi aperti una piazza in Europa ed intanto si gode i suoi gioielli, Iturbe, Martinho, Jorginho e Gomez. E naturalmente l’immortale Luca Toni, che regala sponde, assist e gol d’autore oramai ogni domenica.
Tre punti importanti anche dell’Udinese a Reggio Emilia, grazie alla premiata ditta Di Natale-Muriel. Domenica al Friuli arriva l’Inter, una partita importante per capire le amibizioni dell’undici guidato da Guidolin. Importante il successo del Bologna al Sant’Elia di Cagliari, sardi mai presenti davvero sul terreno di gioco e Pioli può finalmente respirare.
E’ stata la domenica dei bomber consumati, come Alberto Gilardino, che prima si fa ipnotizzare da Mirante sul dischetto, ma poi si prende il Ferraris con un colpo di testa perentorio su cross di Biondini, l’assist che non ti aspetti. Infine, pirotecnico pareggio a Livorno, tra amaranto e granata, che quest’anno sembrano abbonati ai pari over 3,5 (già tre volte per 2-2 e due per 3-3). Cerci riprende la squadra di Nicola nel finale su rigore, dopo la splendida rimonta amaranto con Paulinho, Greco ed Emerson, a cui assegniamo seza ombra di dubbio la palma di goal più bello della settimana.
Si completava così il quadro delle partite del mercoledì sera.
Poi ieri è scesa in campo la Roma, che ha fatto Bingo anche stavolta.
E con questa sono 10.
E con la vittoria numero 10, con questa vittoria, ottenuta con le unghia sanguinanti ed il sudore che appiccica i capelli in fronte, che la Roma diventa la favorita per conquistare il titolo. (me ne vogliano i tifosi giallorossi, ma i numeri non mentono, Mai.)
In Italia 10 vittorie consecutive dalla prima giornata non si erano mai registrate nel campionato a girone unico. Ripeschiamo il Tottenham degli anni 60, che poi vinse lo scudetto sullo Sheffield United con quattro giornate d’anticipo; e la Lazio del 1912, capace di conquistare 14 vittorie di fila, prima di perdere la finale scudetto contro Casale. Erano altri tempi, un altro calcio ed altre motivazioni.
La Roma ieri ha dimostrato di essere una grande squadra. Perchè sono queste le vittorie che poi fanno la differenza a maggio tra un primo ed un quarto posto. Le vittorie non belle, le vittorie ruvide, sporche, quelle partite che porti a casa solo se hai un cuore( e due palle) così.
Lotito mormora della presenza di qualche figura oscura che porti influssi positivi alla squadra giallorossa, i cosiddetti “Maghi”. La sud li invoca ed eccoli dopo la partita a salutare lo stadio lanciando incatesimi di protezione. Siparietti e scherzi a parte, c’è un che di “magico” anche in Garcia, che dopo Bradley pesca Borriello, più per necessità che intuizione a dir la verità, ma poco importa. Il fucile del sergente francese spara cartucce dorate e non manca mai un colpo. E allora forse Lotito non ha tutti i torti, forse quest’anno la Roma, come la chiamano i suoi tifosi, è davvero “a maggica”.
Marco Cesario
lunedì 28 ottobre 2013
La giornata dei Top-Player

"Sliding Doors", film americano ( ogni riferimento è puramente casuale) del 1988, si presta molto bene alla descrizione della partita di Parma, che ha visto soccombere un Milan generoso ed ingenuo. Al minuto 58' traversa di Gargano, che poteva chiudere definitivamente i conti, ribaltone rossonero e pareggio immediato, prima con Matri e poi con Silvestre. La ruota sembra girare, ma Kakà si fa ipnotizzare due volte da Mirante, vanificando i sogni del Diavolo. Poi all'ultimo respiro Parolo, con la complicità di Matri, che evidentemente non aveva voglia di prendersi una pallonata sugli stinchi.
Incolore la partita di Balotelli.
Inter, Juve e Napoli portano a casa i tre punti, come da copione, con la firma dei loro tre giocatori migliori: Palacio, Tevez ed Higuain. Altra partita sopra le righe per l'attaccante argentino, che fa reparto da solo e non lascia mai punti di riferimenti ai difensori gialloblù. E' stata un'Inter un pò casuale, i gol sono arrivati tutti da situazioni rocambolesche, buone cose si sono viste da Guarin, meno da Kovacic, la cui ora dovrebbe essere già scoccata da un pezzo. Disattenta in difesa, manca ancora qualcosa per poter ambire alla Champions League. La Juve ha trovato il suo top-player. Tevez gioca come un animale indemoniato, mai fermo, mai stanco, mai piegato. I bianconeri sono un'ottima squadra , che però riesce sempre a concretizzare poco rispetto alle occasioni create. Llorente alla terza consecutiva da titolare si sta ritagliando il suo spazio, il ritorno di Lichsteiner sulla fascia sarà fondamentale anche per lui, che vive di cross. Dopo la partita Conte ha letteralmente inveito contro i giornalisti, additando loro di aver "inventato" notizie false riguardo la presunta rottura con Marotta. Ricorda Mourinho, senza esserlo davvero fino in fondo. Questo nuovo atteggiamento potrebbe anche non pagare. Il Napoli non si affatica più di tanto, complice una prestazione vergognosa del Torino, mai pericoloso nei primi 45' e fiacco nel secondo tempo. Ci pensa El Pipita, con due rigori, a regalare i tre punti ai partenopei, che rimangono così appaiati ai bianconeri a 5 punti dalla Roma capolista. Vince su un campo difficile la Fiorentina, che ha in Cuadrado un'arma micidiale, e non lo scopriamo certo oggi dopo una doppietta decisiva nell'economia della partita e della stagione viola. Il Chievo raccoglie meno di quanto sperato, e forse meritato. Ora c'è la Roma, e Sannino si gioca la panchina in un match non propriamente alla portata dei gialloblù. Poche emozioni in Catania Sassuolo, uno 0-0 che lascia con l'amaro in bocca i siciliani, involuti rispetto lo scorso anno. Raccoglie un altro punticino Di Francesco, 4 punti nelle ultime 2, per dire che il Sassuolo non si arrenderà tanto facilmente, come è giusto che sia. Vittoria scacciacrisi per la Lazio che supera non senza qualche patema un Cagliari sprecone. In una partita abbastanza brutta splende la stella di Miro Klose, al ritorno dall'infortunio e subito decisivo. Vince anche la Samp, contro l'Atalanta, in una partita abbastanza incolore. Decide Mustafi, giocatore interessante, e di prospettiva. Si gioca già domani sera, non c'è il tempo per rifiatare, la corsa continua, incessante.
Marco Cesario
Leggi l'articolo anche su: http://www.uninformato.it/2013/10/28/serie-a-nona-giornata-leditoriale/
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lunedì 21 ottobre 2013
LA LUPA DAGLI OCCHI ROSSI
Pochi si sarebbero aspettati una partita del genere a Firenze, quasi nessuno avrebbe immaginato un secondo tempo così.Ma andiamo con ordine.
La Juve non prendeva quattro gol dal 6 gennaio 2011, in casa contro il Parma. Erano altri tempi, la Juve arrivò settima e Del Neri venne presto esonerato.
Ieri invece abbiamo visto qualcosa di epocale e straordinario da parte della Fiorentina, capace di ribaltare uno 0-2 e vincere una partita di una rara intensità con Pepito Rossi mvp indiscusso. Proprio lui, che nel primo tempo aveva subito una botta ed era sul punto di lasciare il campo. Inspiegabile quasi il black-out occorso alla squadra bianconera, che per 15 minuti ha buttato al vento tutto quello che aveva fatto di buono in due terzi di partita. Nel primo tempo il copione è stato recitato alla perfezione: possesso palla sterile della Fiorentina, incapace di pungere, azzannata da Carlitos Tevez prima e Pogba poi.
Nella ripresa però cambia la musica: Rossi sembra Messi, infila tre volte un colpevole Buffon e Joaquin completa la rimonta. Apoteosi Fiorentina, inferno Juve.
E' un'iniezione di fiducia non indifferente per la Viola, che si rilancia in ottica scudetto e fa un favore alla Roma, che adesso scappa a quota 24, più cinque sulle dirette inseguitrici.
Già, perchè la Roma dopo otto giornate quest'anno è davvero magica. Questa volta tocca a Pjanic recitare il ruolo del protagonista nella sfida di venerdì sera all'Olimpico, coadiuvato da un De Sanctis strepitoso e una difesa che lascia davvero pochissimi spazi.
Pennellata del miglior Maradona e rigore perfetto per la prima doppietta italiana del bosniaco, che completa così una settimana perfetta, dopo aver ottenuto la qualificazione storico ai mondiali.
Il regista di questo film meraviglioso è sempre lo stesso, Rudi Garcia. Elogiarlo oramai è diventato davvero tautologico, mi limito a dire che, se continua così, la candidatura all'Oscar non sarà più una semplice, ingenua idea.
Un pò molle il Napoli, che soffre l'assenza di Higuain, e fatica quando Hamsik non è in una condizione ottimale. E' comunque una sconfitta che, se metabolizzata nel modo giusto, potrà dare nuova linfa ai sogni partenopei.
Pirotecnico pareggio tra Torino ed Inter nel posticipo. Una girandola di emozioni che comincia dopo 5', con l'Inter in 10 , ma Cerci si fa ipnotizzare da Carrizo, sostituto di Handanovic, espulso. Poi il pareggio in rovesciata di Guarin, la doppietta di Palacio e la punizione finale di Bellomo, che fissa il risultato sul pareggio.
I nerazzurri escono da questa partita con due convinzioni: Campagnaro è fondamentale, senza di lui l'Inter in difesa balla paurosamente. E Palacio è strepitoso, fenomeno del calcio moderno, corre a tutto campo, fa il terzino, ripiega, lotta e sigla una doppietta da attaccante d'area. Sono finiti gli aggettivi per lui.
La vera sorpresa della giornata si chiama Verona, e viene nientemeno che dalla serie B. Segna tanto, diverte, e soprattutto Mandorlini ha il merito di aver scoperto un talento purissimo come Iturbe, che si è perfettamente calato nel ruolo cucitogli addosso dal tecnico di Ravenna. Durerà? Noi ce lo auguriamo naturalmente.
Discorso a parte va fatto per il Milan, che sta vivendo un vero e proprio ridimensionamento a livello psicologico. Allegri in primis, ma anche i tifosi, hanno oramai appreso che a Milanello i vari Kakà (quello di cinque anni fa), Shevchenko, Cafù non si vedranno più tanto spesso. E così il Milan sta diventato piano piano una buona squadra, capace di fronteggiare con coraggio i propri limiti e di "portare il cuore oltre l'ostacolo".
Ed infatti arriva la vittoria contro una brutta ed inconcludente Udinese, targata ancora una volta Walter Birsa, che non sarà Kakà, ma di tecnica ne ha comunque da vendere (visto che gol?).
In coda importanti i successi di Sassuolo, Genoa e Sampdoria. I neroverdi trovano la prima vittoria stagionale grazie ai gol di Berardi e Floro Flores, e abbandonano l'ultimo posto in classifica ai danni del Bologna, che quest'anno sembra avere davvero poco da offrire a questo campionato, Diamanti escluso.
La Samp agguanta in successo all'ultimo respiro grazie a due rigori , ma sorride anche l'altra metà di Genova, che festeggia il ritorno di Gasperini sulla panchina con la vittoria sul Chievo grazie alla doppietta dell' highlander Gilardino.
Costa caro a Maran la sconfitta contro il Cagliari. Esonerato, arriva Gigi De Canio al suo posto.
Chiudiamo con una curiosità: sono stati undici i rigori assegnati in questa ottava giornata di serie A, non accadeva dal 3 ottobre 1950. Un'altra epoca. Quella di un certo Nordahl.
Marco Cesario
sabato 19 ottobre 2013
L'ANGOLO DELLO SCOMMETTITORE
Dopo la lunga sosta per le nazionali, torna il campionato di Serie A con una giornata che potrebbe essere definita “spumeggiante”.
Sabato ore 18:00 Cagliari-Catania
Finalmente si torna al Sant’Elia. Dopo un anno di “esilio” il Cagliari può riaprire le porte del proprio stadio per accogliere i tifosi e gli avversari. I sardi se la dovranno vedere contro i rossoblù del Catania.
Nonostante la brutta partenza, i siciliani hanno incanalato due risultati utili consecutivi, ma questo sabato se la dovranno vedere contro una squadra solida e contro un pubblico affamato di calcio.
Giocata consigliata: 1(1.90)
Sabato ore 20:45 Milan-Udinese
Continua il lungo calvario dei rossoneri, che ancora una volta sono costretti a giocare con una squadra rimaneggiata senza il faro Balotelli. Allegri non vuole mollare, per non rimanere ancor più lontano dalle zone che contano, ma per farlo dovrà ingabbiare Di Natale e compagni. L’Udinese arriva a questa gara senza ancora un’identità ben precisa, ma con la consapevolezza di poter far male a chiunque.
Giocata consigliata: Goal (1.70)
Giocata rischiosa: 2 (4.75)
Domenica ore 12:30 Atalanta-Lazio
A Bergamo, nell’anticipo dell’ora di pranzo, scenderanno in campo due squadre in momenti di forma completamente diversi. Infatti da una parte i padroni di casa dell’Atalanta vengono da due vittorie consecutive, mentre dall’altra i biancocelesti di Roma sembrano non aver ancora ingranato. Mangiate poco, perché le possibili sorprese di questa partita potrebbero farvi andare di traverso il cibo.
Giocata consigliata: X2 (1.43)
Domenica ore 15:00 Fiorentina-Juventus
A Firenze andrà in scena una delle gare più interessanti ed emozionanti della giornata. Difatti i Viola ospiteranno i campioni d’Italia della Juventus. L’anno scorso i bianconeri furono dominati dall’inizio alla fine, ma riuscirono comunque a strappare il pareggio. Questa stagione in campo si sfideranno grandi attaccanti del calibro di Rossi e Tevez, e con le difese un po’ disattente delle due squadre potrebbero fioccare i goal.
Giocata consigliata: Goal (1.65)
Domenica ore 15:00 Genoa- Chievo
Questa è la tipica partita da medio-bassa classifica, che vede fronteggiarsi due compagini alla disperata ricerca di punti. Entrambe appaiate a 4 potrebbero dar vita ad una gara emozionate, ma allo stesso tempo
annullarsi in un misero pareggio. Nonostante ciò i genoani sembrerebbero più attrezzati alla vittoria, vista la “verve” del duo Calaiò-Gilardino.
Giocata consigliata: 1 (2.00)
Domenica ore 15:00 Verona-Parma
La sorpresa del campionato è definitivamente il Verona di Mandorlini, che ha dato prova di essere una squadra dura da battere soprattutto in casa.
Per continuare nella striscia positiva però, i giocatori della città di Romeo e Giulietta, dovranno sconfiggere i maestri del prosciutto, capeggiati dal “capo macellaio” Cassano. I ducali non hanno ancora trovato continuità, ma con la fantasia dell’attacco potranno giocarsela alla pari.
Giocata consigliata: Over (1.93)
Domenica 15:00 Livorno-Sampdoria
La neo promossa amaranto ha fatto vedere di meritare la massima categoria, mostrando un gioco esaltante e votato all’attacco. Questo weekend però, in terra toscana arriverà la Sampdoria di Delio Rossi, costretta a far punti per non rimanere relegata in fondo alla classifica.
Giocata consigliata: X (3.15)
Domenica ore 15:00 Sassuolo-Bologna
A Reggio Emilia andrà in onda la sfida fra due dei fanalini di coda. I neroverdi del Sassuolo hanno cominciato malissimo il campionato, ma nelle ultime gare hanno sorpreso tutti bloccando Napoli e Lazio. Dall’altra parte i rossoblù si aggrappano totalmente sulle spalle di Diamanti, in assenza di un bomber di razza (eccetto Moscardelli).
Entrambe sono ancora alla caccia della prima vittoria stagionale, per poter rifiatare.
Giocata consigliata: 1 (2.35)
Domenica ore 20:45 Torino-Inter
L’Inter viene a giocare ancora una volta a Torino, ma questa volta non con i bianconeri, ma con i granata. Nonostante ciò potrebbe comunque rivelarsi una sfida molto pericolosa. I nerazzurri sono costretti a riprendersi dopo il tonfo contro la Roma, ma per farlo dovranno arginare la velocità dell’Henry di Valmontone: Alessio Cerci.
Giocata consigliata: Over (1.87)
Giocata rischiosa: X (3.35)
G.G.
G.G.
martedì 8 ottobre 2013
Un CAMPIONATO PAZZO
Dopo sette giornate possiamo finalmente tracciare un primo bilancio di questa stagione. Eravamo partiti con le ritrovate "sette sorelle", le squadre migliori, quelle che potevano lottare per il titolo di campione d'Italia.Una ce la stiamo perdendo per strada, a causa di una difesa ballerina ed una valanga di infortuni che ricordano paurosamente la "StramaInter" di un anno fa. Un'altra, la Lazio, vivacchia tra alti e bassi, complice gli impegni europei e un gioco striminzito, quasi prevedibile.
Poi la Fiorentina, incapace di concretizzare le tante occasioni create e punita puntualmente ogni qual volta si è presentata un'amnesia difensiva, come l'Inter a Cagliari.
Non a San Siro però. Già, perchè la Roma a San Siro ha meritato di vincere, aldilà di alcuni episodi, e per la terza volta in due anni torna a casa da Milano avendo rifilato tre, e dico tre goal ad Handanovic, mica uno qualsiasi.
Florenzi oramai ci ha preso gusto, segna praticamente solo contro Inter e Bologna, Totti invece è un habituè, quattordicesimo gol alla scala del calcio e palma di migliore in campo indiscussa.
Dopo un primo tempo abbastanza equilibrato, a dispetto del risultato, ha impressionato tra i giallorossi la grande organizzazione difensiva, che ha concesso poco e niente all'attacco nerazzurro per tutto il corso del secondo tempo, rischiando più volte con le ripartenze di Gervinho di infliggere un passivo che onestamente sarebbe risultato eccessivo.
Il maestro di questa orchestra è naturalmente Garcia, capace di conquistarsi in poco tempo la stima, e soprattutto il rispetto, di tutto l'ambiente giallorosso.
A Napoli però non ci stanno, e infatti i partenopei ne rifilano quattro al povero Livorno, che pure si è ben comportato fino ad ora, trascinati da un rispolverato Goran Pandev, che pare aver ritrovato il feeling con il gol.
L'appuntamento è per Venerdì 18, ore 20:45, all'Olimpico.
Mi aspetto una partita spettacolare, d'altronde i due tecnici praticano entrambi un calcio propositivo, gioioso e estremamente divertente.
Nel gruppetto di testa, che ora tenterà la fuga, c'è anche la signora in bianconero, che a fari non troppo accesi continua ad inanellare un successo dopo l'altro, patendo più del dovuto, ed indubbiamente incassando troppi gol. Ma si sa, nel calcio, l'importante è fare un goal più dell'altra squadra, come diceva il grande Bela Guttman( molto prima di Zeman), allenatore del Benfica che vinse tutto negli anni 60'.
Dopo uno scorcio di campionato, possiamo certamente affermare che il Verona di Mndorlini è la vera sorpresa di questa serie A. Il Bentegodi è un fortino inattacabile, 9 punti e 3 vittorie, e se poi si riesce anche a pescare il jolly dal mazzo, allora le premesse per un grande campionato ci sono tutte. Juan Manuel Iturbe, talento del 1993, argentino di Buenos Aires, il cui potenziale è ancora tutto da scoprire, anche se in effetti promette un gran bene.
E' arrivato il momento della sosta, che permetterà ad alcune squadre, le milanesi in particolare, di riorganizzarsi tatticamente, e di recuperare elementi imprescindibili per entrambe le squadre, Campagnaro e Kakà su tutti.
C'è un ultimo dato su cui mi voglio soffermare: 208 gol dopo sette giornate, stabilito il primato nella serie A a venti squadre, 2,97 gol a partita.
E c'è un pensiero comune che serpeggia nelle teste dei tifosi: finalmente, dopo tanti anni, la serie A sta ritornando divertente.
M.C.
lunedì 7 ottobre 2013
FRANCESCO TOTTI AL MONDIALE: PERCHE' SI E PERCHE' NO
C'è un giocatore, un meraviglioso vecchietto che ormai da più di venti anni incanta i suoi tifosi (e non solo) con la sua classe e le sue giocate. Francesco Totti ha fatto tutto ciò che è umanamente possibile per onorare la maglia della Roma. Anzi, probabilmente ha fatto anche di più. Per suoi demeriti e per sfortuna non è riuscito a ripetere questo super rendimento anche in nazionale, dove ha collezionato 59 presenze e realizzato solo 9 gol. Si è tolto però la gioia più grande che un calciatore si possa togliere. Ha vinto un mondiale da titolare nel 2006, e proprio dopo quello storico Italia-Francia ha dato il suo addio ai colori azzurri. E' una storia d'amore finita ormai da 7 anni quella tra Francesco e l'Italia, ma a volte capita che certi amori, anche dopo tanto tempo, possono risbocciare e tornare più forti di prima. Prandelli infatti, tenendo conto delle sue ultime fantastiche prestazioni, ha preso in seria considerazione l'idea di portare Totti in Brasile, affermando addirittura che, se oggi mancassero 20 giorni al mondiale, non esiterebbe a convocarlo. Oggettivamente ci sono dei pro e dei contro, ci sono dei motivi per i quali Er Pupone dovrebbe essere convocato ed altri per i quali non lo dovrebbe essere.
PERCHE' SI:
Basta vederlo giocare. Nonostante l'età è uno dei giocatori più decisivi del campionato italiano. Ha perso qualcosa in atletismo (comprensibile vista l'età), ma in compenso ci ha guadagnato ancor di più in intelligenza. Totti gioca prima di tutto col cervello e poi con i piedi. Vede cose che gli altri non vedono. Segna, fa segnare, è un leader nato, è carismatico ed ha l'esperienza giusta per affrontare partite di alto livello. La condizione fisica attuale è straordinaria, rincorre gli avversari come un ventenne, chiama per primo il pressing, in barba all'età ed al tempo che passa inesorabile. E' un giocatore totale, moderno, nonostante i suoi 37 anni. Uno cosi in un mondiale è meglio averlo che non averlo.
PERCHE NO:
Essenzialmente per il sistema di gioco e per la condizione fisica. Prandelli gioca con un 4-3-3 dove il ruolo più adatto per Totti sarebbe quello di Balotelli, che però non può essere sacrificato. Bisognerebbe adottare due sistemi di gioco, uno se gioca Totti e l'altro se non gioca. Cambierebbero le funzioni nei ruoli degli altri giocatori, perchè quando hai un giocatore come il capitano della Roma gli devi inevitabilmente costruire intorno un sistema di gioco. Troppi sconvolgimenti tattici, soprattutto durante una competizione breve come il mondiale, possono essere nocivi. L'altra possibile grana riguarda la condizione fisica. Anche l'anno scorso Totti ha giocato in maniera straordinaria, ma a fine stagione è apparso in calo rispetto ad inizio anno. A Giugno tireremo le somme.
In conclusione, basandoci sul momento attuale Totti è da nazionale, ma a Brasile 2014 mancano 8 mesi, ancora è presto per giudicare, per prendere una decisione definitiva. Ci sono, come detto, diverse circostanze da prendere in considerazione, ma che non si possono affrontare ora. Si possono fare ipotesi, congetture, ma il verdetto ce lo darà come sempre il campo, che è sempre stato e sarà sempre il miglior giudice per decidere chi merita veramente di vestire la maglia azzurra.
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