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sabato 14 settembre 2013

TORNA LA SERIE A: DERBY D'ITALIA E NON SOLO

Finalmente, dopo due settimane di attesa torna la “nostra” serie A.
Fari puntati su S.Siro: c’è il derby d’Italia. La ritrovata Inter del sergente Mazzarri prova il colpaccio contro la colladautissima banda bianconera di Antonio Conte. L’Inter si affiderà alle discese di Jonathan e Nagatomo, alle giocate di Ricky Alvarez e ai goal di Palacio, magari rispolverando dal cilindro quel volpone di Diego Milito, convocato dopo una lunga assenza. Anche i bianconeri sono in grande spolvero, 9 goal nelle ultime 3 partite ufficiali con un sola rete al passivo. Carlitos Tevez si è rivelato acquisto azzaccattissimo e ora siamo pronti a scommettere che l'Apache proverà a prendersi anche il Meazza dopo aver fatto innamorare i suoi tifosi. Accanto a lui, vista la quasi certa assenza di Vucinic, è pronto Fabio Quagliarella, uno che difficilmente sbaglia gli appuntamenti importanti ( chiedere alla stessa Inter per informazioni ). Dietro tutto confermato con gli stessi interpreti delle prime uscite. Il sabato sera ci propone altre due partite. Al S.Paolo il Napoli “versione spagnola” cerca la terza vittoria consecutiva. Hamsik è in forma strepitosa e ora che anche Il Pipita si è sbloccato, a Napoli la parola impronunciabile non è più tabù. Contro c’è un’Atalanta da non sottovalutare, chissà se il “bomber” Stendardo timbrerà ancora il tabellino. Colantuono si affiderà come al solito al duo Bonaventura-Denis, i due si devono ancora sbloccare. Per un Napoli che sogna c’è un Milan che deve trovare ancora se stesso. Intanto i rossoneri hanno ritrovato l’idolo kakà, che affiancherà Balotelli e probabilmente Matri per sbancare Torino. I granata puntano sul solito Cerci, ma la vera sopresa potrebbe essere Immobile, ancora a secco dopo due giornate. Domenica a pranzo, tra un piatto e l’altro non perdevi la Fiorentina champagne di Montella. Il duo Rossi-Gomez va fortissimo, ben 5 goal in 2 partite. C’è una città intera a spingere la squadra verso quell’Europa che non si vede da un po di anni e magari chissà ancora più in alto. Il Cagliari non sarà di certo una semplice vittima sacrificale. Il duo Pinilla e Sau ha tutte le carte in regola per mettere in difficoltà una difesa non certo insuperabile. Nel pomeriggio si gioca su 4 campi. Sfida salvezza a Verona. L’Hellas di Mandorlini cerca punti preziosi. Non c’è Luca Toni al suo posto giocherà Cacia che, reduce da una grande stagione in B, ha una grande occasione e non la può sprecare. Sassuolo che non puo permettersi invece un’altra sconfitta, dopo quella con il Livorno. Di Francesco punta tutte le sue fiches sulla coppia Zaza Floro Flores per uscire indenne da uno degli stadi più caldi d’Italia. All' Olimpico invece la Lazio ospita il Chievo. Biancocelesti che non vivono un gran momento, tra le contestazioni di alcuni tifosi a Lotito per il mercato e il rischio pancia piena dopo quel famoso 26 maggio. Squalificato Hernanes, dentro Ederson che agirà dietro il Kaiser Klose. Gli uomini di Sannino cercano la prima vittoria stagionale, l’anno scorso il match lo decise Paloschi. Domenica al suo fianco ci sarà Thereau, con il quale forma una coppia potenzialmente micidiale. Partita interessante anche al Picchi di Livorno. Gli amaranto cercano la seconda vittoria consecutiva contro un Catania in palese difficoltà, 0 punti in due partite. Al Friuli invece l’Udinese di Guidolin ospita il Bologna. I friulani vanno per il bis di vittorie in campionato mentre il Bologna vuole smuovere la sua classifica. Sfida tra Di Natale e Diamanti, da qui passa la vittoria. La Domenica calcistica si chiude con il botto, Il derby della Lanterna. Derby famoso per la grande rivalità tra le due squadre, per le spettacolari coreografie e partite mai banali. Derby già caldo, Matuzalem e Kristicic si aspettano dallo scorso anno. Sarà la sfida tra “il vecchio “ Gila e “il giovane” Gabbiadini, tra due centrali rocciosi come Portanova e Gastaldello. Liverani può entrare nel cuore dei tifosi o addirittura rischiare l’esonero. Niente compromessi, niente mezze misure, è un derby signori, o tutto o niente. Al campo l’ardua sentenza. La terza giornata si conclude in bellezza a Parma, dove lunedì sera dove arriva la Roma di Rudi Garcia. La coppia Amauri-Cassano stenta a decollare mentre la Roma vuole arrivare al derby a punteggio pieno. Per farlo servirà il miglior Totti, fresco di rinnovo.
I PRONOSTICI I 2 “derby” sono partite imprevedibili da triple, se non ve le sentite non giocatele. Milan e Napoli non sono cosi scontate come sembrano, in settimana c’è anche la Champions. Più semplice invece l’impegno per Lazio e Fiorentina, mente la Roma potrebbe sfatare il tabù del Tardini.
PRONOSTICO Lazio- Chievo 1 Fiorentina-Cagliari 1 Livorno-Catania X Samp-Genoa Goal.


Giorgio Cesario

martedì 3 settembre 2013

"TI AMO CAMPIONATO"

Bum bum bum, quest'anno i botti di capodanno sono arrivati in anticipo.
 Signore e signori, è tornato il campionato più bello del mondo.
La seconda giornata di serie A si configura come una delle più divertenti degli ultimi anni, contornata da gol da cineteca e "paperate" dei portieri.
Bussano quattro volte Juve e Napoli alle porte di Lazio e Chievo, con Hamsik e Vidal che passano l'esame da primi della classe. Se Hamsik incarna alla perfezione la definizione di giocatore totale, Vidal ci si avvicina paurosamente. Tecnica e muscoli, alternano scivolate a metà campo con lampi di genio, 
 Diciamoci la verità, vedendo due prestazioni del genere, sabato sera siamo andati a dormire pensando
 "quest'anno lo scudetto è roba loro, Fine." 
E invece domenica abbiamo scoperto una Roma fluida, divertente e soprattutto attenta, cosa rara dalle parti del Colosseo negli ultimi tempi. 
Garcia non si scompone, la sua squadra piace, e i tifosi, incantati dalle magie di Pjanic e dalle cavalcate di Maicon, cantano "Vinceremo lo ......" 
La copertina di giornata è, però, tutta per Walter Mazzarri, capace di rivoltare come un calzino quell'accozzaglia di giocatori chiamata Inter.
Jonathan sembra Maicon, e questa volta non è uno scherzo, Nagatomo segna due gol di testa in due partite, e Handanovic rimane ancora una volta  imbattuto.
 L'avessero detto due settimane fa ci avremmo fatto una risata sopra, magari due. 
Ha acceso i motori anche la Viola, che rifila  cinque pere all'indeciso Grifone, e si aggrega al gruppo di testa.
 Al Marassi va in scena una vera e propria sinfonia, orchestrata dal tandem d'attacco Gomez-Rossi, ed impreziosita da una prestazione immensa di Borja Valero, giocatore di un'importanza basilare nel modulo di Montella. Da 17 anni, dai tempi di Batistuta ed Edmundo e del Trap, da un'intera generazione a Firenze non sentivi parlare di quella parola.
Quella che NON si può dire, quella parola che riesci a sentire solo in lontananza, quando sono  andati tutti  a letto, e solo i più temerari, ancora in piedi, sognando ad occhi spalancati, si permettono qualche bisbiglio.
Il Milan, che a Verona aveva perso la coincidenza, stavolta è salito sul treno giusto, anche se al momento i posti a sedere sono tutti occupati.
Peccato, per altre due settimane dovrà viaggiare in piedi, poi chissà.
 Stessa sorte per Udinese e Lazio, chi sarà la prima a scendere? D'altronde le sorelle sono sette, mica otto.
E mentre Sampdoria e Bologna non si fanno male, il Sassuolo ha un primo assaggio di cosa è la serie A, un boccone amaro, che però avrà il tempo di digerire.
Siamo solo all'inizio, ecco perchè Ventura non deve disperare se i suoi giocano alla sua maniera, ma poi davanti a Consigli si sciolgono come neve al Sol.
Arriva la sosta, e questa volta dispiace un pò a tutti, belli e brutti. Poco male, ci consoleremo guardando il replay della rovesciata di Konè,  e cantando insieme ad Elio e le storie tese: " Io ti Amo Campionato."

                                                                                                                                                           M.C.








venerdì 30 agosto 2013

GARETH BALE: MISTER 110 MILIONI DI EURO

Manca solo l'ufficialità e poi Gareth Bale sarà un giocatore del Real Madrid. I blancos pagheranno al Tottenham 93 milioni di sterline (quasi 110 milioni di euro) per assicurarsi il cartellino del giocatore gallese. Sarà l'operazione di mercato più costosa della storia e Bale di conseguenza diverrà il calciatore più pagato di tutti i tempi. Più di Zidane, più di Cristiano Ronaldo, il doppio di Neymar. Costerà al Real 330 volte quello che è costato Pogba alla Juve, oppure, sempre giocando con i numeri, 110 milioni di volte quello che è costato Cedric Mabwati, centrocampista del Betis, che per un anomalia contrattuale è stato pagato dal club andaluso appena 1 euro e 20 centesimi.
Giochi matematici a parte non c'è dubbio che 110 milioni di euro siano una cifra spropositata, anche per uno come Bale, da molti considerato uno dei giocatori più forti del mondo. Il suo valore realistico si aggira intorno ai 60-70 milioni di euro, un prezzo alla Cavani o alla Falcao, non proprio gli ultimi due arrivati.
Allora perchè si è arrivati a questa cifra? C'è più di un motivo: Bale non ha mai avuto una clausola rescissoria (tipo Cavani), non era in scadenza di contratto ed il Tottenham non aveva esigenza di far cassa a tutti i costi (come il Milan con Thiago Silva e Ibra). Il Real però, come molte altre squadre, era disposto a fare follie per averlo. Il presidente del Tottenham Daniel Levy ha colto la palla al balzo, ha giocato al rialzo ed ha detto in sostanza: "Bale lo vendo solo se mi date la luna". Cosi è stato. Il Madrid ha tirato fuori una somma quasi due volte superiore al vero valore del giocatore gallese e lo ha acquistato. Il Tottenham ora avrà la possibilità di rifarsi una squadra per centrare quell'obiettivo che l'anno scorso è sfumato pur avendo mister 110 milioni di euro in squadra: la qualificazione in Champions. Il Real invece, ora più che mai, avrà l'obbligo di vincere la decima Coppa dei Campioni, ormai sempre più un'ossessione. Perchè vincere si sa, è la miglior medicina contro le polemiche, contro i giudizi e le critiche al calciomercato. In caso di Triplete o anche di vittoria della Champions nessun tifoso si sognerà più di fare calcoli o di criticare Florentino Perez per le cifre folli spese in questa sessione di mercato. In caso di fallimento ovviamente la situazione sarà diversa, ma solo il tempo ci dirà chi ha ragione. Il calcio non è il tennis, è un gioco di squadra dove non per forza vince sempre chi ha i singoli migliori. L'anno scorso in finale di Champions ci è arrivata una squadra, il Borussia, la cui rosa completa è costata la metà di Bale. Ci è arrivata eliminando in semifinale proprio il Real Madrid, la prossima squadra di Mister 110 milioni di euro.


giovedì 29 agosto 2013

I CALCIATORI ED I LORO STIPENDI: UN CALCIO AI LUOGHI COMUNI

In questa sessione di mercato assisteremo, quasi sicuramente,  al trasferimento più oneroso nella storia del calcio. Il gallese Gareth Bale, infatti, passerà dal Tottenham al Real Madrid per una cifra superiore ai 100 milioni e percepirà  uno stipendio pari a 18 milioni, cifre esorbitanti anche per un fenomeno come lui.
Subito si sono scatenate le polemiche sui numeri  di questa operazione: Martino, nuovo allenatore del Barca, non ha esitato a definire l'acquisto "una mancanza di rispetto verso tutto il mondo del calcio e non solo."
Questa affermazione ha portato i vari critici del calcio a scagliarsi nuovamente sui calciatori, accusandoli di essere strapagati solamente per "dare 4 calci al pallone", mentre c'è chi muore di fame.
Questo luogo comune può essere però sfatato da alcune interessanti osservazioni di mercato.
Nella costituzione italiana è scritto che un lavoratore deve essere retribuito proporzionatamente alla qualità e alla quantità di lavoro svolto. Questo significa che un datore di lavoro deve pagare il proprio lavoratore sulla base di un contratto oneroso di scambio che consideri al suo interno sia l'ammontare delle ora lavorative sia la qualità del lavoro svolto, in termini di responsabilità, difficoltà e complessità. 
I calciatori, come gli attori, sono molto "richiesti" dal pubblico e dunque le stesse società sanno benissimo che il loro valore è molto alto.
 Se poi consideriamo che i calciatori bravi sono veramente pochi il gioco è fatto. 
Il mercato del lavoro afferma infatti che se la domanda delle  imprese è elevata mentre langue l'offerta  dei lavoratori, il salario tende ad aumentare.
I calciatori sono infatti pagati da aziende  private, sulla base di un contratto nel quale scambiano le loro prestazioni in campo in cambio di soldi. 
Dire che i calciatori percepiscono una stipendio  troppo alto è concettualmente sbagliato. Se per calciatori intendiamo tutti coloro i quali svolgono un'attività semi/professionistica ci accorgiamo che esclusivamente lo 0.5% percepisce uno stipendio milionario, un numero bassissimo che comprende solo coloro i quali sono in grado di far raggiungere alle loro squadre obiettivi molto alti. 
Nelle casse delle varie società entrano tantissimi soldi in caso di vittoria di uno scudetto o di una Champions, soldi che derivano non solo dai premi ma sopratutto dalle Pay-tv e dagli sponsor. 
I presidenti delle squadre di calcio non ottengono guadagni solo da questi ultimi ma spesso acquisiscono una reputazione in tutto il paese che li porta ad avere dei vantaggi: per esempio è probabile che un milanista indeciso su chi votare alle elezioni scelga Berlusconi per le gioie che gli ha regalato sul campo, o che un tifoso della Juve decida di acquistare una macchina Fiat.
Se poi consideriamo il numero di abbonamenti che sale vertiginosamente quando vengono acquistati grandi giocatori, vedi la Fiorentina quest'anno, o le magliette vendute di un Balotelli o di un Hamsik, ecco che capiamo perché le società sono disposte a pagare qualsiasi cifra per avere un grande calciatore alle loro dipendenze. 
Nel 2013 è stato stimato che la Serie A sia un'industria da 2 miliardi di euro l'anno, mentre tutto il movimento calcistico, comprese le migliaia di scuole calcio sparse per il paese, produce circa 6 miliardi l'anno, collocando l'industria del calcio ai vertici dell'intero settore economico italiano. 
Spesso però l'accusa principale ai calciatori è quella etica: "è moralmente sbagliato che prendano così tanto."
 Innanzitutto non sono loro a decidere i loro stipendi ma le società, le quali sono però
costrette a pagarli cosi tanto perchè il pubblico, che comprende anche gli stessi critici, non sa stare senza vedere la partita della loro squadra del cuore. Praticamente tutti i bambini in Italia sono appassionati di calcio e tutti conoscono la Juve o l'Inter sicuramente più del funzionamento del  Parlamento. Il calcio fa appassionare, quando gioca l'Italia il paese si ferma e se non ci fossero i calciatori tutto ciò non sarebbe possibile. 
In conclusione si possono accusare i calciatori di molte cose di ma non di ricevere uno stipendio troppo alto, sia perché lo stesso mercato lo richiede sia perché il pubblico lo vuole.
   
   
                                                                                                                                Giorgio Cesario

lunedì 26 agosto 2013

SE BALOTELLI VIENE PRIMA DEL MILAN..

"Passa il tempo, ma tu non passi mai." È il verso di una canzone che sembra dedicata a Mario Balotelli. Ancora una volta oggi si discute maggiormente riguardo la partita Dell'attaccante rossonero, e solamente in secondo piano viene evidenziata la prova mediocre di un Milan svogliato. Non un'eccezione per Allegri, la falsa partenza è infatti una caratteristica del suo Milan: in quattro anni  una sola vittoria all'esordio, e mai più di quattro punti nelle prime tre giornate. Il match è stato divertente, i gol non sono mancati, così come qualche episodio dubbio ambo le parti. Il Verona ha espresso un buon calcio, simbolo della continuità di Mandorlini su questa panchina. Una squadra quadrata, con un modulo ben definito, il 4-3-3, che esalta le qualità di un centravanti infinito come Luca Toni, capace a 36 anni di lottare, e sovrastare, i due centrali milanisti, con una partita di grandissimo cuore. Il Milan è apparso troppo Balotelli dipendente, succube del suo talento ed al tempo stesso  del suo essere così umorale, e su questo Allegri deve ancora lavorare molto. 
Menzione speciale per il pubblico di Verona, nessuno ne parla, ma i cori razzisti messi in conto prima del match non sono arrivati, con grande sorpresa di tutti. Certo, Mario è stato "beccato" tutta la partita, come capita, d'altronde, un po' a tutti i grandi giocatori, quelli che "o li ami o li odi", ma questo non basta a giustificare la prestazione più che insufficiente.
Niente drammi, una sconfitta è una sconfitta, niente di più, c'è tempo per rimediare, ma ora serve tanta concentrazione, perché mercoledì non si può sbagliare, e il Milan avrà bisogno, manco a dirlo, del suo miglior Balotelli.

venerdì 23 agosto 2013

FINALMENTE SI RICOMINCIA, BENTORNATA SERIE A

Signori, si parte. Si stanno per accendere le luci rosse, oramai solo 48 ore ci separano dal tanto agognato inizio del campionato di serie A. 
E sulla griglia di partenza troviamo le 20 monoposto in stato diverso: poche già rodate, qualcuna al tagliando, altre ancora in manutenzione. Andiamo a scoprire chi. 
A questo punto, sembra doveroso indicare la favorita, colei che ha conquistato la pole position: la Vecchia Signora. Una squadra sana ed in salute, come dimostrato nettamente in Supercoppa, e con l'organico più completo tra tutte.Inutile ripetere la solita storiella della "distrazione" Champions: come testimoniano le precedenti annate, se i bianconeri rimangono concentrati, molto difficilmente ci sarà un nuovo vincitore al traguardo. Ben più interessante è capire chi sarà il cattivo, lo sfidante, l'antagonista principale. Il Napoli di Don Rafè appare come una bottiglia di champagne, allegro e frizzante. Speriamo che non si appesantisca, rimanendo leggeri si può fare. La Fiorentina ricorda la principessa che chiede allo specchio: "chi è la più bella del reame?" Ovviamente sei tu, mia cara regina, ma ricordati che quando giocherai lontano dal Franchi, su campi logorati, contro squadre più che tenaci, la bellezza non basterà. Poi il Milan, che riparte compatto, ma con un vantaggio in più: questa volta l'ariete di sfondamento si presenta subito al via, non aspetta il giro di boa, sperando che basti per fare la differenza. La Roma è un paradosso, una creatura sempre in evoluzione e mai compiuta, tra tanti punti interrogativi e cessioni eccellenti, ci sarà da incrociare le dita, sperando di incoronare Garcia come l'ottavo Re di Roma. La Lazio ha la pancia piena, ancora ubriaca di gioia dopo il 26 maggio, limite da non sottovalutare, come si è visto nella gara contro i bianconeri. 
E alla fine arriva Polly, anzi no, scusate, l'Inter, che nuota in mare aperto, cercando un riparo sicuro per la notte, ignara del fatto che Mazzarri è uno scudo resistente, ma non può sostituirsi al presidente (che non c'è) o alla dirigenza (che forse è meglio se non ci fosse). E poi ci son tutte le altre: l'Udinese delle meraviglie, che anche quest'anno scalzerà una della sette sorelle, forse occupandone definitivamente il posto, il Parma di Cassano, il Cagliari che riconferma tutti i suoi gioielli. E dietro ci sarà da lottare, come al solito, perché retrocedere non piace a nessuno, soprattutto in Italia. Benvenuto Campionato. Pardon, Bentornato.

MARCO CESARIO

lunedì 15 luglio 2013

ATLETICA LEGGERA: L'ENNESIMA PAGINA NERA DEL DOPING

Il 14 luglio non verra' piu' ricordato solo per la presa della Bastille, ma anche come la domenica piu' nera che il mondo dell' atletica abbia mai vissuto.
Cinque atleti giamaicani sono risultati positivi ad un test antidoping effettuato dopo i campionati nazionali di Kingston un mese fa. Tra questi nomi spiccano quelli di Asafa Powell e Nesta Carter, campioni olimpici della staffetta 4x100 alle olimpiadi di Londra, e Sheron Simpson, ex campionessa mondiale dei 200 metri.
Ma non finisce qua. E' stato trovato positivo anche
Tyson Gay, velocista statunitente ed ex primatista del mondo, uno dei principali sfidanti di Usain Bolt.
Lo tsunami del doping si abbatte sul mondo dell' atletica in maniera devastante. Questa volta non si tratta di un singolo caso isolato, adesso tutto il "modello" giamaicano e' sotto accusa. Gay e Powell erano da sempre due icone del mondo dello sport pulito, al contrario dei vari Montgomery, Gatlin e Ben Johnson, gente che con il doping e' sempre andata a braccetto.
A Mosca vedremo Bolt correre senza avversari, con Yohann Blake ancora infortunato. Bolt, il piu' forte, e' ancora pulito.
Durerà? Alcuni se lo chiedono speranzosi, altri pensano che sia solo questione di tempo. Ed in effetti, la risposta non e' cosi' importante in questo caso. Basta un "durera'?" per sapere che oramai questo sport di "sportivo" ha davvero ben poco?.
Come si suol dire speriamo che la giustizia faccia il suo corso perchè qui c'è in gioco la credibilità di uno sport e di una nazione, di una disciplina che fonda le sue radici nell'Antica Grecia e arriva fino ai nostri giorni mantenendo lo stesso minimo comun denominatore: la sana competizione sportiva.
Tutto il contrario del doping.


MARCO CESARIO.