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venerdì 26 aprile 2013

L'ANGOLO DELLO SCOMMETTITORE

Solo 5 giornate alla fine del campionato, si entra nel vivo della lotta per il terzo posto, ma anche in quella per l'Europa League e quella per la retrocessione.

LE PARTITE

Sabato ore 18.00 Atalanta-Bologna
Per entrambe potrebbe essere la partita della salvezza, nessuna delle due rischia ma con 3 punti potrebbe anche arrivare la matematica. I rossoblu di Pioli arrivano da ben 4 pareggi consecutivi e vogliono ritrovare i 3 punti. Per i bergamaschi invece la vittoria casalinga manca dal 10 marzo, Colantuono deve reinventare la formazione, 4 gli squalificati compreso il gioiello Bonaventura.
Giocata sicura: Under 3.5 ( 1.15 )
Giocata rischiosa: 1 ( 2.55 )

Sabato ore 18.00 Cagliari-Udinese
Match interessante tra due delle squadre più in forma del campionato. La squadra di Pulga e Lopez esprime un ottimo gioco e ha raggiunto una salvezza che a Gennaio sembrava insperata,  con 3 punti arriva la matematica. Udinese che con 10 punti nelle ultime 4 partite si è rilanciata in chiave Europa e punta con decisione al 5 posto, con Muriel e Di Natale in forma tutto è possibile.

Giocata sicura: Over 1.5 ( 1.30 )
Giocata rischiosa: X ( 3.25 )

Sabato ore 20.45 Pescara-Napoli
All'Adriatico di Pescara arriva il Napoli. L'ultima contro la seconda, sulla carta non ci dovrebbe essere partita ma il calcio insegna che ogni partita ha una storia a sè e che in campo la differenza non la fanno i punti. Il Pescara già la scorsa settimana ha fermato la Roma e vuole fare un'altro scherzetto ad una big del campionato. Napoli che invece vuole chiudere il discorso per il 2 posto, 7 i punti di vantaggio sul Milan, con 8 punti i Partenopei si assicurano la Champions diretta.

Giocata sicura: 2 ( 1.30 )
Giocata rischiosa: XPt ( 2.65 )

Domenica ore 15.00 Chievo-Genoa
Sfida di importanza capitale per il Genoa di Ballardini. Il Grifone è a quota 29 a pari punti con il Palermo e a meno 1 dal Siena, quart'ultimo. Il calendario sulla carta è semplice ma gli uomini di Ballardini non vincono dal 17 febbraio e devono cominciare a farlo se vogliono salvarsi. Chievo che dopo la vittoria di Siena è ormai praticamente salvo ma giocherà al massimo anche questa partita.

Giocata sicura: Under 3.5 ( 1.20 )
Giocata rischiosa: 2 ( 2.85 )

Domenica ore 15.00 Palermo-Inter
Una delle partite più interessanti di giornata va in scena al Renzo Barbera. Il Palermo è in piena lotta per non retrocedere, dopo il pareggio acciuffato all'ultimo secondo nel derby l'ambiente rosanero è carico e il Barbera si prospetta caldissimo per una delle partite chiave della stagione. L'Inter di Strama ha ritrovato la vittoria e nonostante il periodo di forma non ottimale è ancora al 5 posto in piena corsa per l'Europa League. Da vedere se torneranno Guarin e Palacio.

Giocata sicura: GOAL SQUADRA CASA ( 1.25 )
Giocata rischiosa: 2 ( 3.00 )

Domenica ore 15.00 Parma-Lazio
Altro match importante in chiave Europa. Il Parma non ha più nulla da chiedere al campionato ma deve riscattare le ultime prestazioni molto sottotono. Lazio in grande crisi, i 3 punti sono d'obbligo per riprendere quell'Europa che sta sfuggendo di mano agli uomini di Petkovic. Il 5 posto è a soli 2 punti e se Klose torna quello del girone d'andata tutto è possibile.

Giocata sicura: X2 ( 1.50 )
Giocata rischiosa: X ( 3.25 )

Domenica ore 15.00 Roma-Siena
Altra partita da non perdere quella dell'Olimpico, ci si gioca l'Europa e la salvezza. I giallorossi dopo il passo falso di domenica scorsa non vogliono rimediare un'altra figuraccia davanti ai loro tifosi. Andreazzoli deve fare a meno di Destro squalificato e rilancia Osvaldo dal primo minuto. Siena che arriva all'Olimpico per difendere quel punticino di vantaggio su Palermo e Genoa, ma che ha anche un calendario molto ostico. Vediamo come reagiscono i Toscani dopo la brutta sconfitta interna con il Chievo

Giocata sicura:  1 ( 1.45 )
Giocata rischiosa: 2PT ( 6.25 )

Domenica ore 15.00 Sampdoria-Fiorentina
Incroci pericolosi al Ferraris. Delio Rossi ritrova la sua ex squadra ed in particolare Adem Ljaic ( tutti ci ricordiamo dello screzio avuto l'anno scorso ). Samp che non vince dal 3 marzo e ha bisogno degli ultimi punti per raggiungere la matematica. La Fiorentina ha ripreso il Milan ed è ad un sol punto dai rossoneri, l'impresa è possibile ma è fondamentale non perdere punti con squadre tranquille.

Giocata sicura: Over 1.5 (1.27)
Giocata rischiosa: XPT (2.10)

Domenica ore 15.00 Torino-Juve
Eccolo qui, il big match di giornata, il derby di Torino. I granata vogliono riscattare il 3-0 dell'andata e vogliono rimandare la festa scudetto dei cugini. Juve che ha ormai lo scudetto in tasca, se vincesse e il Napoli perdesse punti a Pescara sarebbe tricolore. Occhio a non distrarsi, il Toro giocherà alla morte sia perchè i tifosi aspettano questa partita da un anno sia perché per la salvezza mancano ancora dei punti ed il calendario non è dei più semplici.

Giocata sicura: Goal squadra ospite (1.12)
Giocata rischiosa: X (3.75)

Domenica ore 20.45 Milan-Catania
A S.Siro va in scena il posticipo. I rossoneri devono vincere per mantenere il distacco dalla Fiorentina. Giocare dopo i viola potrà essere nocivo per la squadra di Allegri specie se a Genova gli uomini di Montella porteranno a casa la posta in palio. Torna Balotelli al centro dell'attacco. Catania che dopo il pareggio nel derby è con il morale a terra e ormai abbandonato l'obiettivo Europa. Il campionato è però molto positivo quello degli Etnei, manca solo il record di punti.

Giocata sicura: 1 (1.30)
Giocata rischiosa: somma goal totale 3 (3.15)

giovedì 25 aprile 2013

SPECIALE CHAMPIONS LEAGUE: IL CALCIO TOTALE TEDESCO DETTA LEGGE AI MAESTRI SPAGNOLI ED ALL'EUROPA INTERA

Le semifinali d'andata di Champions sono passate. E sono terminate entrambe in maniera imprevedibile. 4 gol del Bayern al Barcellona, altrettanti ne ha rifilati il Dortmund al Real. Complessivamente Germania batte Spagna 8-1. Impressionante, soprattutto se si considera che la Spagna in questo caso era rappresentata dalle sue due squadre migliori, probabilmente anche le due squadre più forti al mondo. Come è stato possibile? Perchè questa inversione di tendenza? Nel calcio, è risaputo, non vince sempre il più forte, ma due vittorie cosi nette e schiaccianti pongono interrogativi di altro tipo. Molti hanno parlato di "cambio di gerarchie", di "sorpasso" del calcio tedesco su quello spagnolo. Si è sentito spesso in queste ore molti opinionisti dire che ora è la Germania a "dominare" il mondo. In parte è vero ma c'è dell'altro. Partiamo dalla prima semifinale. Era già capitato di vedere il Barcellona perdere, ma mai in questo modo. Il Bayern ha imposto il proprio gioco, giocandosela a viso aperto e annullando tutti i punti di forza degli spagnoli. I tedeschi erano più rapidi, più cattivi, più determinati ed il Barça, anche se avesse avuto un Messi al massimo della forma avrebbe potuto poco. Prima che singolarmente i catalani hanno perso come collettivo, battuti sul piano del gioco e del possesso palla dai tedeschi. In sostanza sono stati sconfitti sui loro punti forti, non su quelli deboli. Gran parte del merito di questa supremazia va ovviamente al Bayern, arrivato al culmine di una stagione e di un progetto intelligente, che gli ha permesso di raggiungere e forse superare i migliori al mondo. Proprio su questo punto è giusto soffermarsi. La grandezza del Barcellona è stata, oltre a quella di dominare l'ultimo lustro calcistico, anche quella di "aggiornare" il calcio, di renderlo più bello e vincente. Ha costretto le altre squadre a giocare in un certo modo per provare quantomeno ad insidiare il suo dominio. Fateci caso, Bayern, Borussia ma anche Juve e United ad esempio ormai fanno un gioco simile per certi versi al Barcellona. Certo c'è chi va più in verticale, c'è chi fa meno tiki-taka o gioca con un modulo diverso, ma alcuni principi cardine del calcio blaugrana (come l'intensità del pressing in fase di non possesso oppure il voler puntare forte sul settore giovanile) sono stati presi come modelli da imitare. E da migliorare, come nel caso del Bayern. La bravura dei bavaresi è stata quella di sviluppare questo "aggiornamento" in maniera precisa e scrupolosa. Il duro lavoro paga e martedì sera si è visto. Un discorso più o meno simile va fatto per il Dortmund, secondo molti autore di un impresa ancora più incredibile. Infatti il divario tecnico e di esperienza era molto più ampio dell'altra semifinale ed era a sfavore dei gialloneri. E' un calcio totale quello degli uomini di Klopp, più intenso e meno ragionato di quello del Bayern Monaco, ma comunque vincente. Ieri sera si è vista la differenza tra un collettivo ed un ammasso di grandi giocatori senza un vero gioco e senza una vera unità di intenti. Il discorso dell'aggiornamento vale anche per fenomeni come quelli del Real. Senza un vero impianto di gioco certi traguardi sono irraggiungibili, e certe squadre, anche meno blasonate come il Borussia possono sembrare di un altra categoria. E' presto per dire se l'egemonia del Barcellona e quella del calcio spagnolo è terminata. E' presto perchè come le tedesche hanno saputo recuperare il gap degli anni passati che li divideva dalle spagnole, potrebbe essere possibile pure il contrario. Finche ci saranno fuoriclasse come Messi, Xavi, Iniesta, Ronaldo o Benzema il calcio iberico rimarrà ad alti livelli, a patto che anche loro imparino da chi ora insegna nuovi modelli di calcio. L'esempio della Germania deve servire a tutti, all'Italia in primis, perchè certi livelli che ora sembrano irraggiungibili, con il duro lavoro e con un pò di intelligenza non sono poi così lontani. Nel frattempo complimenti al Bayern e al Dortmund.

mercoledì 24 aprile 2013

"OLIMPIA" STA SMETTENDO DI VOLARE





Classifica girone d’andata                  Classifica attuale
Juve    44                                              Juve 77
LAZIO 39                                            Napoli 66
Napoli 37                                             Milan 59
Fiorentina 35                                       Fiorentina 58 
Inter 35                                                Inter 53
Roma 32                                             Roma 52
Milan 30                                             Udinese 51
Parma 27                                            LAZIO 51
Udinese 27                                         Catania 48 
Catania 26                                          Cagliari 42 

Sono passati quasi quattro mesi dalla chiusura del girone d’andata, e ciò che la classifica più evidenzia è il calo verticale della Lazio. 
Da antijuve, e per questo da candidata quasi certa alla Champions, è passata al nono posto, fuori perfino dall’Europa minore.
Tutte le squadre che a gennaio erano dietro i laziali hanno recuperato punti importantissimi. Infatti, non solo il Milan e la Fiorentina ne hanno approfittato, ma perfino i cugini della Roma(devastati dall’esperienza Zeman), i bianconeri di Guidolin ed i rossoblù di Maran.
Solo 12 punti da allora, una media da retrocessione, ( infatti sono i punti fatti da Pescara e Genoa da allora).
Come si può spiegare tutto ciò? Cosa può aver fatto crollare l’armata di Petkovic?
Un po’ tutto.
Il primo colpo, i biancocelesti l’hanno ricevuto dall’infortunio di Miroslav Klose, costretto allo stop per due mesi.
Il tedesco è uno degli uomini chiave del 4-1-4-1 della Lazio, poiché non porta solo goal alla squadra, ma anche carisma, leadership, e soprattutto punti di riferimento per l’intera squadra.
Al posto del bomber si sono alternati Floccari e Kozak, decisivi in coppa, ma quasi del tutto assenti in campionato.Tutto ciò aspettando che Lotito si rafforzasse sul mercato di riparazione. “Avoja ad aspettare” direbbe qualcuno. Infatti il “princeps” laziale (come potrebbe autodefinirsi) ha regalato ben poco ai tifosi ed alla squadra. Mentre da una parte metteva fuori rosa Cavanda e Diakité (certamente non fenomeni, ma utili alla causa), prendeva Pereirinha e Saha. Uno bocciato dopo un paio di gare, e l’altro già in partenza.
E quindi niente “sogno di mezz’inverno” Lampard, che ha gentilmente rifiutato di lasciare il Chelsea. 
La Lazio di inizio stagione era dirompente e solida, ad immagine e somiglianza del comandante Petkovic; adesso è fiacca e disunita, e nemmeno super Marchetti può più nulla.
Nonostante l’assenza di Klose nessuno si sarebbe aspettato tale calo. 
I biancocelesti si ritrovano in primavera con un nono posto in campionato, una finale di coppa Italia (conquistata a Gennaio), ed un’amara sconfitta ai quarti dall’Europa League, proprio quella competizione su cui Vladimir contava tanto.
Sicuramente per l'uscita contro i turchi del Fenerbahce non tutte le colpe vanno imputate alla squadra ed all’allenatore, visto l’arbitraggio dell’andata, ma sicuramente si poteva fare e dare di più, contro una squadra sul piano tecnico inferiore. 
Ormai è andata così, il sogno Europa è sfumato, e si rimane a concorrere con la Roma per gli stessi obiettivi. Si proprio con i giallorossi, che a gennaio sembravano distrutti, ma che con l’ordine di Andreazzoli si sono rimessi, in parte, in piedi. 
Per analizzare i veri problemi della Lazio ci si può concentrare sul confronto con la rosa della Roma. 
Infatti mentre la formazione capitanata da Totti può permettersi di mettere un Osvaldo o un Florenzi in panchina, quella “di Mauri” ha gli uomini contati. 
A parte gli undici titolari, sono forse 5 i giocatori a livello europeo che possono subentrare dalla panchina. 
Ledesma è diventato insostituibile tanto quanto Hernanes e Klose, visto che l’unico rimpiazzo sarebbe Onazi. Per non parlare poi della difesa, che a parte Dias, Ciani e Biava(discreti giocatori), offre Cana e Stankevicius(meglio non commentare).

Non sarebbe giusto criticare la decisione dell’allenatore di giocarsi con i titolari (fatta eccezione per Klose) le partite di Europa League, ma in fondo è proprio questa scelta che ha fiaccato i giocatori biancocelsti. 
La realtà è che per le squadre italiane (e,come si è visto, anche per quelle inglesi) è impossibile cercare di giocare sia di giovedì che di domenica con gli stessi giocatori e con la stessa intensità. 
Tre delle quattro semifinaliste in Europa League vengono da campionati mediocri, e proprio per  questo possono giocare e vincere anche con le riserve nei loro paesi, mentre il Chelsea(altra semifinalista), che di certo non gioca in un campionato facile, possiede riserve all’altezza.
Quindi per ottenere risultati sia in campionato che nella “piccola Europa”, per le italiane, servono almeno 18/19 giocatori di livello.
Se la Lazio dovesse riandare in Europa League a fine anno, per poter sperare nella Champions il prossimo, o Petkovic dovrà cambiare mentalità, così da risparmiare i titolari in vista del campionato,  oppure la società ed il “latinista” Lotito dovranno comprare altri giocatori di qualità.

Già se arrivasse Felipe Andereson....

lunedì 22 aprile 2013

I VERDETTI DELLA TRENTATREESIMA GIORNATA

Andiamo ad analizzare i 5 verdetti più importanti della giornata di campionato appena trascorsa

5) L'ENNESIMO GRANDE CAMPIONATO DELL'UDINESE.

Grande allenatore+ Di Natale+ Organizzazione di squadra: questa è ormai da anni la formula vincente dell'Udinese. Dopo due eliminazioni ai preliminari questa squadra sembrava a fine ciclo, Guidolin in primis. Complice però l'esplosione di Muriel (altro talento scoperto dalla dirigenza friulana) e la ritrovata vena realizzativa di Toto' di Natale nel girone di ritorno i bianconeri sono ritornati in lotta per l'Europa. Crederci è giusto e provarci è un obbligo. A prescindere da come finirà tanto di cappello per l'ennesima volta a questa squadra dei miracoli.

4) IL CROLLO VERTICALE DELLA LAZIO.

Cosa è successo alla brillante Lazio del girone d'andata? Ok c'è stato l'infortunio di Klose e l'impegno europeo che ha stremato i biancocelesti, ma ora il tedesco è rientrato e l'Europa League non c'è più. Eppure nonostante questo i risultati continuano a non arrivare. I capitolini sembrano scoppiati, disorganizzati e con grossi problemi in zona gol. Il rischio è di rovinare una stagione tutto sommato positiva, perchè la lotta per l'Europa è sempre più intricata e tra un mese c'è un derby di fuoco per la conquista della Coppa Italia. Ed è abbastanza scontato affermare che continuando cosi la Lazio non raggiungerà nessuno di questi due obiettivi.

3) I FINALI THRILLING DI NAPOLI, FIRENZE E CATANIA.

Insigne, Romulo e Ilicic. Sono gli uomini dell'ultimo minuto. I primi due subentrati dalla panchina, come a ribadire che per vincere certe partite c'è proprio bisogno di tutti, dal primo titolare all'ultima riserva. I gol della provvidenza provengono da loro, e per un motivo o per un altro sono gol pesantissimi. Gol che fanno gioire i tifosi e che ribadiscono ancora una volta quanto sia equilibrato ed incerto il nostro campionato. Le emozioni il calcio le regala fino alla fine.

2) IL VERGOGNOSO FINALE DI CATANIA-PALERMO.

Minuto 94. Ilicic sigla il gol del pareggio per il Palermo. Da qui in poi succedono cose che col calcio c'entrano poco e nulla. Barreto preso dalla foga invece di esultare sbuca alle spalle di Andujar e gli rifila una testata. Il portiere reagisce e ne nasce una maxi-rissa. In un derby dove sin dalla vigilia si era cercato di mantenere bassi i toni per evitare i tanto spiacevoli quanto soliti incidenti, l'esempio che hanno dato questi professionisti non può che peggiorare ulteriormente la situazione. Questi episodi dimostrano che gli esaltati non si trovano solo sulle tribune.

1) L'ENNESSIMA GRANDE PROVA DELLA JUVE E GLI SQUALLIDI CORI RAZZISTI A BOATENG

Partiamo dal lato bello della serata: la Juve vince una partita importantissima contro il Milan che nel 2013 era ancora imbattuto. Vince non giocando benissimo, vince da grande squadra e ormai poche curve separano i bianconeri dal traguardo scudetto. Peccato che la festa juventina sia stata rovinata dai soliti idioti che non vedono l'ora di andare allo stadio per mostrare al mondo la propria ignoranza. Una domanda però sorge spontanea: se i cori razzisti indirizzati a Boateng nel riscaldamento fossero continuati anche durante la partita quest'ultimo avrebbe avuto il coraggio di interrompere il match come in occasione di Pro Patria-Milan? La risposta la sappiamo tutti, il denaro viene prima anche della lotta al razzismo.




venerdì 19 aprile 2013

L'ANGOLO DELLO SCOMMETTITORE

Si prevede un week-end di fuoco in Italia, la Juve potrebbe mettere il punto esclamativo al campionato riaprendo anche la lotta champions.

LE PARTITE

Sabato ore 18.00 Genoa-Atalanta
Sfida ad alta tensione quella di Marassi. Il Genoa, in piena crisi, è penultimo a 2 punti dal Siena, quart'ultimo. Dopo il pareggio arrivato nel finale nel derby, gli uomini di Ballardini devono a tutti i costi tornare a vincere per sperare nella salvezza. Per gli orobici invece è la grande chanche per chiudere il discorso salvezza, con i 3 punti diventerebbe praticamente matematica.
Giocata sicura: 1X ( 1.22 )
Giocata rischiosa: Somma goal totale 3 ( 3.50 )

Sabato ore 20.45 Udinese-Lazio
Grande occasione per i friulani. Dopo la bella prova di Parma, la squadra di Guidolin potrebbe agganciare proprio la Lazio rilanciandosi così in chiave Europa. Mancherà Muriel, squalificato, ma c'è Di Natale, un incubo per tutte le difese. Lazio che è in grande crisi, solo 12 i punti conquistati nel girone di ritorno e se non fosse per la Coppa Italia l'Europa sarebbe potuta sfuggire di mano. L'obiettivo è ancora il 5 posto, il Milan è troppo lontano e la squadra di Petkovic non è in grado di recuperare 8 punti in 6 partite.

Giocata sicura: OVER 1.5 ( 1.33 )
Giocata rischiosa: 1 ( 2.40 )

Domenica ore 12.30 Inter-Parma
Match tra 2 squadre in piena crisi. L'Inter di Strama ha perso anche la Coppa Italia e per l'Europa League deve per forza arrivare quarta. Con questa rosa ma sopratutto con la pochezza di gioco offerto nelle ultime partite sembra difficile se non impossibile. Il Parma è in caduta libera, grazie ad un girone di andata può stare tranquillo in ottica salvezza ma deve salvare la faccio dopo l'orrenda prova di Domenica scorsa con l'Udinese.

Giocata sicura: GOAL ( 1.70 )
Giocata rischiosa: X  ( 3.40 )

Domenica ore 15.00 Bologna-Sampdoria
Due squadre praticamente salve si affrontano al Dall'Ara. Il Bologna di Pioli viene da ben 3 pareggi di fila e vuole tornare a vincere. Sia Diamanti che Gilardino non timbrano il cartellino da un po e Gabbiadini pare in ottima forma. Samp che non ha vinto per un pelo il derby,ma che non vince dal 3 marzo. I blucerchiati, a quota 37, hanno bisogno di un paio di punticini per stare tranquilli.

Giocata sicura: Under 3.5 ( 1.20 )
Giocata rischiosa: 1PT ( 2.85 )

Domenica ore 15.00 Catania-Palermo
Il derby di Sicilia, una partita da non perdere. Mai come quest'anno il derby sarà fondamentale per entrambe le compagini. Il Catania vuole affossare i cugini, mandandoli in serie B, come fece il Palermo 5 anni fa ( anche se il Catania si salvò ) e si gioca le ultime chance per un posto in Europa. Gli Etnei non sembrano attrezzati per arrivare quinti ma con una vittoria e la carica giusta, chissà.
Rosanero che con 7 punti in 3 partite sono ancora in lotta per la salvezza. In città è tornato l'entusiasmo anche si i due punti persi contro il Bologna hanno frenato gli entusiasmi. Gli uomini di Sannino arrivano carichi, vincere vorrebbe dire dare una gioia al popolo rosanero e rilancerebbe in maniera decisa il Palermo per la salvezza.

Giocata sicura: Over 0,5 2T ( 1.23 )
Giocata rischiosa: X ( 3.20 )

Domenica ore 15.00 Fiorentina-Torino
Grande opportunità per i viola. La vittoria è d'obbligo per gli uomini di Montella, il Milan infatti andrà a Torino e con 3 punti il distacco si potrebbe ridurre sensibilmente. Ancora fuori Jovetic Montella punta su Ljacic per portare a casa la vittoria. Granata che sono invece a quota 36 ma non posso stare tranquillissimi, il calendario propone Fiorentina,Juve.Milan e Genoa. Bastano 3 punti per ottenere la slavezza.

Giocata sicura: 1 ( 1.45 )
Giocata rischiosa: 1H ( 2.20 )

Domenica ore 15.00 Napoli-Cagliari
Dopo l'ottima prova di S.Siro il Napoli può cercare l'allungo sul Milan. Lo scudetto è ormai andato ma il secondo posto è vicino, se i rossoneri non vinceranno a Torino, una contemporanea vittoria del Napoli assicurerebbe quasi la seconda piazza ai Partenopei, raggiungendo così l'obiettivo prefissato ad inizio stagione. Cagliari che invece nel girone di ritorno ha collezionato la bellezza di 25 punti, mostrando uno dei giochi migliori della serie A. A Napoli l'ennesimo banco di prova per provare a  continuare questa striscia positiva.

Giocata sicura: 1 ( 1.40 )
Giocata rischiosa: XPT ( 2.40 )

Domenica ore 15.00 Roma-Pescara
La Roma di Andreazzoli ospita un Pescara praticamente spacciato. I giallorossi dopo aver raggiunto la finale di coppa Italia vogliono provare l'assalto al 4/3 posto. Avendo ancora gli scontri diretti con Milan e Fiorentina, con 6 vittorie gli uomini di Andreazzoli arriverebbero molto vicini al 3 posto, un'impresa ma con un Totti ed un Lamela così tutto è possibile. Niente da dire sul Pescara, domenica scorsa con la sconfitta contro il Siena, gli Abbruzzesi si sono condannati alla retrocessione, manca solo la matematica.
Giocata sicura: 1 ( 1.17 )
Giocata rischiosa: Somma goal finale 4 ( 3.25 )

Domenica ore 15.00 Siena-Chievo
Altra sfida molto interessante. Il Siena di Beppe Iachini sta facendo praticamente un miracolo, per adesso sarebbe salvo nonostante la penalizzazione di 6 punti. Dopo il chievo il calendario diventa molto complicato, ecco perchè non si possono fare passi falsi. Contro un  Chievo che non può permettersi di perdere se non vuole finire invischiato nella lotta per non retrocede. Con una sconfitta il distacco dal Siena si ridurrebbe a soli 3 punti. Siamo certi che la squadra di corini andrà a Siena con l'intenzione di portare a casa i 3 punti

Giocata sicura: 1X ( 1.24 )
Giocata rischiosa: X ( 3.25 )

Domenica ore 20.45 Juve-Milan
Eccolo il big match di giornata, allo Juventus Stadium va in scena una classica del calcio Italiano. La Juve con i 3 punti metterebbe entrambe le mani sullo scudetto, in attesa della sola matematica. Conte sa quanto vale questa partita e manterrà la concentrazione altissima. Il Milan invece dopo due pareggi rischia di lasciare andare il Napoli ma sopratutto di avvicinare la Fiorentina. una vittoria sarebbe fondamentale per lasciare i Viola a distanza di sicurezza e blindare il 3 posto. Mancherà Balotelli, ancora squalificato, al suo posto Pazzini che sa di avere una grande possibilità anche in chiave nazionale.

Giocata sicura: 1X ( 1.19 )
Giocata rischiosa:  1H ( 2.75 )







mercoledì 17 aprile 2013

HILLSBOROUGH 24 ANNI DOPO: UNA STRAGE ANCORA SENZA COLPEVOLI

Caso Hillsborough, a 24 anni di distanza si aspettano ancora i veri colpevoli e intanto nei campi inglesi non si terrà nessun minuto di silenzio in memoria della Thatcher.
Lo scorso 8 aprile, è venuta a mancare l’ex primo ministro inglese , che governò ininterrottamente dal 1979 fino al 1990, Margaret Thatcher. Com’è ben noto, la Thatcher fu un premier abbastanza autoritario, che intraprese lunghe lotte con classi operaie e sindacati in maniera spietata tanto da farle valere il soprannome di “Lady di Ferro”. Inoltre, in ambito calcistico, intraprese una dura battaglia “anti-hooligan”, battaglia che vinse sfruttando il tam-tam mediatico subito dopo la strage di Hillsborough, lo stadio dove 15 aprile 1989 morirono 96 tifosi del Liverpool, riuscendo quindi ad emanare leggi repressive nei confronti dei supporter inglesi.
Ma è giusto ripercorrere insieme cosa successe quella notte di Aprile di 24 anni fa’.
Alle ore 15:00 del 15 aprile 1989 era in programma la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest, sul campo neutro dello stadio di Hillsborough a Sheffield. Alla tifoseria del Liverpool era stata assegnata la Leppings Lane, settore a sinistra della tribuna centrale, che conteneva 14.600 posti, lasciando alla tifoseria del Nottingham Forest, che normalmente aveva meno seguito, la più capiente curva opposta, la "Spion Kop End", che disponeva di 21.000 posti. Migliaia di tifosi dei Reds presero d'assalto Sheffield, in un'atmosfera gioiosa tipica di una semifinale di coppa nel calcio Inglese, per sostenere i propri beniamini. Oltre al prestigio che la FA Cup ha sempre avuto nel calcio inglese e la rivalità esistente tra le due tifoserie, si aggiungeva il fatto che all'epoca i club inglesi erano esclusi dalle Coppe europee in seguito alla strage dell'Heysel, pertanto il campionato inglese risultava poco avvincente. La Leppings Lane possedeva appena 6 ingressi e l'afflusso verso gli spalti procedeva molto a rilento.
A quindici minuti dall'inizio la massa di persone che premevano fuori dallo stadio era ancora enorme, cosicché la polizia pensò di aprire il "Gate C", un grosso cancello d'acciaio posto all'ingresso di un tunnel che conduceva all'interno della Leppings Lane e agli ingressi laterali. L'idea si rivelò catastrofica: mancando ormai pochissimi minuti al fischio di inizio, i tifosi ancora fuori dallo stadio iniziarono ad accalcarsi al Gate C della Leppings Lane che permetteva accesso solo alla parte centrale della curva, la cui capienza era limitata a 2.000 posti; così, mentre questo settore della curva iniziò a riempirsi all'inverosimile, la marea di gente che continuava ad affluire dal Gate C si ritrovò chiusa dentro una sorta di imbuto. In breve gli spettatori che già si trovavano all'interno della Leppings Lane furono schiacciati verso le pareti laterali e le recinzioni che dividevano gli spalti dal campo e la stessa sorte toccò agli sventurati che si trovavano ancora nel tunnel del Gate C.
Mentre nella curva si scatenava il panico, la gara iniziò regolarmente, senza che nessuno in campo e negli altri settori dello stadio si fosse minimamente accorto di cosa stesse avvenendo nella curva del Liverpool. Solo dopo 6 minuti di gioco la partita fu sospesa su segnalazione di un ufficiale di polizia, che fece presente all'arbitro che molti spettatori stavano invadendo il campo: si trattava in realtà di coloro che per evitare lo schiacciamento avevano scavalcato l'inferriata che separava la Leppings Lane dal terreno di gioco. Peraltro non avendo compreso ciò che stava realmente accadendo, la polizia prese l'iniziativa di intervenire con delle cariche volte ad impedire ai tifosi di invadere il campo. La situazione, se possibile, si fece così ancor più drammatica per i tifosi che, da un lato si trovavano schiacciati dalla calca che si era venuta a creare alle loro spalle, dall'altro venivano contrastati dalla polizia che impediva loro la possibilità di aprire delle vie di fuga. Solo dopo alcuni tragici minuti la polizia si rese conto del vero motivo dell'invasione e aprì le inferriate, lasciando finalmente ai tifosi del Liverpool la possibilità di raggiungere il terreno di gioco. Ma a quel punto, con la Leppings Lane meno piena, tutti cominciarono a capire quanto terribile fosse la portata del dramma. In mezzo alla calca avevano perso la vita ben 96 persone (79 di loro avevano meno di 30 anni), schiacciate e soffocate com'era accaduto all'Heysel; altre 200 riportarono ferite più o meno gravi.
Subito dopo la strage, la Camera dei Lord affidò a Peter Taylor il compito di indagare sulle cause dell'accaduto. Nel rapporto che ne seguì (rapporto Taylor) furono evidenziate gravi incongruenze nell'organizzazione dell'evento e nel comportamento delle forze dell'ordine. Tuttavia il processo che seguì non contribuì a far piena luce sui fatti e soprattutto sulle responsabilità dell'accaduto, anche se fu chiaro che le cause del disastro andavano ricercate soprattutto nella disorganizzazione e nella leggerezza con cui la polizia aveva proceduto ad aprire il Gate C.
In questo contesto di poca chiarezza, per più di vent'anni i sostenitori del Liverpool presenti quel giorno all'Hillsborough Stadium (sia i morti che i sopravvissuti) furono ingiustamente considerati come i responsabili della strage; versione dei fatti immediatamente cavalcata dalla stampa tabloid britannica – il Sun su tutti – che dopo la tragedia titolò in prima pagina perfino di presunti atti di depredazione dei tifosi degli Scousers nei confronti dei cadaveri all'interno dell'impianto.
Solo nel settembre del 2012 – a seguito di una nuova inchiesta dell'Hillsborough Independent Panel, commissione presieduta dal vescovo di Liverpool - il governo inglese, per voce del premier David Cameron, ha ufficialmente riconosciuto le colpe della polizia di South Yorkshire e scagionato definitivamente la tifoseria dei Reds («non sono stati la causa del disastro») chiedendo pubblicamente scusa ai parenti delle vittime per la «doppia ingiustizia: l'incapacità di proteggere le vite dei loro cari e l'imperdonabile attesa per arrivare alla verità». L'inchiesta del Panel ha svelato che – a differenza delle versioni ufficiali precedentemente date alla stampa – alle 15:15 di quel pomeriggio, 59 delle 96 vittime erano ancora in vita, e 41 di esse avrebbero potuto essere salvate se fossero stati prestati loro soccorsi tempestivi.
Dal nuovo lavoro d'indagine è inoltre emerso che la polizia di South Yorkshire avrebbe "indirizzato" i media britannici verso una versione dei fatti diversa da quanto realmente accaduto, modificando sostanzialmente a loro favore anche 164 testimonianze di chi era presente allo stadio, con l'intento di assolvere poliziotti e soccorritori dalle loro colpe e manchevolezze. In definitiva, la polizia di South Yorkshire mentì, e la tragedia venne strumentalizzata per orientare favorevolmente l'opinione pubblica britannica verso una stretta repressiva nei confronti degli hooligan, portata avanti dal governo dell'allora primo ministro Margaret Thatcher ed avallata dalle conclusioni del rapporto Taylor.
E così dopo 24 anni le 96 vittime di quel giorno, la cui manipolazione della verità (da parte del governo Thatcher ) personalmente considero una delle più grandi imbrogli ai danni dei cittadini di tutti i tempi, ancora aspettano giustizia. Intanto il disprezzo che Margaret Thatcher ha più volte dimostrato verso il calcio – “odiava il calcio e chiunque lo seguisse”, disse anni fa il suo ministro Clarke – sarà ricambiato, dalla Federcalcio inglese che ha raggiunto, dopo vari appelli dei tifosi, la decisione di non fare osservare il minuto di silenzio sui campi. L’unico momento di raccoglimento sarà dedicato invece, al 24° anniversario della strage di Hillsborough.

MICHELE NOCE

martedì 16 aprile 2013

I VERDETTI DELLA TRENTADUESIMA GIORNATA

Andiamo ad analizzare i verdetti più importanti di questa giornata di Serie A appena trascorsa, in rigoroso ordine d'importanza.

POSIZIONE 5: UN GRANDE CAGLIARI NONOSTANTE LE DIFFICOLTA'.

Dopo Milan e Juve è la squadra che ha fatto più punti nel girone di ritorno. Nonostante non abbiano praticamente più uno stadio, nonostante abbiano un presidente indagato i sardi stanno onorando alla grande questo campionato. Grazie allo splendido lavoro del duo Pulga-Lopez i rossobù hanno raggiunto la salvezza con largo anticipo. In questa stagione hanno "matato" molte big, come Roma, Inter e Fiorentina e lanciato un talento del calibro di Marco Sau. Complimenti al Cagliari.

POSIZIONE 4: L'INTER ED IL FUTURO DI STRAMACCIONI.

Ennesima sconfitta, ennesime polemiche arbitrali ed ennesimo infortunio. Una cosa è certa: se qualcosa può andare storto all'Inter quest'anno ci va. Probabilmente la semifinale di Coppa Italia deciderà il futuro di Strama. Gli errori sono tanti e di tutti e le colpe vanno distribuite equamente. Un esonero non risolverebbe i problemi dell'Inter. Costruire una squadra con un senso logico si. E allora forse anche Strama avrebbe un rendimento diverso.

POSIZIONE 3: LA RINCORSA CHAMPIONS DEL MILAN CHE RISCHIA DI FERMARSI SUL PIU' BELLO.

Due partite decisive sono passate. Due pareggi, uno, quello di Firenze, che assomiglia più a due punti persi, l'altro, con Napoli, invece è più un punto guadagnato, anche se il secondo posto ora è distante. Infatti i rossoneri più che puntare avanti devono guardarsi le spalle da una Fiorentina che va a mille. La squadra di Allegri sembra un po in debito d'ossigeno, soprattutto nei suoi uomini migliori. Le grandi rimonte si sa, rischiano di stancare quando sono troppo lunghe. C'è ancora un buon margine dai viola però, che non va assolutamente sciupato. Sarebbe un peccato.

POSIZIONE 2: IL GRANDE CAMPIONATO DELLA FIORENTINA.

Il duro lavoro alla fine paga. E la Fiorentina ne è la testimonianza. Ha una sua filosofia di gioco, è la squadra che ha più punti rispetto allo scorso anno, diverte e fa divertire. Ora però si vuole togliere anche qualche soddisfazione. Già ritrovare l'Europa League sarebbe un gran traguardo. La Champions però è li a soli 4 punti, ed è lecito provarci. Il calendario è dalla parte dei viola, l'esperienza invece dalla parte del Milan. Il finale è ancora tutto da scrivere ma siamo sicuri che la Fiorentina darà battaglia fino all'ultimo.

POSIZIONE 1: JUVE, SCUDETTO IN CASSAFORTE.

La forza mentale della Juventus è impressionante. Dopo la doppia cocente batosta rimediata contro il Bayern Monaco ritrovare la forza per ripartire subito era difficile. Non per gli uomini di Conte. Vittoria autoritaria e meritata contro un avversario tosto come la Lazio. Dominatrice indiscussa degli ultimi due campionati. Se le altre big non si rinnovano passeggerà ancora per anni in Serie A. In Europa invece serve altro per stare al vertice, il gioco di squadra da solo non basta. Manca solo un grande giocatore, per il resto i bianconeri sono già a buon punto.