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giovedì 9 maggio 2013

I VERDETTI DELLA TRENTASEIESIMA GIORNATA DI SERIE A

Andiamo ad analizzare i temi più importanti della giornata di Serie A appena trascorsa.

5) IL SECONDO POSTO MATEMATICO DEL NAPOLI: Con la vittoria di Bologna è matematico l'accesso alla fase a gironi della Champions League. Juventus a parte i partenopei sono stati di gran lunga la migliore squadra del campionato. Non hanno tenuto testa alla Juve fino alla fine, ma quest'anno la squadra di Conte sembrava andare ad un altro ritmo per tutti. Allora è giusto che il Napoli si goda questo traguardo, raggiunto con merito. Chissà che il prossimo anno gli azzurri non si migliorino, al momento infatti sembrano gli unici che possono tenere testa alla Juve. A patto che si facciano acquisti importanti e non si facciano cessioni illustri, Cavani e Mazzarri su tutti.

4) LA FIORENTINA RITORNA IN EUROPA: Probabilmente non sarà Champions League (4 punti di svantaggio a 2 giornate dalla fine sembrano troppi) ma una cosa è certa: la Viola tornerà in Europa, per la gioia dei suoi tifosi. E' anche questo un traguardo meritato. La Fiorentina ha una idea di gioco solida, tanti buoni elementi ed un allenatore molto preparato. Per fare il salto di qualità mancano una prima punta importante ed un portiere di livello. Tutto ruota intorno alla cessione di Jovetic, grande talento, ma che quest'anno poteva fare molto di più. Forse i punti che mancano per la Champions li avrebbe dovuti portare il montenegrino. In ogni caso complimenti alla Fiorentina.

3) LA LOTTA SALVEZZA SEMBRA AVER TROVATO UNA VINCITRICE: Con il Siena spacciato ed  il Palermo quasi condannato sembra essere il Genoa la squadra che rimarrà nella massima serie. La matematica non c'è ancora, ma per stato di forma e calendario i rosanero ed i toscani hanno gia più di un piede nella serie cadetta. La squadra di Iachini paga una rimonta che, complice la penalizzazione, li ha fatti arrivare scarichi al momento decisivo, mentre l'undici di Sannino si è semplicemente svegliato troppo tardi. Gran parte della colpa qui è di Zamparini, che per il bene dei tifosi palermitani, è giusto che si faccia un'esame di coscienza per il modo scellerato di gestire allenatori e dirigenza.

2) ORMAI E' RIMASTA SOLO LA LOTTA PER IL QUINTO POSTO: Il primo e secondo posto sono stati assegnati. Il terzo probabilmente sarà del Milan ed il quarto sicuramente della Fiorentina. Tre squadre rimangono a giocarsi il quinto, l'ultimo disponibile per andare in Europa. C'è l'Udinese dei miracoli, attualmente quinta, e sicuramente la più in forma delle 3 (viene da 6 vittorie consecutive). C'è la Lazio, che sembra in ripresa dopo il calo accusato nel girone di ritorno, i biancocelesti si trovano 2 punti sotto i friulani, a quota 58. Appaiato all'undici di Petkovic (ma sotto per scontri diretti) c'è la Roma, la squadra con più qualità delle tre, ma anche quella più imprevedibile, capace di espugnare Firenze e poi perdere in casa col Chievo. Dovesse terminare cosi l'Udinese andrebbe in Europa League e l'ultimo posto se lo giocherebbero proprio Roma e Lazio nella finale di Coppa Italia. La vincitrice si prenderebbe la Coppa e l'Europa. Sarebbe una finale vietata ai deboli di cuore.

1) GLI EPISODI DI BERGAMO E LE LACRIME DI MICCOLI: Capita, anche in una sola serata di assistere a spettacoli contrastanti. Da una parte ci sono degli idioti che approfittano di una partita per regalare spettacoli indegni di rappresentare un qualsiasi sport. Conte e Denis che provano a calmare gli animi dei loro rispettivi tifosi sono l'immagine di un calcio che prende le distanze da questi cosidetti tifosi. Gli imbecilli esistono di tutte le fedi e ieri è toccato ad Atalanta e Juventus. Dall'altra parte c'è il lato bello di questo sport, si perchè la bellezza del calcio a volte sta anche in gesti che felici non sono. Fabrizio Miccoli che scoppia in lacrime dopo la sconfitta con l'Udinese, è il simbolo di un uomo che mette da parte per un attimo la sua posizione di privilegiato e si immedesima nel dolore che può provare ogni singolo tifoso rosanero, provandolo lui stesso in prima persona. Con tutti i soldi che girano in questo sport scene di attaccamento alla maglia come questa sono sempre più rare. Onore a Miccoli, giocatore e uomo vero...

mercoledì 8 maggio 2013

I CALCIATORI E LE DROGHE

Ogni tanto in tv vengono "beccati" calciatori più o meno famosi intenti a fumare una sigaretta.
L'ultimo caso, il più recente, è quello di Balotelli, multato dopo essere stato trovato in flagranza di reato all'interno del bagno di un Frecciarossa, mentre viaggiava alla volta di Firenze con squadra al seguito.
Sorte peggiore è toccata a Fabio Coentrao, terzino sinistro del Real Madrid, sospeso da José Mourinho dopo essere stato paparazzato con la sigaretta in bocca all'uscita di un locale. Non sono bastate infatti le scuse del giocatore ad evitare l'esclusione dalle prossime due partite in Liga.
Ora, è giusto punire i calciatori per un vizio, nocivo alla salute ovviamente, ma del tutto legale? Perchè non attuare lo stesso comportamento anche con l'alcool, di cui sicuramente si fa più abuso rispetto alle sigarette?
Prima degli Europei del 2012, Platini annunciò assoluta intransigenza nei confronti dei fumatori, garantendo pene alquanto severe.
"Caro Michael, proprio tu che fumavi anche durante l'intervallo delle partite di campionato? "
Si racconta che una volta l'avvocato Agnelli entrò negli spogliatoi durante l'intervallo di una partita importante e vide Platini che aspirava avidamente. L'Avvocato sorridendo gli chiese: " Platini, ma lei fuma durante l'intervallo di una partita?" "Avvocato, non si preoccupi se fumo io, l'importante è che non fumi Bonini, che deve correre anche per me".
Come dire, il bue che dice cornuto all'asino.
Trai tanti, annoveriamo nell'album "accaniti fumatori" Stefano Tacconi, storico protiere della Juve, Gigi Riva, che fumava circa 10-12 sigarette al giorno, il leggendario Socrates, che si narra fumasse addirittura due pacchetti al giorno, fino ai più recenti Zidane e Roberto Carlos.

Più rari sono invece i casi di giocatori che hanno ammesso di fare uso di droghe leggere:
fra questi Roberto Mancini, che ammise l'uso occasionale della cannabis. Lo stesso Mancini che ora rimprovera con durezza Balotelli perchè ogni tanto si concede una sigaretta.
In Italia anche Vialli confessò l'uso di droghe leggere, anche se il sospetto è che l'abbia fatto per non compromettere ulteriormente la posizione di Padovano, caro amico  e compagno di "giochi" di Vialli ai tempi della Juventus, giochi che a quanto pare coinvolgevano anche la cocaina.
Molto più diffusi i casi all'estero: nel 1995 Chris Armstrong fu trovato positivo alla cannabis, era il primo giocatore nella storia della Premier League. Per non parlare del colombiano  Medina, quattro volte positivo alla Cannabis, o del mitico Gino Coutinho, giocatore dell'Ado Den Haag, condannato a 240 ore di servizio alla comunità. Perchè?
Beh, il signor Coutinho nel tempo libero gestiva una vera e propria fabbrica di Cannabis, insomma, un professionista!
Per concludere, come non spendere due parole per  tutti quei giocatori che durante la loro carriera hanno fatto uso della  cocaina?
Nel 2013 un sondaggio del magazine brittanico Four Four Two, tra 100 calciatori inglesi professionisti, ha portato alla luce dati sconcertanti: almeno la metà ha ammesso , anonimatamente, di essere a conoscenza di giocatori che fanno uso abituale di droghe ricreazionali, tra cui spicca appunto l'uso di cocaina.
Il caso più famoso è sicuramente quello di Diego Armando Maradona, positivo alla cocaina e squalificato per 1 anno e due mesi. La stessa sorte è toccata al compagno di nazionale Claudio Caniggia.
In Italia possiamo vantare Mark Iuliano, positivo nel 2007, Jonathan Bachini, Francesco Flachi, Michele Padovano e Angelo Pagotto, promessa del calcio italiano squalificato per ben 8 anni nel 1999.
Molto toccante la biografia scritta da Walter Casagrande, calciatore brasiliano che militò anche nelle fila di Torino e Ascoli. Fin dagli inizi della carriera, Walter faceva uso di droghe, leggere e pesanti, ma fu dopo che terminò di giocare che toccò il fondo, come racconta lui stesso: "Mi sentivo tremendamente vuoto e cercavo rifugio nella droga, in una sola sera potevo sniffarmi tranquillamente 3 grammi di cocaina, iniettarmi una dose di ero, fumarmi una canna e bermi una bottiglia di tequila."
Cosa sarà mai una sigaretta ogni tanto?



















martedì 7 maggio 2013

L'ANGOLO DELLO SCOMMETTITORE


Al via la 36ª giornata di campionato, che si giocherà nell'ultimo turno infrasettimanale della stagione. Ad aprire il turno ci penserà la Roma che affronterà il Chievo nell'anticipo di martedì. I giallorossi non possono permettersi di perdere punti se vogliono conservare il 5º posto valido per l'Europa League. 5º posto insidiato dall'Udinese distante solo un punto. Gli uomini di Guidolin sono in forma smagliante, ma dovranno affrontare in trasferta il Palermo in cerca di punti preziosi per la salvezza. Altra sfida salvezza si giocherà a Torino, Torino-Genoa. I granata non passano un buon momento dal punto di vista dei risultati e sono stati risucchiati nella lotta per non retrocedere, ma non si può dire lo stesso dal punto di vista del gioco dato che anche nelle sconfitte gli uomini di Ventura hanno dimostrato di avere un'identità ben precisa; il Genoa invece vorrà dare seguito alla vittoria con il Pescara, ma sicuramente servirà molta sofferenza per raggiungere la salvezza. sfide semplici sulla carta per Napoli e Milan che cercano entrambe la sicurezza della qualificazione in champions e affronteranno rispettivamente Bologna e il già retrocesso Pescara. Interessante invece, anche se non importante per la classifica la partita tra Inter e Lazio, i nerazzurri non vincono dalla sfida con il Parma e hanno bisogno di punti, chissà se anche stavolta i "gemellati" biancocelesti le daranno una mano.
Chiudono la giornata Atalanta-Juve, Cagliari-Parma, Sampdoria-Catania e Siena-fiorentina.

Roma-Chievo:
Giocata sicura : 1
Giocata rischiosa : 1 primo tempo

Palermo-Udinese
Giocata sicura: Under 3,5
Giocata rischiosa: X

Torino-Genoa
Giocata sicura: 1X
Giocata rischiosa: X primo tempo

Pescara-Milan
Giocata sicura: 2
Giocata rischiosa: over 3,5

Cagliari-Parma
Giocata sicura: under 3,5
Giocata rischiosa: 1

Inter-Lazio
Giocata sicura: over 0,5 secondo tempo
Giocata rischiosa: 1

Atalanta-Juventus
Giocata sicura: over 1,5
Giocata rischiosa: X

Siena-Fiorentina
Giocata sicura: over 1,5
Giocata rischiosa : 2 primo tempo

Sampdoria-Catania
Giocata sicura: under 3,5
Giocata rischiosa: 1

Bologna-Napoli
Giocata sicura: gol ospite si
Giocata rischiosa: X

lunedì 6 maggio 2013

I VERDETTI DELLA TRENTACINQUESIMA GIORNATA DI SERIE A

Andiamo ad analizzare i 5 temi più importanti della giornata di Serie A appena trascorsa:

5) LA GIORNATA DEI BOMBER: Doppietta per Borriello e Di Natale, tripletta per Bergessio e Cavani, addirittura 5 gol per Klose in una sola partita. Giornata felice per chi possiede questi giocatori al fantacalcio, meno felice invece per le "difese" che li hanno dovuti affrontare. Per alcune squadre il campionato è gia finito e certi atteggiamenti difensivi ne sono la prova. A guadagnarci è inevitabilmente lo spettacolo. Le prossime giornate saranno più o meno sullo stesso tono.

4) LA LOTTA SALVEZZA E' UN AFFARE PER 4: Mentre il Siena sembra spacciato, per calendario e stato di salute non certo ottimale, il Palermo ed il Genoa se la giocheranno fino all'ultima giornata. Nella lotta per non retrocedere è entrato anche il Torino che, complice un crollo nelle ultime giornate, si ritrova solo con un punto di vantaggio sul Genoa. Mercoledi ci sarà lo scontro diretto tra i rossoblù ed i granata, e potrebbe approfittarne il Palermo in caso di pareggio. Una cosa è certa: chi vince ha un piede e mezzo in Serie A, tutto è ancora da decidere.

3) L'IMPORTANZA DEI TOP PLAYER: Due squadre si stanno giocando il terzo posto, ultimo piazzamento utile per andare in Champions. Sono il Milan e la Fiorentina, due compagini autrici di un grande campionato. I rossoneri hanno 4 punti di vantaggio, un enormità, mancando ormai solo 3 giornate. La Fiorentina ha dominato con la Roma, ha giocato meglio ma ha perso. E non è la prima volta nella stagione dei viola che questo accade. Il Milan invece ha vinto pur non giocando benissimo contro il Torino, grazie all'acuto del suo campione, Super Mario Balotelli. La differenza tra le due sta tutta qui: vincere anche giocando male è una prerogativa di chi vuole raggiungere certi traguardi. A volte certe partite si possono portare a casa anche grazie soltanto ad un acuto di un proprio campione. Ma uno come Balotelli a Firenze non ce l'hanno.

2) IL MERITATO BIS DELLA JUVENTUS: Scudetto ancora più meritato di quello dell'anno scorso. La Juventus è sembrata più matura, più consapevole dei suoi mezzi ed ancora più sicura di sè. Ha imposto un ritmo insostenibile per tutte. Squadre come Napoli, Lazio o Inter, identificate a turno come le "anti-Juve", non hanno saputo tenere testa nel lungo periodo alla corazzata di Antonio Conte. Già, Antonio Conte, l'uomo che in due anni ha riportato la Juve nei posti che le spettano, in vetta in Italia e tra le prime 8 d'Europa. Ora giustamente vuole garanzie, perchè riconfermarsi in Italia è possibile, ma andare in avanti in Europa è difficile senza grandi giocatori. Conte è uno che non si accontenta mai, dopo lo Stivale vuole conquistare anche il resto del continente. E' insaziabile, come la sua Juve.

1) L'INUTILE POLEMICA SUL NUMERO DEGLI SCUDETTI: Che siano 29 o 31, nessuno mette in dubbio che questo scudetto è stato meritato. Nonostante i numerosi appelli della FIGC di non esporre il numero 31, tifosi, giocatori e dirigenti della Juve hanno festeggiato mostrando quello che per loro è il reale numero degli scudetti. Una polemica tanto inutile quanto evitabile che da anni non fa che creare frizioni tra la Federcalcio e la Juventus. Non si tratta di stabilire chi ha ragione, si tratta soltanto di rispettare le regole e le istituzioni che fanno parte del mondo del calcio. Pur essendo a volte discutibile l'operato di alcuni organi sportivi non bisogna per questo motivo cercare di proteggere i propri interessi in barba alle regole, creando tra l'altro inutili polemiche.
Si parla tanto di cambiare il calcio, forse prima sarebbe opportuno un cambio di mentalità.

venerdì 3 maggio 2013

L'ANGOLO DELLO SCOMMETTITORE

Occhi puntati sulla Juve, a 4 giornate dalla fine il tricolore finirà nelle mani della squadra di Conte, bastra un pari con il Palermo.

LE PARTITE
Sabato ore 18.00 Chievo-Cagliari
Sfida tra squadre che non hanno più niente da chiedere al campionato. I Clivensi sono a quota 39 a +7 sul terz'ultimo posto, con una vittoria arriverebbe quasi la matematica. Sardi che invece hanno fatto un gran girone di ritorno assestandosi a quota 42 in piena centro-classifica. Occhio perché c'è il timore di un pareggio quanto meno "pilotato", speriamo che le squadre in campo smentiscano il pronostico dando vita ad una gara avvincente.
Giocata sicura: Under 3.5 ( 1.17 )
Giocata rischiosa: 2 ( 4.25 )

Sabato ore 20.45 Fiorentina-Roma
Big match di giornata.Al Franchi si affrontano la quarta e la quinta forza del campionato. I Viola sono nel loro momento di forma migliore ed ad un solo punto dal Milan terzo. C'è grande attesa per vedere se la squadra di Montella è effettivamente diventata grande e può ambire al sorpasso ma anche per Jovetic che ha un po deluso nelle ultime uscite. Roma che invece ha quasi perso le speranza per la Champions ma che dopo in 4 goal rifilati al Siena vuole continuare la striscia positiva e mantenere il quinto posto buono per l'Europa League, in attesa dell'attesissima finale di Coppa.

Giocata sicura: Goal ( 1.40 )
Giocata rischiosa: 1 ( 1.90 )

Domenica ore 12.30 Udinese-Sampdoria
La squadra più in forma del campionato ospita una che sembra essere andata inn vacanza troppo presto. L'Udinese di Guidolin viene da ben 4 vittorie consecutive ed ha conquistato il sesto posto che  potrebbe  consentire comunque l'ingresso in Europa League, la Roma, quinta, è a solo un punto, il miracolo potrebbe ripetersi. Samp che invece non è ancora matematicamente ed ha bisogno di un altro paio di punti, preoccupa molto il gioco ma anche la cattiveria persa, sono solo 3 i punti conquistati nelle ultime 7.

Giocata sicura: 1X ( 1.08 )
Giocata rischiosa: 1H ( 2.30 )

Domenica ore 15.00 Catania-Siena
Sfida molto interessante al Massimino. Il Catania ha perso ogni speranza europea ma cerca i 3 punti che mancano dal 17 marzo. Toscani che invece devono vincere a tutti i costi, Palermo e Genoa sono due lunghezze sopra ed il calendario propone partite molto difficili. Le malelingue hanno pronosticato una vittoria del Siena vista anche la rivalità tra Catania e Palermo, riteniamo che gli uomini di Maran faranno la loro partita e onoreranno la maglia che portano.

Giocata sicura:  Over 1.5 ( 1.28 )
Giocata rischiosa: 1 ( 2.10 )

Domenica ore 15.00 Genoa-Pescara
Altra sfida fondamentale per la salvezza. Il Pescara è ormai condannato alla serie B, anche vincendo potrebbe arrivare la matematica. Il Genoa non ha scelta, deve vincere. Nella sfida a 3 con Siena e Palermo ha il calendario più semplice ma il gioco non convince nonostante la vittoria di Verona della scorsa settimana. In dubbio Borriello, la sua presenza è fondamentale per il Grifone.

Giocata sicura: 1 ( 1.20 )
Giocata rischiosa : XPT ( 2.80 )

Domenica ore 15.00 Juve-Palermo
La partita del tricolore nel giorno più bello della storia bianconera. La Juve vuole festeggiare il 29 scudetto proprio il 5 maggio, giorno tanto caro agli Juventini. Per farlo basterà un pareggio anche se Conte non si accontenterà mai di un punto, sia perchè tutti vogliono festeggiare con una vittoria sia perchè con 4 vittorie supererebbe il record di Lippi. Molti però fanno i conti senza l'oste, la Juve affronta il Palermo, una delle squadre più in forma e che non può perdere punti. I rosa ad oggi sarebbero salvi ma il calendario è complicato, di certo non saranno la vittima sacrificale della  Juventus ma cercheranno di fare la loro partita. Recuperato anche Ilicic , 5 goal per lui nele ultime 5, rovinare la festa juventina è il sogno dei tifosi.

Giocata sicura: 1 ( 1.45 )
Giocata rischiosa: X ( 3.50 )

Domenica ore 15.00 Lazio-Bologna
All'Olimpico i Bianocelesti cercano una vittoria che manca dal 30 marzo ( 2-1 con il Catania ). La Lazio nel girone di ritorno ha raccolto la miseria di 13 punti e vede l'Europa allontanarsi. Sebbene ci sia ancora una finale di Coppa Italia da disputare la Lazio deve tornare a vincere in campionato per salvare la stagione. Bologna ormai praticamente salvo, che  viene da ben 5 pareggi di fila, difficilmente ci sarà il sesto.
Giocata sicura: 1 ( 1.60 )
Giocata rischiosa: Somma goal 3 ( 3.25 )

Domenica ore 15.00 Milan-Torino
Match importantissimo per l'economia del campionato. Il Milan di Allegri ha bisogno di vincere per mantenere il punto di vantaggio sulla Fiorentina e dunque il terzo posto sperando anche in un favore della Roma. Allegri punta tutto su Balotelli ma perde Montolivo fino a fine stagione. Contro ci sarà un Toro battagliero che non può più permettersi di perdere. Il vantaggio sul terz'ultimo posto è di soli 4 punti ed il rischio di trovarsi invischiati nella lotta per non retrocedere è serio.

Giocata sicura: 1 ( 1.25 )
Giocata rischiosa: Over 3.5 ( 2.30 )

Domenica ore 15.00 Parma-Atalanta
Sfida che ha poco da dire. Entrambe sono salve e sembrano già pensare alla prossima stagione. Parma che deve ritrovare il goal che manca da 4 partite, mentre l'Atalanta cerca la vittoria che possa dare la matematica. Anche in questo caso siamo certi che entrambe giocheranno per vincere senza scrupoli.

Giocata sicura: 1X ( 1.08 )
Giocata rischiosa:  1 ( 2.60 )

Domenica ore Napoli-Inter
Sfida mai banale quella tra Partenopei e Neroazzurri. Al Napoli manca solo la certezza del secondo posto per coronare un grande anno mentre a Cavani mancano solo 2 goal per fare 100 in azzurro, occhio che potrebbe festeggiare già domenica. Inter che ormai non sembra poter arrivare in Europa League ma che ci crede e spera di recuperare uomini chiave come Palacio e Guarin. Una vittoria a Napoli rilancerebbe gli uomini di Strama verso l'Europa.


Giocata sicura: Over 1.5 1.18
Giocata rischiosa: X ( 4.65 )





giovedì 2 maggio 2013

MODELLO TEDESCO E STANDING AREAS: IN PIEDI SI VINCE

E così nella partita più importante dell’anno, la finale di Coppa Campioni, che si terrà per la seconda volta in 3 anni a Wembley il 26 maggio si sfideranno le due regine della BundesLiga: Borussia Dortmund e Bayern Monaco. Il risultato è sorprendente e nessuno avrebbe mai potuto prevedere un epilogo simile alla vigilia delle semifinali appena disputate. Le squadre tedesche infatti partivano entrambe sfavorite nei pronostici, affrontavano rispettivamente gli “extraterrestri” del Barcellona e i “Galacticos” del Real.
Il bilancio dei due "doppi-confronti" è schiacciante: il calcio tedesco ha dominato senza discussioni, in barba al “re mida” mourinho, in barba al “tiqui taca” e ai vari fenomeni Messi, Cristiano Ronaldo, Iniesta etc.  I motivi di questo dominio sono  tanto svariati quanto noti all’opinione pubblica e si rifanno tutti ad un unico denominatore comune: VISIONE A LUNGO TERMINE!
Un aspetto che però è rimasto in ombra ma che meriterebbe più attenzione è l’utilizzo delle standing areas negli stadi tedeschi. Che cosa sono le standing areas? Leggendo su internet troviamo la seguente definizione “ La standing area è un concetto di tribuna che consente ai tifosi di assistere in piedi al match. Queste zone sono situate dietro alle porte, dove spesso trovano spazio i tifosi più accesi; sono economiche e quindi facilmente accessibili ai giovani.
In passato erano molto usate nel Regno Unito ed in Irlanda, ma furono poi sostituite a causa della scarsa attenzione che veniva riservata alla loro sicurezza. Oggi stanno facendo la loro ricomparsa, soprattutto negli stadi tedeschi, con modifiche ed adattamenti strutturali che garantiscono la sicurezza degli spettatori.”
Detta così sembra un aspetto marginale ma il lasciar assistere in piedi la partita ai propri tifosi porta numerosi vantaggi.
In primo luogo permette di rendere i prezzi dei tagliandi accessibili a tutti, sia ai giovani che alle classi meno abbienti , e quindi di riempire quasi sempre lo stadio.
In secondo luogo nei settori in cui si può assistere in piedi, la capienza aumenta del 30% rendendo così il tifo più coinvolgente e l’atmosfera più entusiasmante.
A chi invece muove delle critiche in ambito della sicurezza possiamo rispondere che le standing areas che si trovano negli stadi tedeschi hanno tutte superate svariati test di sicurezza e in alcuni casi sono molto più sicure delle tribune tradizionali nelle quali alle volte si rischia di farsi male inciampando su un seggiolino durante un'esultanza.
Prendiamo per esempio il Borussia Dortmund: nell’ultima stagione, ogni singola partita al Westfalenstadion è stata seguita in media da 80mila persone: più alta di quella del Camp Nou, lo stadio dove gioca il Barcellona, e di quella dell’Old Trafford, dove gioca il Manchester United. Lo stadio ha una capacità di 80.552 posti. In tribuna sud la capacità è di 24.454 posti, tra le varie gradinate di cemento. Il parallelo con gli altri campionati in questo campo è impietoso:  ad esempio la prima partita in casa del Chelsea (Chelsea-Newcastle) , che in quel momento era neo campione d'europa, si è disputata di fronte a poco meno di 40mila spettatori, tutti rigorosamente seduti, e il costo minimo dell'abbonamento era di 750£, mentre il primo incontro disputato dal Borussia Dortmund al Westfalenstadion era assistita da poco meno di 79mila spettatori di cui il 60% con posto in piedi, e il costo minimo dell'abbonamento era di 180€. La differenza sta proprio qui, perché da una parte in Inghilterra si è scelto in nome della sicurezza di costruire stadi più piccoli, di abbandonare le gloriose scalinate aumentando vertiginosamente i prezzi, rendendo il calcio uno sport d'élite non accessibile a tutti. Dall'altra in Germania si è scelta la strada opposta dando la possibilità a tutti di seguire la partita, aumentando la capienza e diminuendo i prezzi, creando allo stesso tempo un'atmosfera di tifo entusiasmante.
Per questo a mio parere, per rilanciare il nostro calcio ormai in disparte nei grandi palcoscenici europei, le istituzioni sportive dovrebbero attuare le standing areas anche negli stadi italiani, perché se vogliamo risorgere è proprio ai tifosi che dovremmo chiedere una mano.
Modello tedesco docet... in piedi si vince!

MICHELE NOCE

AUF WIEDERSEHEN MOURINHO

Auf wiedersehen José. Ebbene si, ora lo possiamo dire, il grande Mou, lo special One, l'allenatore più pagato al mondo, ha fallito.
Non è arrivata la tanto agognata "decima", ma una cocente eliminazione per mano di uno splendido Borussia Dortmund.< br /> Il 28 aprile 2010, nella conferenza stampa che precedette la semifinale di ritorno contro il Barcellona( all'epoca era l'allenatore dell'Inter) Mou disse " per noi è un sogno, per loro un'ossessione."
Da quando è l'allenatore del Real Madrid i ruoli si sono invertiti: infatti per i Blancos la coppa dalle grandi orecchie è diventato un vero e proprio chiodo fisso, un tormento continuo, un'ossessione, proprio come per il Barcellona del 2010. E la storia insegna che il sogno sconfigge l'ossessione, proprio come Klopp e il suo Borussia hanno fatto. Oltre alla netta supremazia dal punto di vista del gioco, i tedeschi si sono distinti per la leggerezza con cui hanno giocato a calcio. Dall'altra parte è apparso un Real molto più pesante, prevedibile, confusionario, un'accozzaglia di campioni disconnessi fra loro.
José Mourinho è uno dei più grandi personaggi che la storia del calcio abbia mai conosciuto. Ha fatto sempre parlare di sè, nel bene e nel male. Puoi amarlo o odiarlo, dicevano.
Ma anche chi ama José non può non rendersi conto che la sua avventura al Real Madrid è stata quasi del tutto fallimentare: una Liga, una Copa del Rey ed una Supercoppa Espanola, questo il misero bottino delle Merengues, eliminati per tre volte negli ultimi tre anni in semifinale di Champions.
Anche dal punto di vista del gioco il Real non è mai stato sfavillante in mezzo al campo, ma si è sempre affidato alla giocata dei singoli. Questo è il vero peccato mortale di Mou, quello di non essere riuscito a costruire una Squadra.
Non ha funzionato questa volta la tattica usata con successo in Italia e in Inghilterra, lo "scudo Mou" a Madrid è diventato pieno di crepe, crepe difficili da riparare e risanare, crepe profonde che hanno portato allo sfaldamento dello spogliatoio, con i fedelissimi dello Special One da una parte, e il gruppo di ribelli, guidati da Ramos e Casillas, dall'altra.
Dieci minuti di grande cuore su centottanta sono davvero poca cosa, e sarebbe stato più che ingiusto se il Real si fosse qualificato per la finale di Wembley. E lo sapeva anche Mou, che sul 2-0 non si è scomposto più di tanto, e forse, sotto sotto, sapeva anche lui di non meritare la qualificazione.
Ora l'allenatore "speciale" fa le valigie, destinazione Londra, dove c'è chi lo ama.


Caro Mou
mi ricordi un bambino spaventato, il quale, dopo essere stato lontano da casa, vuole soltanto riabbracciare la mamma.
E allora torna José, torna a casa, in fondo nella vita tutti abbiamo bisogno di un pò d'amore.