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mercoledì 10 aprile 2013

GENOA, SIENA E PALERMO: UNA POLTRONA PER TRE

A 7 giornate dalla fine del campionato la lotta più emozionante non è quella per lo scudetto, la Juve è a +9 sul Napoli e ha mezzo tricolore in tasca, ne quella per il 3 posto, il Milan è a +6 sulla Fiorentina ed ha una continuità di rendimento che gli permette di guardare più verso il Napoli secondo che verso i Viola, bensì la lotta per non retrocedere.
Sono 3 le squadre invischiate: Siena,Palermo e Genoa, tutte a quota 27. Una di queste si salverà, per le altre due sarà serie B in compagnia del Pescara che sembra ormai spacciato.
Ognuna di queste ha un vantaggio sulle altre. Il Palermo può contare sul fattore psicologico e su una cattiveria ritrovata con le ultime due vittorie, il Siena sulla classifica, ha infatti gli scontri diretti a favore, e sull'abitudine della piazza a lottare per quest'obiettivo mentre il Genoa su una rosa fondamentalmente migliore ed un ottimo calendario. Ma analizziamo la situazione in modo più dettagliato.

SIENA: In Toscana in realtà i punti effettivi sono 33, ma con la penalizzazione di sei punti la salvezza è tutta da conquistare. A livello mentale potrebbe dare una grande mano ai giocatori senesi, il fatto di essere superiori, almeno per la classifica effettiva, alle altre due. Altro punto a favore degli uomini di Iachini sono gli scontri diretti. Il Siena è in vantaggio sia con Genoa che Palermo, può dunque anche puntare ad arrivare quantomeno pari alle altre, nei 4 scontri due vittorie ed due pareggi.
Il calendario propone due partite facili da non sbagliare, il Pescara all'Adriatico ed il Chievo in casa, poi 5 partite difficilissime: Roma,Catania,Fiorentina,Napoli e Milan con due sole partite in casa. Vincere le prossime due è fondamentale per arrivare con un buon vantaggio prima del rush mortale.

GENOA: A Genova l'aria che si respira non è delle migliori. Dopo l'arrivo di Ballardini la situazione sembrava essersi raddrizzata ma con 2 punti nelle ultime sei per il Genoa si sono riaperte le porte dell'Inferno. L'ambiente è ovviamente demoralizzato ed i tifosi reputano Ballardini ma sopratutto Preziosi i fautori di questa debacle. La squadra è comunque forte, più forte delle altre due. L'atttacco è di primo livello con due arieti come Borriello e Immobile, se girano loro e specialmente il primo la salvezza potrà essere raggiunta. Domenica c'è il derby, sarà già uno spartiacque fondamentale sia per la classifica che per il morale. Dopo il calendario è il migliore possibile: Atalanta,Chievo,Pescara,Torino,Inter e Bologna. Se gioca con la cattiveria giusta tutte le partite sono alla portata di mano.

PALERMO: Miracolo a Palermo, è tornato l'entusiasmo ma sopratutto si è riaccesa la speranza. Dopo che gli uomini di Sannino sembravano spacciati, con il ritorno dell'allenatore che aveva iniziato la stagione i rosanero hanno conquistato 6 punti nelle ultime due partite con Roma e Sampdoria rimettendosi in carreggiata per la lotta-salvezza. L'ambiente è molto carico, sia la squadra che la piazza ci credono e domenica contro il Bologna è previsto il tutto esaurito per conquistare la terza vittoria di fila. Il futuro dei rosa dipenderà molto dal rendimento di un giocatore, quell'Ilicic che domenica a Genova ha letteralmente spaccato in due la partita, segnando uno dei goal più belli dell'anno. Se gioca come sa nulla è impossibile. Il calendario è però l'antagonista principale, dopo il Bologna c'è il Catania,Inter,Juve,Udinese,Fiorentina e Parma. Le quattro partite in casa sono fondamentali per rimanere nella massima serie.

P.S. Non abbiamo inserito il Pescara nell'articolo perché si trova a 21 punti ma occhio a darla per morta, due settimane fa dicevamo lo stesso del Palermo.

Un solo posto per salvarsi, 3 squadre a contenderselo, una lotta da seguire domenica dopo domenica.....

martedì 9 aprile 2013

I 5 VERDETTI DELLA TRENTESIMA GIORNATA

Ecco i 5 verdetti che ha emanato questa giornata, dentro e fuori dal campo, in rigoroso ordine di importanza:

POSIZIONE 5: L'AVVINCENTE LOTTA PER NON RETROCEDERE

E' quella per la permanenza in Serie A la lotta più avvincente del campionato. Genoa, Palermo e Siena sono tutte a 27 punti. I rossoblù hanno più qualità individuali, il Siena più organizzazione, il Palermo tanta rabbia e qualche giocata delle sue punte. Non c'è una favorita, qui si salva chi ci crede di più fino all'ultimo minuto dell'ultima partita. Ne rimarrà solo una nella massima serie.

POSIZIONE 4: LA LOTTA PER LA CHAMPIONS NON E' DEL TUTTO FINITA

Mentre per la lotta scudetto ormai manca solo l'aritmetica, in quella per l'Europa, nonostante il +6 del Milan sulla Fiorentina è ancora tutto da decidere. I rossoneri hanno un calendario difficilissimo e per le prossime 3 giornate dovranno fare a meno di Balotelli. I viola giocano bene e dietro anche la Lazio ci crede mentre Roma ed Inter sembrano più staccate. 6 punti sono tanti ma anche i 2 gol di vantaggio del Milan contro la Fiorentina lo erano. In un campionato equilibrato come il nostro le rimonte sono sempre dietro l'angolo. Staremo a vedere come finirà.

POSIZIONE 3: SAMP-PALERMO, UNA SCONFITTA SOSPETTA

Rivedere il secondo tempo di Sampdoria-Palermo è come rivedere un film di cui già si sa la trama e di cui già si conosce il finale. L'immobilità sospetta con cui i doriani permettono ad una rivale del Genoa nella lotta alla salvezza di espugnare Marassi ci rende partecipi di cose che tutti sanno ma di cui nessuno parla. Ovviamente in questo caso è capitato alla Sampdoria, ma verso fine campionato squadre fin troppo arrendevoli sono all'ordine del giorno. La mentalità dell'aiutino è qualcosa di ormai fin troppo radicato nel nostro paese, nel calcio e non solo. Povera Italia.

POSIZIONE 2: LA MEDIOCRITA' DEGLI ARBITRI E DIRIGENTI ITALIANI

Questa giornata ci mette di fronte a cose che già sapevamo. Non solo dal punto di vista calcistico, ma anche dal punto di vista arbitrale ormai il nostro è un campionato mediocre. Arbitri inadeguati, senza personalità, coadiuvati, se così si può dire, da guardalinee e giudici di porta ancora più inadeguati. Andrebbe però spiegato a Moratti e a tutti gli altri dirigenti piagnoni del nostro campionato che l'immensa inettitudine dei nostri direttori di gara non va confusa con la buona fede. La sudditanza c'è e c'è sempre stata ma i complotti che si millantano, volti a favorire determinate squadre, sono solo illazioni senza senso. Se i nostri arbitri sono mediocri, i nostri dirigenti lo sono ancora di più.

POSIZIONE 1: LE FOLLI AGGRESSIONI PRE-DERBY

Gli scontri di ieri prima del derby capitolino ci ribadiscono ancora una volta che la mamma dei cretini è sempre incinta e che gli idioti esistono indipendentemente dalla fede e dai colori. Sempre che queste persone possano essere considerati dei tifosi. Ora tutti s'indigneranno, grideranno alla vergonga e tra pochi giorni ritornerà tutto come prima. Al prossimo derby succederanno le stesse cose seguite dalle stesse identiche polemiche. Le autorità esprimeranno il proprio disappunto, ma nessuno farà nulla di concreto, in perfetto stile itaGliano. Ieri è morta Margaret Thatcher. E' stata un primo ministro inglese che è riuscita a sconfiggere il fenomeno hooligans e che ha trasformato gli stadi inglesi (che prima erano i più pericolosi al mondo) in strutture sicurissime e senza barriere, dove chiunque può assistere ad una partita col proprio figlio senza rischiare un accoltellamento. Tutto questo l'ha fatto con riforme semplici e chiare. Più semplici e chiare anche delle tesserine del tifoso. Modello inglese docet.


venerdì 5 aprile 2013

L'ANGOLO DELLO SCOMMETTITORE

Mancano solo 8 giornate alla fine del campionato, se per lo scudetto la Juve sembra avere un vantaggio sufficiente, la lotta per l'Europa e quella per non retrocedere sono ancora apertissime.

LE PARTITE

Sabato ore 18.00
JUVE-PESCARA
Dopo la sconfitta di Monaco vediamo come reagirà la juve, sopratutto sul piano emotivo. La batosta e stata pesante sopratutto per l'autostima ma nulla e perduto, lo scudetto e ad un passo e c'è ancora il ritorno. Conte ha previsto un ampio turnover, in vista di mercoledì. Per il Pescara il campionato sembra quasi finita, ultimo e quasi senza speranza, solo un miracolo può salvarla.
Giocata sicura: 1 ( 1.15 )
Giocata risciosa: Goal ( 2.35 )

Sabato ore 20.45
Bologna-Torino

Al Dall'Ara si affrontano due squadre ad un passo dalla quota 40.
Il Bologna naviga a quota 36 in acque sicure ed in casa può contare su un pubblico caldo. Toro che esprime un ottimo calcio e nelle ultime due ha sconfitto la Lazio e messo in grande difficoltà il Napoli.
Giocata sicura: 1X ( 1.23 )
Giocata rischiosa: 1 ( 2.00 )

Domenica ore 12.30
Fiorentina-Milan
Ecco la partita della verità per il 3 posto. Per gli uomini di Montella l'imperativo e vincere. La Viola e infatti a meno 6 dallo stesso Milan e solo con i 3 punti può sperare in un piazzamento champions. Milan che nel 2013 non ha mai perso ed ha un rendimento da scudetto. Occhio perché con una vittoria il terzo posto e quasi in ghiaccio!
Giocata sicura: OVER 1.5 ( 1.27 )
Giocata rischiosa: 2 ( 2.50 )

Domenica ore 15.00
Catania-Cagliari
Il Catania, in lotta per l'Europa, ospita il Cagliari. Gli uomini di Maran sono distanti dal 5 posto 5 punti, pesano le rimonte subite da Inter e Lazio ma la speranza e l'ultima a morire. Il Massimino e una fortezza.
Cagliari ormai praticamente salvo grazie ai 3 punti ottenuti contro la Fiorentina.
Giocata sicura: 1X ( 1.21 )
Giocata rischiosa: SOMMA GOAL FINALE 3 ( 3.25 )

Domenica ore 15.00
Sampdoria-Palermo
Match interessante a Marassi. Il Palermo si gioca le sue ultime carte per salvarsi, dopo la buona vittoria della Roma solo i 3 punti farebbero speranza ai rosa. Samp che sembra ormai aver raggiunto l'obiettivo salvezza ma guai a darla per battuta. Settimana prossima c'è il derby, la concentrazione potrebbe essere altrove.
Giocata sicura: Under 3.5 ( 1.20 )
Giocata rischiosa: 2 ( 3.60 )

Domenica ore 15.00
Siena-Parma
Discorso simile a quello fatto per Samp-Palermo. Una squadra con disperato bisogno di punti il Siena, contro una ormai salva, il Parma. Il fattore campo favorisce non poco i toscani che tra le mura amiche hanno ottenuto ottimi risultati. Il Genoa gioca a Napoli, potrebbe esser la grande occasione del sorpasso.
Giocata sicura: Under 2.5 ( 1.65 )
Giocata rischiosa: X ( 3.00 )

Domenica ore 15.00
Udinese-Chievo
Match tra squadre che hanno ormai poco da chiedere al campionato. L'Udinese non ha ripetuto i sorprendenti risultati delle ultime stagioni ma ha dato prova di essere sempre tra le prime 8 forze del campionato. Chievo a quota 35 e quasi salvo, basta poco occhio a non deconcentrarsi.
Giocata sicura: goal squadra casa ( 1.15 )
Giocata rischiosa: XH ( 3.25 )

Domenica ore 20.45
Inter-Atalanta
I nerazzurri non possono permettersi un altro passo falso. Per gli uomini di Strama e fondamentale continuare sulla scia della vittoria di mercoledì, senza però il suo miglior uomo Palacio , infortunato. Atalanta che aspetta solo la matematica salvezza e poi potrà festeggiare. Uno scherzetto all'Inter è il sogno di tutti però...
Giocata sicura: 1 ( 1.70 )
Giocata rischiosa: No goal squadra ospite ( 2.25 )

Domenica ore 20.45
Napoli-Genoa
Partita da non perdere. La differenza di punti e tanta, ma il Napoli ha bisogno dei 3 punti per tenere a distanza il Milan e non lasciar scappare la Juve. Contro però ci sarà un Genoa in piena lotta per non retrocedere, sopra di un punto solo sul Siena, che giocherà con il coltello tra i denti.
Giocata sicura: 1 ( 1.35 )
Giocata rischiosa: OVER 3.5 ( 2.80 )

Lunedì ore 20.45
Roma-Lazio
Eccola qui la partita più attesa della giornata. Nella capitale la febbre-derby è altissima. La Roma gioca in "casa" e dovrà fare a meno di Osvaldo, squalificato, ma ritrova Destro. Andreazzoli riconfermerà il modulo di Palermo con Totti centroavanti, siamo sicuro che la prestazione sarà di ben altro tipo rispetto a quella della settimana scorsa. La Lazio viene dalla sconfitta nei quarti di Europa-League contro il Fenerbache. In una settimana i bianco celesti affronteranno Roma, Fenerbache e Juve., 3 partite decisive per il proseguo della stagione. Petkovic ritrova Klose e si affida ad hernanes per vincere quello che sarebbe il 4 derby di fila.
Giocata sicura: GOAL ( 1.60 )
Giocata rischiosa: X ( 3.50 )

giovedì 4 aprile 2013

TONY WATT: DAI PARCHETTI DI GLASGOW ALLA CHAMPIONS LEAGUE

La storia di Tony Watt ha quasi del surreale. Se proviamo ad immaginarla viene più da pensare ad una bella trama per un film che ad una vicenda vera. Come molti bei film le scene che ci fanno più emozionare spesso nella vita di tutti i giorni sono difficili da realizzare se non impossibili. Nella vita e nel calcio soprattutto ci sono treni che non ripassano più. O li prendi la prima volta o li perdi per sempre. Tony nasce alla fine del 1993, il 29 dicembre per l'esattezza. Coltiva la sua passione per il calcio nei campetti cittadini di Glasgow, giocando con gli amici, come tutti i ragazzi. La sua carriera comincia ufficialmente nell Ardirie, squadra nella quale viene preso dopo aver risposto ad un annuncio per un provino su un quotidiano locale. Eccolo il primo treno che Tony non si è fatto sfuggire. Ogni volta che viene mandato in campo infatti macina gol, regala vittorie alla sua squadra, è sempre pronto e decisivo. Segna, segna e segna ancora. Con l'under 17, con l'under 19 o con la prima squadra, per lui non c'è differenza. Ha un rapporto speciale con il gol ed in tanti cominciano a notarlo. Primo su tutti il suo allenatore, Jimmy Boyle, che mette una buona parola con quelli del Celtic, che si fidano e prendono in squadra Watt. Ora Tony è arrivato nel team più prestigioso del suo paese, la squadra del cuore sua e dei suoi genitori. Si allena con i suoi miti. Vuole dimostrare a tutti le sue qualità ma per farlo deve saper cogliere l'attimo. La concorrenza per una maglia da titolare in attacco è agguerrita e lui è l'ultimo arrivato. Gioca la sua prima partita contro il Motherwell entrando dalla panchina e siglando incredibilmente una doppietta in soli 5 minuti di gioco. Un altro treno preso al volo. Alterna partite con il settore giovanile e con la prima squadra. Cambia categoria ma i risultati non mutano. Tony segna gol a grappoli, nella giovanili è titolare inamovibile, nella prima squadra è ormai una super riserva che entra e sa essere decisivo anche con pochi minuti a disposizione. Il Celtic vola, è primo in classifica, anche grazie alle sue reti. Qualcuno potrebbe obiettare però che in Scozia il livello del campionato è talmente basso che potrebbe segnare chiunque. La Champions League per fare un esempio è tutta un'altra cosa. E proprio in Champions accade l'inverosimile. E' il 9 novembre ed il Celtic ospita il Barcellona nella quarta giornata della fase a gironi. In Spagna è finita 2-1 per i blaugrana, con un gol beffa di Jordi Alba praticamente a tempo scaduto. E' una sconfitta che brucia, e nella bolgia del Celtic Park gli scozzesi cercano una rivincita. La partita si mette subito bene. Segna Wyanama per i biancoverdi. Da li in poi però è un monologo spagnolo. Con la forza del possesso palla i catalani chiudono nella propria metacampo i padroni di casa. E' un assedio. Foster, il portiere del Celtic, è però in una serata super, para tutto, anche l'impossibile. Finisce il primo tempo, inizia la ripresa ma la musica non cambia. Il Celtic resiste ma ogni volta sembra ad un passo dal capitolare. A dieci minuti dal termine però l'allenatore degli scozzesi manda in campo Watt per sfruttare la sua velocità in contropiede. Tre minuti dopo la difesa allontana palla. Il rinvio diventa un assist d'oro per Watt che va via in velocità a Piquè e sigla il gol del 2-0. E' un momento incredibilmente bello. Un ragazzo di 18 anni ha segnato il gol del 2-0 alla squadra più forte del mondo. Lo stadio è in delirio e il ragazzo ci mette un pò a rendersi conto di ciò che ha fatto. Nel recupero Messi sigla il gol del 2-1 per i catalani, ma è troppo tardi. I biancoverdi hanno vinto una partita storica contro il Barcellona che è riuscito a perdere pur avendo il possesso palla per l'85% del tempo. Nella storia ci entra anche Watt, diventato il più giovane di sempre nella storia del Celtic a siglare un gol in Champions League. E' stato ancora una volta decisivo entrando dalla panchina, stavolta contro la squadra più forte al mondo, non contro una qualsiasi squadra scozzese. D'altronde questa è la sua vita. Una vita in cui fino adesso non si è fatto mai sfuggire nessun occasione. Ha sempre colto l'attimo, non ha mai perso i treni che la vita gli ha fatto passare davanti. La storia di Tony è la dimostrazione che la realtà, quando ci si mette, è di gran lunga in grado di superare la nostra fantasia.

mercoledì 3 aprile 2013

BAYERN-JUVE: UN INCUBO BIANCONERO

Poco, quasi niente da salvare. E' il verdetto impietoso che ci restituisce questa partita d'andata dei quarti di finale. Una Juve irriconoscibile, a tratti anche inguardabile, evento quanto mai raro nell'ultimo anno e mezzo, è stata messa in ginocchio da una squadra che ha dimostrato di essere più forte.
Certo, c'è ancora il ritorno, c'è ancora spazio per la speranza, e il risultato di stasera lascia ancora spiragli per la qualificazione alle semifinali, ma se il Bayern scenderà in campo con lo stesso spirito c'è poco da fare.
L'impegno di per sè era già molto complicato, ora la non-prestazione di stasera l'ha reso un ostacolo quasi insormontabile.
E' scontato dirlo, ma un gol preso dopo 28 secondi mette in ginocchio qualsiasi squadra. E infatti la Juve ha passato un iniziale, e comprensibile momento difficile. Quando questo momento si protrae dal primo all'ultimo minuto, bisogna farsi qualche domanda.
E' una battuta d'arresto molto pesante per i bianconeri, soprattutto dal punto di vista psicologico. Il morale alto dovuto alla vittoria nel derby d'Italia lasciava presagire ben altri scenari riguardo al match di ieri sera, previsioni evidentemente troppo ottimistiche. La Gazzetta consigliava di attaccare il Bayern al centro, invece è stato il Bayern a colpire la Juve nella sua parte migliore. I continui inserimenti di Muller e Schweinsteiger hanno costretto i due interni Juventini ad una partita di totale sacrificio. Tralasciando la partita immensa di Ribery e Robben, panchinaro d'eccezione, mi ha stupito la fisicità dei due centrali tedeschi: giocando tutta la partita vicini agli attacanti juventini, sono stati abili nel non concedere spazi e hanno svettato tranquillamente nel gioco aereo. L'unica azione dega di nota da parte dei bianconeri è architettata alla vecchia maniera: inserimento di Lichsteiner e scarico per Vidal: conclusione centrale, troppo poco per impensierire uno come Neuer. 
La sconfitta della Juve deve far riflettere, non solo un tifoso juventino, ma tutti i tifosi d'Italia. Perchè evidenzia la mediocrità del campionato italiano, un campionato che oramai non può più essere considerato un metro di paragone accettabile. Se la Juve vince senza neanche troppa fatica a San Siro contro l'Inter, e poi viene schiantata dal Bayern Monaco in questo modo, allora significa non solo che l'Inter non è il Bayern( questo lo si sapeva già), ma anche che il divario tra le competizioni europee e il campionato è diventato quasi incolmabile.
Abbiamo giustamente esaltato Conte in questi mesi, perchè pareva avesse costruito una macchina perfetta. E in effetti, bisogna dargliene atto, questa macchina esiste, funziona e ha ingranaggi ben oliati, schemi precisi, feeling tra i giocatori,titolari e panchinari. Ma se poi la macchina si inceppa sul più bello, allora qualcosa non va. 
Credo comunque che mercoledì prossimo vedremo una partita diversa, sono sicuro che Conte riuscirà a trasmettere la grinta e la voglia di vincere che lo ha sempre contraddistinto, e da giocatore, e da allenatore a tutta la squadra(cosa che purtroppo non è riuscito a fare ieri). 
Peseranno le assenze di Vidal e Lichsteiner, ma fino ad un certo punto. Quello che conta è la testa. E se la testa di Tutti i giocatori bianconeri sarà completamente focalizzata sulla vittoria, sono sicuro che la Juve ci offrirà una grande prestazione, e mi auguro che sia sufficiente per ribaltare il risultato.
Forza ragazzi, è l'ora di dimostrare se si è diventati grandi per davvero.

Marco Cesario






JUVENTUS: TOP PLAYER? NO TOP BOMBER

Se qualcuno avesse registrato il termine “top player” presso il copyright, a quest’ora sarebbe milionario.
Difatti, da due anni a questa parte, quest’espressione è diventata un vero e proprio tormentone, per il calcio italiano in generale, ma soprattutto per la Juventus. 
Da quando la squadra di Conte ha iniziato ad avere qualche problema in attacco, i bianconeri sono stati “perseguitati” dai media, che li accusavano di non avere un uomo alla “Ibrahimovic”, che, nel momento del bisogno, potesse vincere una partita da solo. 
L’estate passata la caccia a questo tipo di giocatore da parte di Marotta e Paratici è stata bloccata dai milioni dello United, facendo così in modo che Conte al posto di Van Persie, si trovasse fra le punte Nicklas Bendtner. Più che un rinforzo un uomo in meno. 
Questo implica che il termine “top player” continuerà a tormentare tutti, ancora e ancora. Infatti già i giornali ricominciano a sparare nomi per l’attacco della Vecchia Signora. Suarez e Sanchez sono i più caldi, Jovetic rimane il sogno, e molti altri passano ancora inosservati.
Ma serve veramente questo “super giocatore”?
La risposta è più complicata di un semplice si o no.
Da mesi ormai Conte e la società vanno dicendo in pubblico che la vera chiave della squadra è il gruppo, ma intanto sotto sotto meditano ad un colpaccio. 
Il vero problema è che il “top player” è di difficile collocazione nell’attuale gioco bianconero. Proprio perché conta moltissimo il gruppo, sarebbe impensabile mettere un accentratore del gioco in attacco, un singolo, che non solo potrebbe spaccare lo spogliatoio, ma che snaturerebbe allo stesso tempo il gioco di Conte.
Inoltre bisogna dire che le “bocche di fuoco” juventine in questa stagione, stanno andando in goal con regolare frequenza. 29 reti in 4, con Quagliarella che segna quasi una partita si e una no. 
Ma il problema rimane ugualmente, come si è notato ieri sera all’Allianz Arena.
Quando la squadra è in difficoltà, dall’attacco non si staglia nessuno che prenda per mano il “gruppo” e lo faccia rifiatare ed ripartire. 
L’unico che potrebbe garantire ciò alla Juve è Mirko Vucinic, il quale però, nonostante sia dotato di tecnica sopraffina, non riesce mai a fare più di due partite senza dover poi “mettersi le pantofole” e giocare con sufficienza, sbagliando anche i goal più facili. 
Quindi in conclusione più che un “top player”(già c’è gente del calibro di Pirlo, Marchisio, Barzagli etc.) ai bianconeri serve un “bomber” nuovo stile, dotato di grande tecnica, in modo da poter scambiare con la seconda punta, e di grande fiuto sotto porta.
In giro per l’Europa ce ne sono pochi, e tutti costano carissimo, e quindi sono fuori dalla portata di Agnelli. 
Probabilmente sono 4 i giocatori che più calzerebbero in questa Juventus: Benzema, Falcao, Rooney ed il sempre “odiato/amato” Cavani. Tutti irraggiungibili. 
Si prospetta una parziale rivoluzione in attacco quest’estate, con Vucinic unico certo di rimanere, mentre gli altri, chi più chi meno, sono in bilico.
Molto probabilmente non arriverà nessun big, né Suarez(il Liverpool non lo vuole cedere, e chiede troppo), né Sanchez (non un goleador nato) e nemmeno Jovetic, perfetto per Conte, ma già promesso all’estero (si dice Arsenal), ed in più i Della Valle non lo cederebbero mai agli storici rivali.
In fine rimane sempre da scoprire che apporto potrà dare alla squadra uno che un anno fa era valutato 36 mln di euro: Fernando Llorente. Potrebbe essere lui quello che Marotta sta ancora cercando?
In molti credono di no, ma si vedrà. 
L’ultimo “bomber”che ebbe la Juve fu quel David Trezeguet che oggi continua ad essere osannato dalla curva. Il giocatore che oggi più gli somiglia? Edin Dzeko (appena messo in vendita dal Manchester City)...

martedì 2 aprile 2013

TOP 11 TRENTESIMA GIORNATA DI SERIE A

Andiamo a scoprire la top 11 della giornata di Serie A appena trascorsa.

GIANLUCA CURCI: Il suo Bologna soffre l'Udinese per tutta la partita e se la porta rimane inviolata il merito è soprattutto dell'estremo difensore rossoblù. Corona la sua ottima prestazione neutralizzando anche un rigore ad un certo Antonio di Natale. Saracinsesca.

ANDREA BARZAGLI: Saremo monotoni ma se continua a giocare così i posti per entrare nella nostra top 11 saranno sempre 10. Dalle sue parti non passa nessuna delle minacce nerazzurre. Si conferma il solito impeccabile, pulito e preciso difensore. Diadema juventino e della nazionale.

GABRIEL PALETTA: E' una delle rivelazioni della bella stagione del Parma. Ottima media voto e prestazioni quasi sempre sopra la sufficienza per lui. Si toglie anche la soddisfazione di realizzare il suo primo gol in Serie A. Rivelazione.

MATTIA DE SCIGLIO: C'è un motivo se i difensori di Allegri a turno ruotano tutti e lui no. Nonostante la giovane età è un punto fermo del nuovo ciclo del Milan. Gioca indifferentemente a destra e a sinistra e sa calciare con tutti e due i piedi. Futuro assicurato e presente roseo per il Milan e per la nazionale.

BLERIM DZEMAILI: Non uno, non due, ma addirittura tre gol. Senza il Matador in campo ci pensa lui a tenere il Napoli in piedi grazie ad una rete più bella dell'altra. Da gregario di lusso a goleador per una sera. La sua tripletta tiene il Napoli davanti al Milan e risolve una partita complicatissima.

JOSIP ILICIC: Giustamente criticato per tutto l'anno per il rendimento scadente ed incostante sia suo che della sua squadra. Nell'ultima vera occasione risorge e assieme a Miccoli irretisce per tutta la partita la difesa della Roma. Sigla il primo gol ed ispira il secondo. Se giocasse sempre così...

ANTONIO CANDREVA: Come con il Cagliari si presenta dagli 11 metri per completare la rimonta biancoceleste. Questo rigore se possibile è ancora più importante perchè permette ai biancocelesti di avere la meglio sul Catania, che può essere considerata a tutti gli effetti una rivale per la conquista del piazzamento europeo. Quel piazzamento che ora è sempre più alla portata dell'11 di Petkovic.

RICCARDO MONTOLIVO: Terzo gol stagionale, secondo al Chievo dopo quello della gara d''andata. Il metronomo rossonero si traveste da goleador e realizza la rete decisiva che tiene il Milan in corsia di sorpasso nei confronti del Napoli. Stagione della consacrazione per lui, ora però arriva il momento decisivo del campionato. Staremo a vedere se Riccardo risponderà presente.

MAURICIO PINILLA: Il bomber ritrova la vena realizzativa e porta i sardi a mezzo passo dalla salvezza. In una stagione con più ombre che luci forse la doppietta realizzata alla Fiorentina può essere un nuovo punto di partenza per lui e per la sua squadra, spesso al centro di questioni che col calcio giocato centrano ben poco.

FABIO QUAGLIARELLA: E' uno dei giocatori con la miglior media gol in relazione ai minuti giocati. Questo accade perchè il Quaglia è uno che si fa sempre trovare pronto. Contro l'Inter un gol bellissimo e l'assist per Matri. Tutto il suo stile di gioco in 90 minuti. Chissa che non si sia guadagnato un posto da titolare anche all'Allianz Arena...

EDINSON CAVANI: Dopo 7 gare di digiuno sono arrivati 4 gol di 2 gare. Il Matador si è rifatto con gli interessi dopo il periodo di digiuno. A Torino subentra e rivolta la gara come un calzino a favore del suo Napoli. Sono serate come queste che fanno capire perchè per meno di 60 milioni questo fenomeno è incedibile.

ALLENATORE: ANTONIO CONTE: Giocare contro la squadra che ha tolto l'imbattibilità alla sua Juve, fuori casa, pochi giorni prima di un quarto di finale di Champions contro il Bayern Monaco. Pochi allenatori sarebbero stati capaci di mantenere concentrata la squadra solo sulla partita contro l'Inter. Il segreto di queste due stagioni trionfali di Conte è proprio questo: pensare partita per partita mantenendo sempre al massimo agonismo e motivazioni. E ora sotto con il Bayern...