Cerca nel blog

martedì 12 febbraio 2013

JUVENTUS-DEL PIERO: I MOTIVI DELL'ADDIO

Del Piero è la bandiera per eccellenza, degli ultimi venti anni di storia juventina. Più di Buffon, Nedved, Baggio e perfino dello stesso Conte. È rimasto in Serie B con la Juventus, ha vinto con la sua squadra ed ha perso con essa. Ma allora perché è stato mandato via dalla dirigenza della squadra con cui ha fatto la storia? Semplice ingratitudine, oppure c'è altro?
Per spiegare questo è impossibile non parlare di Andrea Agnelli, nuovo presidente della Vecchia Signora a partire dal maggio del 2010.
Lui è l’attuale volto della dirigenza, il leader che prende il controllo dopo anni di debolezza societaria ( di Blanc e Cobolli Gigli). 
La prima stagione al comando per Agnelli si rivela un totale fallimento. Soldi spesi in modo improprio (12,5 milioni per el Malaka Martinez), ed una squadra affidata ad un allenatore che del mondo bianconero non riuscì a capire quasi nulla (Delneri). 
Con la seconda stagione alle porte, la società doveva correre ai ripari per evitare un'altra delusione, dopo i due settimi posti degli anni precedenti. Ma a quel punto era ancora troppo debole per rivoluzionare tutto, anche (e forse sopratutto) per ciò che suscitava nei tifosi Alessandro Del Piero, figura addirittura più forte del presidente stesso. 
Dopo che le altre vecchie glorie, come Camoranesi, Trezeguet, Nedved si erano allontanate dal campo di gioco di Torino, Alex ,insieme a Buffon, è rimasto il simbolo della storia juventina. In pratica il "Pinturicchio", eroe del l'avvocato Agnelli, è colui che oscura il cammino della nuova dirigenza. 
Il presidente in carica non può certamente cacciarlo dalla mattina alla sera, ed allora si può dire che si pensava di mandarlo via lentamente. Uno dei primi passi che porterà all'addio di Del Piero, potrebbe essere considerato l'ingaggio dell'altra grande bandiera bianconera: Antonio Conte. Infatti, proprio il suo ex compagno di squadra e capitano, lo esclude fin dall'inizio, preferendogli Vucinic e Matri. Quella di Agnelli doveva essere una nuova Juventus, basata sul nuovo Stadio di proprietà, sulla compattezza e sulla solidità del gruppo guidato solamente dall'allenatore, ed infine su Buffon (nuovo leader in campo) e su Andrea Pirlo, che si presenta come il grande affare del mercato del nuovo corso. Tutto sembrerebbe escludere Alex. E dire che lui aveva fortemente spinto verso il rinnovo, proponendo anche di firmare in bianco, ad una cifra stabilita direttamente dalla dirigenza. 
Il nuovo contratto non arriva, Del Piero gioca pochissimo, ma la Juventus vince, e si mette nella condizione di lottare e conquistare lo scudetto. 
“Pinturicchio” è diventato la quinta punta, dietro a tutti gli altri attaccanti, ma nonostante ciò quando entra continua ad esser decisivo, anche grazie a gol pesantissimi che porteranno poi la Vecchia Signora a trionfare (Vedi Juventus- Lazio 2-1). 
La stagione alla fine, nonostante il caso Del Piero, è decisamente positiva per i bianconeri, i quali escono senza sconfitte dal campionato. Quindi l’addio del capitano (arrivato a fine contratto) si rivela decisamente più indolore per tutti, malgrado le lacrime dei tifosi e dello stesso calciatore. 
La scelta di Andrea Agnelli è una scelta di immagine, una scelta imprenditoriale. Mettere da parte le emozioni per dar vita al nuovo “progetto” bianconero. La nuova Juve avrà il volto di Conte, del gruppo, di Agnelli stesso e di quello che sarà il futuro “Top Player”, che dovrebbe essere acquistato dalla società. Gli sarà affidata la maglia numero 10, quella di Alex, e diverrà l'idolo del futuro e del giovane presidente. Sicuramente Del Piero sarebbe stato utile quest’anno per i campioni d’Italia, che se la dovranno vedere anche in Champions e in Coppa Italia, (per esempio Alex non avrebbe mai sbagliato il gol che Giovinco si è “mangiato” nel finale di Coppa Italia con la Lazio), ma poco importa alla dirigenza, che vuole un nuovo percorso con i suoi nuovi volti. Anche a costo di abbattere un monumento.

lunedì 11 febbraio 2013

TOP 11 VENTIQUATTRESIMA GIORNATA DI SERIE A

E' una giornata decisamente pro-Juve quella appena trascorsa. I bianconeri vincono e convincono battendo 2-0 la Fiorentina allo Juventus Stadium e si affacciano nel migliore dei modi alla sfida di Champions contro il Celtic. Giornata di pareggi, sia nelle parti alte che nelle zone basse della classifica. Bellissimo 1-1 tra Napoli e Lazio. Con lo stesso punteggio finiscono Cagliari-Milan, e gli scontri salvezza Palermo-Pescara e Bologna-Siena. Vince l'Inter 3-1 contro il Chievo e si porta a -1 dal terzo posto. Con lo stesso punteggio la Sampdoria batte la nuova Roma di Andreazzoli. Vince l'Udinese di misura contro il Torino. Pareggi a reti bianche in Parma-Genoa e Atalanta-Catania. Ma andiamo a vedere la top 11 di questa giornata.

FEDERICO MARCHETTI: Si arrende solo all'eurogoal di Campagnaro. Per il resto para tutto, come al solito. Nei big match è sempre presente ed è spesso decisivo. Respinge l'assalto del Napoli nella ripresa e blinda la porta come già successo quest'anno in molte circostanze, soprattutto contro la Juve. La Lazio gli deve almeno una decina di punti.

ANDREA BARZAGLI: Spesso si parla troppo poco di questo difensore. Forse perchè e' poco apparisciente, perchè è uno che come si suol dire fa il lavoro sporco e agisce nell'ombra. Quest'anno si sta dimostrando il miglior difensore (nel senso tecnico del termine) che milita nel nostro campionato. Costanza di rendimento impressionante. Errori rarissimi. Patrimonio della Juve.

HUGO CAMPAGNARO: Prima salva sulla linea il possibile 2-0 della Lazio. Poi si inventa un gol pazzesco quasi allo scadere. E' l'immagine del Napoli che con la grinta e con il carattere non vuole mai mollare, anche in una serata dove si è trovato molto in difficoltà per merito della Lazio. A giugno molto probabilmente se ne andrà, ma fino ad allora può contribuire e come alla causa scudetto.

ANDREA RANOCCHIA: Che stacco di testa! Salta altissimo sul corner di Cassano e riporta l'Inter sul 2-1 in un momento delicatissimo della partita. Dopo le prestazioni altalenanti dell'anno scorso in questa stagione l'ex Bari sta dimostrando tutto il suo valore. La difesa neroazzurra ha bisogno di un leader per dare continuità a questi risultati. Ranocchia è pronto a prendersi questo compito.

ANDREA PIRLO: Non ci sono praticamente più parole per questo giocatore. Quando gira lui la Juve è pressochè inarrestabile. Lanci di 40 metri millimetrici, sia con il destro che con il sinistro, e giocate rischiose fatte con la tranquillità di chi sa che ha un livello calcistico decisamente non di questo pianeta. Conte da un anno e mezzo gli ha cucito la squadra intorno. Top-Player.

ARTURO VIDAL: Eccolo un altro gioiello del centrocampo bianconero. Se Pirlo imposta Vidal si inserisce, fa ripartire l'azione, interdisce e fa segnare. La giocata che da il via al 2-0 di Matri è favolosa. Dopo un periodo di appannamento è ritornato il solito centrocampista totale. Proprio nel momento in cui Conte ha più bisogno di lui.

GIANLUCA SANSONE: Quando si dice fare la differenza entrando dalla panchina. Delio Rossi lo manda in campo quando la partita è ancora sullo 0-0. Lui risponde entrando nell'azione del primo gol, poi siglando su punizione il raddoppio e infine confezionando l'assist per il terzo gol di Icardi. Spaccapartita. Meriterebbe una chance dal primo minuto.

ERIK LAMELA: E' l'uomo più pericoloso della Roma. Una spina nel fianco per Estigarribia nel primo tempo. Entra in tutte le azioni più pericolose dei giallorossi. Prima realizza il gol del pareggio che il guardalinee gli annulla ingiustamente. Poi realizza il momentaneo 2-1. L'unico a salvarsi della sua squadra. E menomale che senza Zeman il Coco non avrebbe più fatto nulla.

SERGIO FLOCCARI: Quinto gol nelle ultime sei partite. Decisamente molto più che un semplice vice-Klose. Se la Lazio sembra meno brillante del solito in questo periodo ciò non si è sicuramente riflesso sull'attaccante biancoceleste. Oltre al gol centra un clamoroso palo e una traversa a tempo scaduto. Da solo tiene in apprensione costante una delle migliori difese del campionato. Decisamente il migliore in campo.

ALESSANDRO MATRI: Secondo gol consecutivo per il bomber bianconero. Conte non l'ha mai tenuto veramente in considerazione ma, complici i problemi a Giovinco e Quagliarella, in quest'ultimo periodo l'ha schierato in coppia con Vucinic. Con ottimi risultati. Dopo la doppietta di Cagliari e la rete al Chievo arriva quest'altro pesante goal alla Fiorentina, per giunta scalzo. Decisivo.

ANTONIO CASSANO: C'è poco da fare: quando a Fantantonio va di giocare l'Inter ha una marcia in più. Realizza il primo gol, poi consegna a Ranocchia l'ennesimo assist di questo campionato. Con il rientro di Milito e la presenza di Palacio ha ridato vita al tridente che ha espugnato lo Juventus Stadium. Ci chiediamo dove sarebbe l'Inter se il barese giocasse sempre cosi.

L'ALLENATORE: FRANCESCO GUIDOLIN: Avremmo messo Delio Rossi, perchè la sua Samp ha sfoderato un'altra grande prova da quando c'è lui a guidarla. Ma quel dito medio alla fine di una partita già vinta non è un bel gesto. Premiamo quindi Guidolin. Con la vittoria di misura sul Torino la sua Udinese si piazza ottava in classifica. Allenatore fantastico e personaggio esemplare. Ammette con la stessa tranquillità e sportività il torto subito contro il Milan ed il favore (fallo da rigore su Santana) contro i granata. Un esempio.

giovedì 7 febbraio 2013

ZEMAN E LA ROMA: I MOTIVI DI UN FALLIMENTO

Era arrivato quest'estate annunciato a gran voce dalla stampa. E' stato il motivo del boom di abbonamenti all'interno della tifoseria giallorossa. Un bagno di folla per il boemo già dalle prime amichevoli pre-campionato. Nella speranza di regalare un sogno ai tifosi della Roma. Il sogno però è terminato lunedi scorso. Infatti dopo la sconfitta umiliante in casa con il Cagliari la società giallorossa ha deciso di esonerarlo. E' risaputo che Zeman è uno che divide le piazze. E' un radicale, un'integralista. O lo odi o lo ami. Infatti la piazza giallorossa e l'opinione pubblica si sono subito divise in due gruppi: i favorevoli all'esonero ed i contrari. C'è chi, da zemaniano convinto, scagiona il boemo da tutte le accuse e condanna in maniera decisa la squadra e la dirigenza. C'è invece chi ritiene Zeman l'unico responsabile della stagione deludente della Roma. La ragione, come spesso accade in questi casi, sta nel mezzo. Sono talmente complesse le problematiche della Roma attuale da non poterle identificare con le azioni sbagliate di una persona. Cacciare Zeman non è stato nè giusto nè sbagliato. E' stato però inevitabile. Nel calcio si sa, in questi casi a pagare è l'allenatore perche è impossibile cacciare un'intera squadra o un'intera dirigenza. Ma se l'esonero di Zeman è stato giusto o sbagliato ce lo dirà solo il tempo. Sarà giusto se scuoterà la Roma dal torpore e le farà ottenere risultati all'altezza delle potenzialità della squadra. Sarà sbagliato se questo non avverrà. Sicuramente il boemo paga alcuni suoi errori dovuti più ad un forzato integralismo che ad un effettiva "ignoranza" calcistica. Dall'inserimento di elementi come Goicochea e Tachtsidis (giocatori su cui ha puntato fortemente) ma che alla fine si sono rivelati inadatti per questa squadra e forse per questo campionato. Errori evidenti sono stati anche la cattiva gestione psicologica di alcuni giocatori, De Rossi e Stekelenburg per citare i casi più eclatanti. La cosa più grave è che in questi due casi a sbagliare non è stato solo Zeman ma anche i due giocatori in questione, colpevoli di troppi atteggiamenti da prima donna. Soprattutto De Rossi, che da bandiera qual è per questa dovrebbe giocare anche in porta, non è mai andato d'accordo con il boemo. Non ha voluto giocare da interno, ha fatto i capricci per giocare da regista (ruolo che non ha mai veramente fatto in carriera), e quando Zeman l'ha accontentato ha fornito prestazioni deludenti, giocando bene solo col Milan. Troppo poco una partita bella su 20 per un giocatore che è il più pagato della sua squadra. Le colpe quindi non sono solo di Zeman. La squadra non lo ha mai veramente seguito in toto, il gioco zemaniano tanto proclamato si è visto raramente nonostante le potenzialità ci fossero tutte. E qui ovviamente entrano in gioco anche gli errori della società. Baldini, Sabatini e tutti gli altri sono uomini navigati all'interno del mondo del pallone. Sono dirigenti e operatori di mercato il cui curriculum parla per loro. Per questo la loro gestione fino ad adesso è inaccettabile. La Roma è una Ferrari che in questo anno e mezzo è stata pilotata più o meno sempre come una Cinquecento. E la colpa non può essere solo di un allenatore o di un portiere scarso. L'esonero di Zeman non deve essere usato come caprio espiatorio dei problemi della Roma, poichè significherebbe che qualcuno a Trigoria non vuole prendersi le sue responsabilità. L'esonero di Zeman deve servire per ripartire con quello che si ha, nella consapevolezza che tutti, dal Presidente Pallotta ai magazzinieri, devono impegnarsi maggiormente per riportare questa squadra nei posti che le spettano. Non tutto è da buttare, con Zdenek quest'anno Lamela è defintivamente esploso, Florenzi e Marquinhos sono due  tra i giovani più interessanti del campionato, e Totti corre più di quando aveva 18 anni. Ora sarà compito di Andreazzoli dare continuità alle prestazioni di questi giocatori e recuperare mentalmente coloro che col boemo non sono mai praticamente scesi in campo con le motivazioni giuste. Andreazzoli fu il vice di Spalletti, l'allenatore che nell'ultimo decennio di storia della Roma è stato forse il miglior C.T. passato dalle parti di Trigoria. La speranza per i tifosi giallorossi è che l'allievo superi il maestro.

mercoledì 6 febbraio 2013

FRANCESCO TOTTI: IL SIGNORE DEL CALCIO CHE HA FERMATO IL TEMPO

Francesco Totti nasce nel 1976 a Roma.  Inizia a giocare a pallone all'età di 7 anni, prima nella Fortitudo e poi nella Lodigiani. A 13 anni passa alle giovanili della Roma, e da questo momento in poi non abbandonerà  mia più la casacca giallorossa. Si, avete capito bene: Totti è la bandiera per eccellenza, il simbolo di Roma e dei romanisti, è l'amore per una maglia e per una città, è la gioia di vestire due colori che ama fin da bambino.
Dall'età di 13 anni fino ad oggi, la storia di Totti è incredibile nella sua semplicità, appassiona e commuove non semplicemente i tifosi giallorossi, ma anche tutti gli amanti del calcio.
L'esordio ufficiale in campionato avviene nel 1994, con Carletto Mazzone alla guida della Roma, che di Totti parla così: "Questo ragazzo è un talento purissimo". Non avrà tutti i torti.
Dopo Mazzone arriva alla Roma l'allenatore argentino Bianchi, uno con il quale Francesco non va d'amore e d'accordo. Pensa pure di lasciare la Roma, ma l'amore per la maglia è troppo grande, e decide di rimanere, a discapito poi dello stesso Bianchi, che verrà esonerato.
Arriva Zeman, e con lui Totti vive un grande periodo di forma, migliorando notevolmente dal punto di vista realizzativo, segnando 30 gol in due anni.
Nel 2000 partecipa ai campionati europei di calcio con la maglia della nazionale, ed è autore di ben due gol.
Durante la storica semifinale con l'Olanda, Francesco subentra nella ripresa: la partita si conclude 0-0, la finalista si deciderà dal dischetto. Di Biagio non fallisce, De Boer si, sbagliando due calci di rigore nella stessa partita. Poi Pessotto, ancora gol, mentre Staam spedisce il pallone in curva. E' il momento di Francesco Totti: prima di andare a calciare, si avvicina a Maldini, lo guarda negli occhi e gli dice: "Paolè, Mo je faccio er Cucchiaio." Ride, e si incammina verso il dischetto. Maldini è incredulo, si gira verso Di Biagio: " Ma stava scherzando vero?". No non scherza.
 I campioni li riconosci perchè nei momenti importanti hanno la stessa freddezza che nelle partite "normali": Totti è di parola, Van der Saar è spiazzato, l'Italia, grazie anche ad un monumentale Toldo è in finale dopo 32 anni. Purtroppo per noi, la finale è persa in modo tragico, al golden gol contro gli odiati cugini francesi.
I trofei stentano ad arrivare, ma per Totti ha relativa importanza;  il tempo però è galantuomo, e con Capello la Roma vince lo scudetto nella stagione 2000-2001, grazie al "trio delle meraviglie", formato da Montella, Batistuta e naturalmente Totti. E' il 17 giugno del 2001, la Roma sconfigge 3-1 il Parma e si conferma prima in classifica sulla Juventus. L'Olimpico è una bolgia, sono presenti circa 100.000 persone, e la Roma non tradisce i suoi tifosi: a segno tutti e tre i protagonisti dell'attacco giallorosso, e la città eterna esplode di gioia, 18 anni dopo l'ultimo trionfo.
 A coronamento di un' annata straordinaria, Er Pupone trascina i suoi al successo contro la Fiorentina nella supercoppa italiana, siglando la rete del definitivo 3-0.
Dopo l'exploit nel 2001, trascorrono due anni non esaltanti, ma nemmeno da dimenticare, per il capitano della Roma, che ereditò la fascia nel 1998 da un certo Aldair. Nel 2004 la Roma torna ad essere competitiva, raggiunge il secondo posto il campionato e Totti tocca quota 20 gol in una stagione, conquistando il secondo Guerin d'Oro della carriera.
 Il punto più basso della carriera di Totti è, forse, il 16 giugno 2004: durante Italia-Danimarca, partita valida per l'Europeo, Totti sputa in faccia al danese Poulsen: 3 giornate di squalifica, Italia eliminata e critiche a valanga per il gesto inappropriato di Francesco.
Lo stesso anno il Real Madrid piomba su Totti con un'offerta da 35 milioni di euro: la tentazione è forte, fortissima, ma Totti alla fine dice di no. Non tradisce i suoi colori, sceglie di rimanere.
La verità è che le sirene suonano sempre per i grandi campioni, c'è chi le ascolta e parte, e c'è chi, come Ulisse e come Totti, si fa legare all'albero maestro e rimane a casa sua, dove tutti lo amano.
Comunque sia, l'episodio contro la Danimarca e l'offerta del Real Madrid influiscono sulla stagione altalenante del capitano l'anno successivo.
Nel 2005 arriva a Roma un tale Luciano Spalletti, proveniente da Udine: a Roma con lui la musica cambia, Totti viene spostato centravanti, perno dal 4-2-3-1 spallettiano. Sono stagioni di grande calcio per la Magica, che ottiene addirittura 11 successi consecutivi in campionato (record assoluto fino a quel momento), culminati con la vittoria nel derby, nonostante il grave infortunio del capitano, costretto a non giocare per 4 mesi.  L'anno successivo Totti vince la Scarpa d'Oro, e diventa il più prolifico marcatore italiano ancora in attività, a soli 29 anni. Inoltre la Roma porta a casa la Coppa Italia, umiliando l'Inter nella finale di andata con un netto 6-2.
E' un periodo magico per Totti, che vince il mondiale con la nazionale nel 2006, realizzando il rigore decisivo al 94' contro l'Australia. Intervistato a fine partita, quando gli chiedono a cosa ha pensato, Totti risponde dicendo:"Era ora che facessi il ciucciotto", dedicando il gol al figlio.
Durante gli anni Francesco frantuma tutti i record possibili e immaginabili con la maglia della Roma e a livello italiano. Continua a giocare, a segnare e a divertirsi, anche se, per un talento come lui, vincere così poco è una sofferenza. Ma a lui non importa, quando Maurizio Mosca gli chiede perchè non va a giocare solamente 2 o 3 anni in una squadra blasonata per vincere qualcosa di più, lui risponde così:
"Perchè sono cresciuto nella Roma e morirò nella Roma, perchè sono sempre stato tifoso della Roma."
Si potrebbe continuare per ore a raccontare le gesta di questo grande campione, i suoi gol impossibili, come il pallonetto a San Siro contro l'Inter o il gol alla Sampdoria da un angolo inesistente.
Si potrebbe dire di come ha emozionato ogni tifoso giallorosso, di come ha gioito ad ogni vittoria proprio come un tifoso della Curva Sud, o di quanto sacrifici ha fatto per questa maglia.
Ci sarebbero veramente troppe cose da dire, troppi aneddoti da raccontare, troppe immagini indelebili di questo giocatore.
E così vi lascio una frase, per farvi riflettere sulla grandezza interiore di questo ragazzo, che viene definito dai suoi "nemici sportivi" coatto, burino, ignorante, ma che in realtà, ha, prima di tutto, un grande cuore, che batte per l' A.S. Roma.

"Adesso dicono che è stato un mio limite il fatto di non aver mai cambiato squadra. In realtà era il mio sogno fin da bambino. Qui ho tutto e sto bene, si vince poco, ma è stata una scelta di vita. Quello che dice la gente non mi interessa, se mi criticano nonostante i miei 200 gol, vuol dire che di calcio non ne capiscono niente."

Francesco Totti.



























lunedì 4 febbraio 2013

TOP E FLOP VENTITREESIMA GIORNATA

La Juventus respinge la fuga del Napoli e rimane a +3. Si riapre la lotta al terzo posto: cade la Lazio a Genova e l'Inter a Siena, si riavvicinano dunque Fiorentina e Milan che colgono importanti vittorie casalinghe contro Parma e Udinese. Crolla la Roma in casa col Cagliari, una sconfitta che costa la panchina a Zeman. Salta anche la panchina di Gasperini, fatale la sconfitta del suo Palermo contro l'Atalanta. Pareggio a reti bianche tra Torino e Sampdoria e scoppiettante vittoria del Bologna a Pescara, importantissima in chiave salvezza. Ma andiamo a scoprire i protagonisti, i top e i flop di questa giornata di Serie A:

I PROTAGONISTI

MARIO BALOTELLI: Prima partita da titolare: doppietta decisiva. Super-Mario ha confermato ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, che se ci sta con la testa può essere un crack per il campionato italiano. Allegri dovrà "solo" imparare a gestirlo mentalmente e mandarlo in campo motivato. Con lui, El Sharaawy e Niang l'impresa terzo posto è sempre più alla portata dei rossoneri.

MARCO SAU: Firma l'assist per il gol di Nainggolan, sigla di testa il 2-1 ed entra anche nell'azione del gol di Pisano. E' uno show del folletto sardo quello che va in scena all'Olimpico. La difesa della Roma non è irresistibile ma la partita di venerdi è solo una conferma della grande stagione di questo giocatore che sta trascinando i rossoblù alla salvezza.

MAREK HAMSIK: Col Catania è arrivato a quota 9 gol e 11 assist. E menomale che il Napoli è solo Cavani. La maturazione di questo giocatore quest'anno è stata impressionante, prima era incostante, alternava buone partite ad altre meno buone, invece in questa stagione è una costante, segna, fa segnare ed è preziosissimo tatticamente. Il partner d'oro di Cavani.

I TOP

CAGLIARI: Espugna l'Olimpico battendo per 4-2 la Roma con una partita giocata a viso aperto. In ripresa nelle ultime partite, gli uomini di Pulga e Lopez sembrano aver trovato le giuste motivazioni per raggiungere l'obiettivo salvezza. Con un Sau cosi...

GENOA: Dopo il pareggio contro la Juventus ferma un'altra prima della classe. E stavolta fa bottino pieno. Gara di cuore e carattere con la Lazio e vittoria allo scadere. Decide il solito Borriello, Bertolacci e l'acquisto dell'ultimo minuto: Marco Rigoni. Stesso discorso del Cagliari: con questa mentalità la salvezza è alla portata.

SIENA: Anche se la penalizzazione rende la salvezza una missione quasi impossibile è da elogiare il Siena di queste ultime giornate. Seconda vittoria consecutiva in casa dopo quella di misura con la Samp e stavolta la prestazione è ancora più convincente. 3-1 all'Inter di Strama con gol di Emeghara (un giocatore da seguire a detta di molti) Sestu e Rosina. Lotteranno fino alla fine.

I FLOP

MAURO GOICOCHEA: E' sbagliato prendere come capro espiatorio dei problemi della Roma le prestazioni non convincenti del portiere uruguaiano. Ma l'errore contro il Cagliari è qualcosa di grottesco, che si vede raramente anche nelle categorie minori. La Roma non stava giocando bene ma era sull'1-1 e la partita e se la poteva giocare. Errore pesantissimo.

PALERMO: Tanti acquisti per nulla. Sconfitta interna con l'Atalanta e seconda panchina saltata. Zamparini non si è smentito neanche questa volta. Viene da domandarsi se, con tutti questi cambi di allenatore che non hanno portato i frutti sperati, il problema non sia un altro, ovvero quello della qualità effettiva della squadra. Il Palermo di oggi non ha ne capo ne coda e la Serie B è un incubo sempre più reale.

INTER: Dove è finita l'Inter di inizio stagione. Dopo l'impresa allo Juventus Stadium i neroazzurri fuori casa non hanno più vinto, collezionando il più delle volte sconfitte umilianti da squadre sulla carta inferiori. Forse i milanesi sono un pò scoppiati, ma il terzo posto rimane comunque li a soli 3 punti. E' necessario però un cambio di marcia repentino...

LA STORIA

E' la storia di Marco Rigoni, una storia che sa di rivalsa, che profuma di rivincita. In questa prima parte di stagione al Chievo Rigoni ha passato più tempo tra tribuna e panchina che in campo, dove ogni giocatore vorrebbe stare. Arriva il mercato di gennaio e Rigoni è sul mercato. Sembra imminente il suo trasferimento al Sion, in Svizzera, lontano dalla Serie A, che forse non lo riteneva più adatto. Invece all'ultimo secondo eccola la svolta della nostra storia. Il Genoa lo chiama, per raggiungere la salvezza hanno bisogno anche di lui. Con la Lazio inizia in panchina, poi entra  sul 2-2 e le motivazioni e la rabbia sportiva covata in questi mesi lontano dal campo fanno la differenza. Il riscatto è dietro l'angolo e arriva a tempo scaduto. Fallo laterale per il Genoa, mancano pochi secondi, Granqvist spizza, e Rigoni insacca il 3-2. Gol decisivo, all'ultimo secondo, il sogno di tutti. Il Genoa aveva ragione. Per la salvezza serve anche lui.

venerdì 1 febbraio 2013

   
L'ANGOLO DELLO SCOMMETTITORE



Finito il mercato di riparazione vediamo come si presentano la 20 squadre di A alla quarta giornata di ritorno.




LE PARTITE

Venerdì ore 20.45 Roma-Cagliari

Una Roma in crisi ospita il Cagliari impegnato nella lotta per non retrocedere. Settimana molto travagliata per i giallorossi, con il caso Stekelenburg e il quasi esonero di Zeman. Cagliari che, invece, è riuscito a trattenere i suoi gioielli ( Astori, Naingolan e Pinilla ) e ha ottenuto 5 punti nelle ultime 3 giornate. Nonostante la crisi della squadra di Zeman, 2 punti in 4 partite, ci fidiamo dei capitolini che non possono più sbagliare.
Giocata sicura: 1 finale ( 1.50 )
Giocata rischiosa: No goal squadra ospite ( 2.75 )

Sabato ore 18.00 Torino-Sampdoria
Due squadre in salute si affrontano nel primo dei due anticipi del sabato. Toro che ormai può quasi considerarsi salvo, dopo aver conquistato ben 12 punti nelle ultime 6, media-scudetto,  essendo a +9 dalla zona calda. Samp in grande ripresa, 7 punti in 4 partite, dopo la spumeggiante prova casalinga con il Pescara.
Il match promette grande spettacolo.
Giocata sicura: Goal ( 1.80 )
Giocata rischiosa: Xpt ( 2.00 )

Sabato ore 20.45 Napoli-Catania
Partita da non perdere al San Paolo. Si sfidano il Napoli, che potrebbe agganciare anche solo per una notte la juve, e la sorpresissima di questa stagione: il Catania.
Partenopei che nelle ultime 5 hanno conquistato 13 punti e si affidano a bomber Cavani per mettere ulteriore pressione alla capolista. Etnei che, invece, non si possono più nascondere e devono puntare all'Europa, distante soli 2 punti. Fondamentale il ritorno di Lodi per gli uomini di Maran.
All'andata fu 0-0, difficile che si possa ripetere questo risultato.
Giocata sicura: Over 0.5 pt ( 1.25 )
Giocata rischiosa: Over 3.5 ( 2.50 )

Domenica ore 12.30 Chievo-Juventus
Un Chievo, virtualmente salvo, affronta la Juve tra le mura amiche.
Clivensi che nell'ultima giornata hanno sconfitto all'Olimpico la Lazio, grazie al goal di Paloschi, riscattato definitivamente, e possono contare su una situazione di assoluta tranquillità.
La capolista, eliminata martedì in coppa Italia proprio dalla Lazio, non vive un bel periodo, dopo un mercato che non ha visto, per l'ennesima volta, l'arrivo del grande attaccante, richiesto a gran voce dai tifosi e le polemiche dell'ultima giornata, che hanno dimostrato una fragilità anche all'interno della società.
Giocata sicura: Over 1.5 ( 1.27 )
Giocata rischiosa: 1X ( 2.23 )

Domenica ore 15.00  Fiorentina-Parma
Altra partita da seguire con attenzione è quella del Franchi, tra due belle realtà del nostro campionato.
La viola è in piena crisi di risultati, solo un punto nelle ultime quattro, dovuta sia alla sfortuna che all'assenza di un uomo che la butti dentro, visto che Jo-jo non è in gran forma, per usare un eufemismo.
Il Parma, che nell'ultima domenica ha perso l'imbattibilità casalinga contro il Napoli, ha sorpreso tutti e vuole continuare a stupire, una vittoria al Franchi vorrebbe dire inserirsi nella lotta per l'Europa definitivamente.
Giocata sicura: 1X ( 1.17 )
Giocata rischiosa: 1H ( 2.90 )

Domenica ore 15.00 Genoa-Lazio
A Marassi va in scena una partita che potrebbe regalarci sorprese.
Il Genoa, rivoluzionato dal mercato, ha un disperato bisogno di punti e non si vuole fermare dopo il buon pareggio di Torino. Lazio, che dopo la qualificazione alla finale di coppa Italia, vuole mantenere il terzo posto e perchè no avvicinare anche la vetta distante solo sei punti. All'andata un goal di Borriello decise il match, la storia si ripeterà?
Giocata sicura: Goal ( 1.65 )
Giocata rischiosa: 2 ( 2.50 )

Domenica ore 15.00 Palermo-Atalanta
Sfida tra due squadre in crisi. Il Palermo, che ha cambiato ben 10 uomini nella sessione invernale di mercato, nonostante il buon gioco espresso non sa più vincere e cerca disperatamente i 3 punti per risalire la china. Bergamaschi in grande difficoltà e si ritrovano invischiati nella lotta per la salvezza, troppo pochi 2 punti in 6 partite. Nessuna delle due può permettersi di sbagliare.
Giocata sicura: Over 1.5 ( 1.35 )
Giocata rischiosa: 1PT ( 2.75 )

Domenica ore 15.00 Pescara-Bologna
Sfida salvezza all'Adriatico. Pescara che dopo la vittoria di Firenze ha perso la bussola e ha collezionato 3 sconfitte consecutive. Bolognesi che non riescono a staccarsi dalla zona calda poiché alternano ottime prestazione a partite al di sotto delle aspettative. Si prospetta un match molto bloccato.
Giocata sicura: Under 2.5 ( 1.70 )
Giocata rischiosa: 2 ( 2.45 )

Domenica ore 15.00 Siena-Inter
Il fanalino di coda del campionato ospita la squadra di Stramaccioni.
Siena che cerca punti per provare ad ottenere una salvezza che francamente sembra impossibile. Inter in difficoltà sul piano del gioco, che aspetta di vedere all'opera il neo-acquisto Kovacic, mister 11 milioni. Se i neroazzurri vogliono puntare al terzo posto una vittoria è d'obbligo.
Giocata sicura: X2 ( 1.29 )
Giocata rischiosa: 2 ( 2.05 )

Domenica ore 20.45 Milan-Udinese
La partita più attesa è sicuramente quella di S.Siro, in uno stadio pronto a riaccogliere uno dei più grandi talenti italiani: Mario Balotelli. Gran colpo quello messo a segno da Galliani e anche se molti lo ritengono una mossa elettorale è innegabile che Balo potrà spostare gli equilibri del campionato. Partirà dalla panchina. Milan che prova la rincorsa al terzo posto e si affida alla coppia Elsha-Pazzo, 25 goal per loro. Udinese che si affida al solito Totò DI Natale per accorciare sul 5 posto, buono per l'Europa.
Giocata sicura: 1 ( 1.55 )
Giocata rischiosa: somma goal finale 4 ( 4.00 )

BUON WEEK-END CALCISTICO  A TUTTI GLI SCOMMETTITORI

IL MOMENTO DEI FANTALLENATORI

Bentornati con il nostro oramai consueto appuntamento del venerdì sera riguardante il mondo del fantacalcio. Numeri, curiosità e consigli per tutti i fantallenatori, come sempre.


                                                   
                         LE   CERTEZZE
 TOP 3 PORTIERI
1)Marchetti: è senza dubbio il portiere più in forma del momento se continua così Buffon dovrà stare molto attento in chiave nazionale..
2)Gillet: in casa è una sicurezza, anche se questa volta troverà lo scatenato Icardi.
3)Handanovic: se non fosse per lui, l'Inter avrebbe almeno 4-5 punti in meno. Inoltre l'attacco del Siena è il penultimo della serie A.

TOP 5 DIFENSORI
1)Rodriguez: ha pagato il periodo negativo della viola, ma è pur sempre un goleador. E in casa difficilmente sbaglia partita.
2)Dossena: un giocatore trasformato da quando si trova a Palermo, dategli fiducia.
3)Cannavaro: il capitano è tornato, e  ha subito sfoggiato una grandissima prestazione, nonostante l'autogol.
4)Lichsteiner: si esalta spesso fuori casa( vedi Palermo) a noi questa giornata piace non poco.
5)Costant: riadattato terzino da Allegri, sta dimostrando di avere buona corsa e non solo.

TOP 5 CENTROCAMPISTI

1)Lamela: non segna da troppo tempo, un mese e mezzo oramai, è il suo momento.
2)Gonzalez: l'uomo forse più importante del centrocampo di Petkovic, viene dal grande gol contro la Juve. E l'anno scorso a Genova fece gol.
3)Pirlo: senza di lui la Juve gioca a fari spenti.
4)Cuadrado: media stratosferica, pecca in fase conclusiva, ma prima o poi il gol arriva..
5)Montolivo: metronomo del centrocampo rossonero, non sta deludendo le aspettative.

TOP 5 ATTACCANTI
1)Cavani: ci scusiamo per non averlo schierato la settimana scorsa, illudendoci che per una giornata El Matador non avrebbe segnato. Ogni giornata va schierato, titolarissimo.
2)Di Natale: quando vede rossonero, diventa implacabile.
3)Gilardino: bomber Gila si è svegliato, ora ci si diverte.
4)El Sharaawy: il destino del Milan passa ancora dai suoi piedi.
5)Totti: con Zeman è un ragazzino.

                                                       LE SCOMMESSE

TOP 3 PORTIERI
1)Sorrentino: grande partita a Cagliari, ora lo aspetta l'Atalanta degli ex( anche se per poco) Brienza e Budan.
2)Mirante: all'andata parò un rigore a Jo-Jo, se vi piace il rischio..
3)Puggioni: imbattuto con la Lazio, ora lo aspetta il test Juve.

TOP 5 DIFENSORI
1)Marquinhos: grande talento per questo diciottenne, alla ricerca del primo gol in serie A
2)Astori: molto difficile uscire indenni dal trio giallorosso, ce la farà?
3)Juan Jesus: bocciato contro il Torino, si deve riscattare.
4)Mexes: dov'è finito l'impeccabile centrale della difesa giallorossa?
5)Andreolli: deve dimostrare di poter meritare piazze importanti.

TOP 5 CENTROCAMPISTI
1)Armero: alla prima da titolare, esordisce al San Paolo, grandi brividi.
2)Cerci: a volte è devastante, altre volte inesistente.
3)Conti: già 5 gol contro la squadra del papà, è una certezza per i suoi contro i giallorossi.
4)Bonaventura: a questa Atalanta mancano soprattutto i suoi gol.
5)Schelotto: esordio in maglia nerazzurra, deve dimostrare il prezzo del cartellino.

TOP 5 ATTACCANTI
1)Borriello: può far male ad ogni giornata.
2)Klose: è una scommessa non per il valore del giocatore in sè, ma in quanto la sua condizione fisica lascia a desiderare. Basterà la sua immensa classe per risolvere la partita?
3)Dybala: segna sempre in casa, 19 anni e tanto talento.
4)Toni: bomber Luca deve ritrovare la via della rete, come del resto il suo compagno di reparto Jovetic.
5)Barreto: ottima l'intesa con Meggiorini, aspettiamo un suo gol al più presto.


Buon week-end
Marco Cesario